Usseaux e le sue borgate. Una bella passeggiata a misura di bambino in Piemonte.

Lo scorso 5 marzo è stato il compleanno di mia madre, Nonna Fortuna (Nonna Tuna per Teo).

Per quasi una settimana mi sono scervellata alla ricerca di un posto carino in montagna, dove andare per una gita fuori porta, per godere di qualche ora di aria buona a contatto con la natura e festeggiare in maniera diversa dal solito.

Un posto che potesse conciliare le esigenze di tutti: non troppo lontano da casa (perché bimbi e nonni per molto tempo in macchina non li trattieni, anche se devo ammettere che per ora Teo regge benissimo i viaggi, sarà che dopo le oltre 18 ore di macchina per andare in Sicilia qualsiasi altro spostamento gli sembrerà una veloce passeggiata) e, soprattutto, lontano dal caos delle piste da sci.

Ecco che (ben consigliata!) ho scelto l’Alta Val Chisone.

Qui, a poco meno di ottanta Km da Torino, si trova un gioiellino di nome Usseaux, un piccolo comune montano collocato all’interno del Parco Orsiera-Rocciavrè, meglio conosciuto come la borgata del pane e dei murales, a circa 1.400 metri di altitudine.

Usseaux è uno degli undici Borghi più belli d’Italia della nostra regione, inoltre fa parte dei Borghi accoglienti con Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Si tratta di località eccellenti dell’entroterra italiano, a misura d’uomo, tutte da esplorare, perfette per un week end fuori porta o un breve soggiorno; luoghi ancora poco conosciuti, resi speciali dalla grande attenzione per la sostenibilità ambientale, la qualità dell’accoglienza e la tutela del patrimonio artistico e culturale.

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La storia di Usseaux è molto affascinante. Il paese fu attraversato nei tempi antichi da Giulio Cesare, il quale lo cita nel De Bello Gallico. Nei secoli di storia, Usseaux ha vissuto molteplici esperienze: il Delfinato, il Regno di Francia, il Ducato dei Savoia, le guerre tra Francesi e Savoia (battaglia dell’Assietta del 1747), nuovamente il dominio francese, l’impero napoleonico e le guerre di indipendenza che portarono, nel 1861, all’unità d’Italia. Usseaux ha fatto parte della regione alpina transfrontaliera degli Escartons (1343-1713) e per secoli ha condiviso la presenza di due comunità di fede diversa, quella cattolica e quella valdese.

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Usseaux, che ci ha accolti con tanta neve, un magnifico cielo blu e una meravigliosa quiete, è un paesino splendido con le sue stradine lastricate, le fontane e i lavatoi in pietra, i cortiletti, il forno della comunità, il mulino ad acqua per cereali ancora funzionante (nella stagione estiva  è aperto in alcuni giorni per visite libere), le stalle e, naturalmente, i bellissimi murales.

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I bambini si divertiranno andando alla ricerca delle pitture che si nascondono lungo le viuzze, dietro agli angoli o sotto ai cornicioni.

murales (i cui temi spaziano dalla vita contadina al mondo della natura e degli animali, fino a contemplare personaggi di fantasia e delle favole) sono circa una quarantina…provate a scovarli tutti girando in lungo e in largo questo bellissimo borgo!

Per Teo è stata un’esperienza nuova e divertente, anche grazie all’abbondante nevicata del giorno prima. 😉

A circa 1 Km da Usseux si trova la frazione di Balboutetla borgata del sole, delle rondini e delle meridiane. Questa piccola località ospita, infatti, una ventina di meridiane disposte lungo le vie interne. Mi hanno raccontato che durante la primavera le vie sono da percorrere con il naso all’insù poiché sono numerosissime le rondini che rallegrano il cielo.

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Per pranzo siamo poi scesi a Laux, che si trova sempre a poca distanza da Usseaux. 

La frazione di Laux è piccolissima e deliziosa, un minuscolo paese di case in pietra e legno a cui si arriva dopo una breve strada immersa nel bosco, sembra quasi un villaggio delle favole. Viene definita la borgata dell’acqua per la presenza di un piccolo lago alpino noto per le sue acque verdi. Noi, invece, lo abbiamo ammirato completamente coperto da una spessa coltre di neve: un panorama altrettanto affascinante!

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Sul lago si affaccia l’Hotel Ristorante Lago del Laux dove abbiamo pranzato e festeggiato il compleanno della nonna. Il locale è accogliente, molto curato e riscaldato da un bel caminetto scoppiettante. Propone piatti tipici piemontesi e occitani con menù à la carte.

2017-03-10 12.13.30.pngTeo ha gradito la pasta fresca al ragù di montagna, noi le gustosissime calhiette alla moda del Laux. Sono delle specie di palle a base di patate di montagna grattugiate a crudo, unite ad un soffritto di porri, dadolata di lardo, farina e uova solo per amalgamare. Vengono cotte in acqua con gusti per almeno un’ora e poi servite condite con burro di montagna aromatizzato e parmigiano. Davvero notevoli!

L’hotel è una delle strutture del circuito Charme e Relax di cui fanno parte alberghi di particolare fascino. In origine era una casa di villeggiatura edificata a inizio ‘900 e poi ampliata dai Salesiani nel 1934. E’ divenuta albergo nel 1984.

La vista è meravigliosa, posso solo immaginare quanto sia bello e poetico questo posto anche in primavera o in estate. 😉

Dopo pranzo avremmo voluto fare ancora un giro in direzione Sestriere per raggiungere le altre due borgate di Usseaux, Pourrieres (nota come la borgata dell’Assietta, dove è stato realizzato un percorso costituito da sagome con uniformi dei reggimenti combattenti nella battaglia del 1747) e Fraisse (conosciuta come la borgata del legno e dei boschi per la rigogliosa vegetazione e le sculture su pannelli in legno da scoprire lungo le vie), ma, a causa del vento, forte e freddo, abbiamo preferito fare ritorno verso casa, con l’augurio di tornare presto in questi luoghi.

Se in qualche modo ho solleticato il vostro interesse e state pensando di fare una gita per conoscere Usseaux e le sue borgate, potete reperire maggiori informazioni su ricettività, eventi e altre proposte, in inverno ed estate, consultando il sito dell’Alta Val Chisone (ecco qui il link).

La gentile signora del Punto Informazioni Turistiche di Usseaux (aperto anche di domenica mattina) ci ha parlato, tra le altre cose, di due proposte che vorrei ancora segnalarvi:

  1. la seconda edizione della Notte Romantica di Usseaux che si terrà il prossimo 24 giugno, con degustazioni enogastronomiche all’interno delle antiche stalle, musica occitana dal vivo, visite guidate, apertura del forno, mulino funzionante con golosità da provare, ritrovo sulla piazzetta del comune per rivivere la magia del primo incontro e bacio di mezzanotte;
  2. il Sentiero del pensiero o della lepre, un bel percorso, di circa due ore, da provare con la bella stagione, adatto anche ai bambini. Lungo la via si trovano cartelli in legno sui quali sono incisi motti, proverbi o semplici frasi di varia origine, in lingue diverse, che inducono alla riflessione. Qui potete trovare ben spiegato tutto l’itinerario.
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Lungo il Sentiero del pensiero (foto da internet)

Spero di tornare presto in questi bei luoghi, che ben due parchi naturali (l’Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand) rendono tra i più ricchi di flora e fauna delle vallate alpine piemontesi.

La prossima volta vorrei incamminarmi lungo uno dei tanti sentieri, provare un’altra trattoria che mi hanno consigliato (La Placette) e magari anche assaggiare il Plaisentif, il formaggio delle viole  una particolare toma che viene prodotta negli alpeggi dell’alta Val Chisone con il latte delle mucche del primo alpeggio, che si alimentano esclusivamente della flora locale, ricca di fiori ed aromi). 

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(Foto da internet)

Ciao, Elisa 🙂

Bimbi a teatro!

In Verità , Il Teatro è Gioia,
si sale su quelle tavole sempre e solo
con immensa Gioia nel Cuore,
 sempre con un sorriso sulle labbra,
perché “fare Teatro” significa Lodare la Vita,
in tutte le sue forme ed espressioni.

Ricordo benissimo il giorno in cui sono entrata per la prima volta in un teatro.

Era la metà degli anni ’80, in prima o seconda elementare, allo storico e tanto amato Teatro dell’Angolo di Borgo San Paolo a Torino per assistere a  Pigiami, uno spettacolo che ancora oggi, quando viene rappresentato, riscuote successo, contribuendo ad insegnare la voglia di vivere e di giocare (che bisognerebbe non perdere mai!) e dimostrando di possedere, ad oltre trent’anni dal suo esordio, un linguaggio sempre attuale, di rara freschezza e longevità.

La passione per il teatro (che ho cercato di coltivare in vario modo anche da grande) è nata lì e il ricordo nitido, a distanza di tanto tempo, dello stupore e della gioia di quel giorno è la prova di quanto quell’esperienza sia rimasta impressa nella mia mente.

Il teatro, infatti, è gioia, è partecipazione, è la forma di espressione creativa che più si avvicina al gioco dei bambini. Andare a teatro fin da piccoli è un esperienza bellissima, un ottimo modo, tra l’altro, per iniziare a familiarizzare con sentimenti e concetti magari ancora sconosciuti, come ad esempio la paura, il coraggio e la lealtà.

Teo è ancora molto piccolo, con difficoltà trovo spettacoli adatti alla sua età ma non vedo l’ora, anche io, di poter assistere a tante produzioni coinvolgenti. A differenza di quanto si è talvolta portati a credere, questa forma di teatro non è assolutamente una produzione di serie B, perché è un teatro che cresce e vive sulla qualità: se non c’è qualità nei testi e nelle messinscene, i bambini e i ragazzi se ne accorgono e non rispondono positivamente. Sono loro i primi, autentici critici!!! 😉

Proprio perché conosco da anni la passione di Angela per il teatro e tutto l’amore che ci mette, vorrei parlarvi di uno spettacolo teatrale (per bambini dai 4/5 anni) della Compagnia Lontani dal Centro, che fa parte del cartellone della Prima Rassegna di spettacoli per le famiglie del Piccolo Teatro Scalzo, inaugurato con grande successo lo scorso settembre all’interno di Casa Bit, in via San Donato 92 a Torino.

Domenica 5 marzo 2017, Angela Vuolo e Manuela Celestino saranno in scena con Ma oggi è già domani?, uno spettacolo (da loro anche ideato e sceneggiato, in collaborazione con Francesco Varano) che è una sorta di viaggio, molto divertente, alla ricerca dell’isola del tempo.

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Quanto dura un attimo? E un momentino? Ma oggi è già domani? Lo spettacolo si propone di raccontare ai bambini lo scorrere del tempo, anche quando sembra lungo ed interminabile, anche quando ci vuole pazienza e bisogna accettare che qualcosa finisca perché qualcos’altro possa iniziare.

Attraverso il suo fantastico viaggio, Matilde andrà alla ricerca dell’isola del tempo per comprendere “il tempo migliore” del divertimento e del dovere! L’accompagneranno in questo cammino alcuni buffi personaggi (la NOIA, la FRETTA e la PAZIENZA) e ognuno, a suo modo, cercherà di spiegare alla bimba il valore del tempo.

Lo spettacolo (che ha riscosso molto successo nelle scuole dove è stato rappresentato e può contare, tra l’altro, su elementi scenici realizzati dagli ex scenografi dell’Albero Azzurro) avrà inizio alle ore 16 e al termine verrà offerta una golosa merenda a buffet per tutti! 😉

La Rassegna terminerà, poi, domenica 2 aprile con una coproduzione dell’Unione Musicale di Torino e della Compagnia i TritonoI vestiti nuovi dell’imperatore, uno spettacolo per bimbi dai 3 anni, liberamente tratto dalla fiaba di Andersen, che racconta, coinvolgendo il pubblico, di un imperatore vanitoso e di una bambina sincera, una bimba che non mente neanche di fronte ad un re e al suo corteo di sudditi.

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La musica avrà un ruolo fondamentale nella narrazione della fiaba con ambientazioni sonore scritte e arrangiate appositamente per i bambini del terzo millennio, che accompagneranno l’intera storia, nota dopo nota. La varietà timbrica sarà affidata a strumenti classici, ma anche moderni ed etnici, che si alterneranno durante tutto il racconto.

Prima di salutarvi, una precisazione importante: mettetevi comodi comodi perché per assistere agli spettacoli si entrerà scalzi e si starà seduti per terra…altrimenti che Piccolo Teatro Scalzo sarebbe?!! 😉

Per prenotare il biglietto è possibile scrivere una mail a segreteria@casa-bit.it oppure telefonare al numero 328.4640092 (in orari di ufficio). Il costo del biglietto è: 8€ ad ingresso (7€ per i soci di Casa Bit e sconto famiglia, minimo 4 persone). I bambini al di sotto dei 3 anni non pagano!

Buon divertimento!! 😉

Elisa

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Un animale per imparare: Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane.

In Paradiso si entra per favoritismo. Se si entrasse per merito, tu resteresti fuori ed il tuo cane entrerebbe al posto tuo.
(Mark Twain)

Sabato scorso, presso Binaria Bimbi (ve ne parlerò prestissimo), abbiamo partecipato all’attività di lettura Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane, un metodo di lettura ad alta voce per l’infanzia con l’ausilio e la collaborazione dei cani e o di altri animali da compagnia, ideato da Teresa Albergo, dottoressa in Psicologia, pet therapista, nonché specializzata nell’educazione della prima infanzia.

Il metodo, rivolto a bambine e bambini 0-10 anni, unisce i benefici dell’uso della lettura ad alta voce, già dimostrati scientificamente da oltre 20 anni, con quelli della pet therapy

Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane vuole incentivare non solo l’amore per la lettura già da piccolissimi, ma anche la conoscenza e l’amore per i cani, i pets e la natura più in generale. “Fortuna” perché per un bambino leggere con i genitori, o comunque con i punti di riferimento familiari, rappresenta uno strumento di crescita molto importante; se poi alla lettura si unisce la presenza di un cane, ecco che questa esperienza assume una valenza affettiva e motivazionale ancora più forte. Un bambino che può relazionarsi bene con un cane può essere se stesso fino in fondo: un cane non giudica, un cane mostra il suo bene in modo incondizionato, è un ottimo compagno di giochi e, in questo caso, di favole. 😉

La storia di come è nato Luckyleo® è molto bella: nell’ottobre del 2013 Teresa era stata invitata dal responsabile della libreria Torre di Abele di Torino a partecipare, come lettrice, ad un evento per bambini. Seduta a terra, circondata da numerosi bambini, aveva iniziato la lettura di Insalata di favole di Gianni Rodari. Quel giorno con lei in libreria c’era il suo cane Lucky, un bellissimo incrocio tra un labrador e un golden retriver adottato da poco da una famiglia in condizioni di difficoltà a seguito di una separazione. Teresa era rimasta il tempo della sua partecipazione come lettrice ma quel tempo era stato sufficiente per creare una vera magia.

Molti bambini al termine della lettura si erano diretti verso Lucky per accarezzarlo, per chiedere informazioni e raccontare dei loro animali.

Teresa si era ritrovata così avvolta dall’entusiasmo dei fanciulli. Si era trattato della semplice lettura di una storia, eppure un incanto si era creato grazie alla forza evocativa delle parole e alla presenza di un cane.

Tra Lucky (con il dono di essere protettivo, paziente e attento con i cuccioli umani) e i bambini (a partire da Leo, il piccolo nipote di Teresa) si era creata un’alchimia speciale.

Tra l’altro, in quel periodo, Teresa aveva iniziato da pochi mesi un master in pet therapy e da lì in poi si sarebbero susseguite coincidenze e casualità che hanno portato alla nascita di Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane, un metodo innovativo nell’ambito degli Interventi Assistiti con Animali. Il bellissimo Lucky è diventato, così, un meraviglioso cane da pet therapy, un Reader Dog molto amato.

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Lucky e Teresa

Dopo un lungo periodo di sperimentazione iniziato nel 2013 (in collaborazione con Asl TO3, Libreria Torre di Abele e Binaria Book del Gruppo Abele), dal mese di aprile del 2015 il progetto Luckyleo® si è sviluppato notevolmente, allargando la sua rete di diffusione in differenti realtà e istituzioni: biblioteche, librerie, asili nido, scuole materne, altri spazi e luoghi pubblici dedicati ad accogliere le famiglie per promuovere la lettura ad alta voce sin dalla nascita.

Aiutando anche, in moltissimi casi, bambini che vivono condizioni esistenziali difficili per differenti ragioni (socio-economiche, di salute, etc.)

Grazie ad una raccolta di Crowdfunding, Teresa e le altre persone coinvolte nel progetto sono riuscite a potenziare le loro attività e a partecipare ad iniziative significative sia sul territorio del torinese che in altri comuni, anche fuori regione. La raccolta di fondi ha permesso di offrire le attività in modo gratuito a numerosi bambini e alle loro famiglie. Le risorse raccolte sono state utilizzate principalmente per arricchire i testi e i libri per l’infanzia in dotazione e per acquistare materiale per l’attività (peluches, giochi di attivazione mentale, strumentazione varia; etc.).

Avendolo sperimentato con Teo devo ammettere che Luckyleo® non è una lettura ad alta voce come le altre, è proprio vero che grazie ai pets si crea una magia: l’utilizzo di favole e racconti e la presenza del cane aiutano i bambini a vivere un’esperienza forte ed unica, sia dal punto di vista emozionale che relazionale.

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Teo era il più piccolo (solitamente vengono creati gruppi di bambini per età omogenea) ma nonostante la differenza di età ha partecipato, anche lui, a tutti i giochi che Teresa ha proposto per aiutarci, bambini e adulti, a conoscere meglio i nostri amici a quattro zampe, a prendere confidenza, a socializzare, a rispettare gli altri (a partire da quelli pelosi e scodinzolanti)…quale insegnamento migliore possiamo trasmettere ai bambini?!!!

Lucky e Lula (una vivace cucciola di Golden Retriver bianca di 11 mesi, ancora in formazione, che ha partecipato solo in alcuni momenti all’attività) si sono lasciati accarezzare dai bambini, hanno interagito e giocato insieme a loro con dolcezza (anche io non ho potuto rinunciare all’abbraccio di Lucky!).

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Non potevo sottrarmi ad un abbraccio dolcissimo

Teo era felicissimo e devo ammettere che, anche grazie a esperienze come queste, sta imparando pian piano, sebbene sia ancora molto piccolo, ad approcciarsi ai cani nel modo corretto. E’ veramente buffo e tenero vederlo mentre, mostrando il palmo della mano, cerca di avvicinarsi per fare amicizia. Da grande amante dei cani cerco di incentivare questo suo amore, ovviamente con la giusta attenzione. 😉

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Teo e Lula
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Lucky in versione nonnina

Se siete interessati a questa esperienza, non volete perdere le prossime iniziative di Luckyleo® e volete conoscere l’associazione che Teresa ha da poco promosso per sostenere e sviluppare la sua metodologia, vi suggerisco di seguirla su facebook e (naturalmente) di seguire Binaria Bimbi. 😉

Spero di aver contribuito, nel mio piccolo, a farvi conoscere un’altra bellissima realtà per i bambini nata sul nostro territorio. 🙂

Ciao! Elisa

La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all’uomo.
(Antoine Bernheim)

#InstawalkCampidoglio di @IgersTorino: una meravigliosa scoperta!

E’ davvero incredibile come, alle volte, uno non conosca luoghi bellissimi così vicini a casa propria!

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Una Comunità che scatta (tanta soddisfazione: la mia foto scelta e condivisa da @IgersTorino)

Lo scorso sabato, con Teo e la mia amica Vittoria, ho preso parte ad una iniziativa davvero interessante e coinvolgente: l’InstawalkCampidoglio, una passeggiata fotografica alla scoperta di Borgo Campidoglio, un quartiere operaio nato nel 1853, collocato tra gli attuali corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni e le vie Fabrizi e Cibrario. Un quartiere che da alcuni anni è una delle zone più originali e creative di Torino, un museo di arte urbana e, al contempo, uno dei luoghi più smart e sostenibili d’Italia.

L’evento, totalmente gratuito, è stato organizzato da @IgersTorino, la Community Ufficiale degli Instagramers torinesi (vi consiglio di visitare, se ancora non li conoscete, i bellissimi account dei Local Managers @tonick, @zuccaviolina, @luccico e @rodvaveloce), in collaborazione con il Museo di Arte Urbana di Torino (MAU) e con Planet the Smart City.

La passeggiata è partita da Piazza Risorgimento, a due passi da piazza Bernini, la prima piazza smart in Italia, un luogo intelligente arricchito da tanti servizi per i cittadini che coniugano innovazione tecnologica e inclusione sociale.

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Si tratta di un progetto di Planet Idea, sviluppato nell’ambito del bando Torino Living Lab e promosso dalla Città di Torino in collaborazione con la Circoscrizione IV. Rappresenta la dimostrazione, su scala ridotta, del progetto di prima città del futuro che la società italiana sta realizzando in Brasile, a circa 55 chilometri da Fortaleza.

Sono rimasta davvero colpita da questa piazza, la dimostrazione di come uno spazio urbano, per molto tempo quasi abbandonato, possa migliorare ed essere valorizzato grazie ad un progetto che sviluppa e integra innovazioni diverse ma tutte con l’obiettivo di mettere al centro le persone e rendere le città più innovative, vivibili e sostenibili, sia dal punto di vista sociale che ecologico ed economico.

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Tutta la piazza (che è interamente raggiunta dalla rete wi-fi gratuita con cui è possibile scaricare anche la app PlanetAppSquare per accedere a contenuti digitali inediti) è stata ripensata arricchendola di servizi per i cittadini, dall’illuminazione al controllo dei consumi, dai parcheggi alle aree relax.

Solo per farvi alcuni esempi: in Piazza Risorgimento troverete panchine intelligenti in grado di rilevare dati ambientali, di riprodurre musica e dove poter collegare lo smartphone quando è scarico; una palestra outdoor, resistente agli agenti atmosferici, che è in grado di produrre energia attraverso lo sforzo prodotto dai suoi utilizzatori, colonnine per fare segnalazioni o richiedere l’intervento delle forze dell’ordine che funzionano anche come stazione di ricarica per le auto e le biciclette elettriche e poi, ancora, lampioni smart con lampadine a basso consumo che si accendono solo quando tramonta il sole e consentono di aumentare e diminuire l’illuminazione al passaggio delle persone.

Ma non è tutto, potrete trovare anche un parco giochi piccolo ma molto carino, un orto urbano, un’area lounge a disposizione di tutti e un simpatico angolo di bookcrossing, una specie di libera libreria di quartiere, sempre aperta, ospitata in alcune vecchie cabine del telefono (ve le ricordate ancora?!?!).2017-02-12-08-24-33

 

La nostra visita è continuata poi nel cuore di Borgo Vecchio Campidoglio, grazie alla guida del Prof. Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del MAU. Il MAU (diventato nel 2011 ufficialmente una nuova struttura museale cittadina) è il primo museo di arte contemporanea all’aperto in un centro urbano in Italia. È un coinvolgente percorso a cielo aperto tra oltre 140 opere realizzate sui muri di case e piazze del Borgo, visitabile gratuitamente.

Ancora oggi, questo quartiere, che è un autentico gioiello, conserva intatta la sua struttura originaria che ne fa un vero e proprio paese nella città (vie strette, case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, una forte presenza di attività artigianali, commerciali, artistiche, sociali e di intrattenimento).

Il lavoro di rivalutazione del Borgo è iniziato nel 1991 ma è solo qualche anno più tardi, nella primavera del 1995, che si è valutato di allargare la sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte, partendo dalla disponibilità di alcuni proprietari di immobili a concedere le proprie pareti per la realizzazione di opere d’arte, condivise e permanenti.

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Oltre alle opere murali, il percorso include anche le Panchine d’Autore di Piazza Moncenisio, liberamente ispirate a protagonisti dell’arte del Novecento, e la Galleria Campidoglio, una raccolta di oltre trenta installazioni protette da teche di plexiglas, sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio e collocata permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera.

Se volete vedere tutte le bellissime foto scattate durante l’evento, potete andare su Instagram digitando come hashtag principale #instawalkcampidoglio.

2017-02-14 09.54.54.pngPer non perdervi prossimi #instawalk o altri eventi legati al territorio e sul tema della fotografia, mi permetto di suggerirvi di seguire la pagina Instagram di Igerstorino, una community reale e virtuale (che fa capo all’associazione Igersitalia) che ha lo scopo di far scoprire posti nuovi, o comunque poco conosciuti del nostro territorio, di mettere in comunicazione e di valorizzare le capacità dei numerosissimi torinesi appassionati di fotografia e social media.

Marta Pavia, local manager di @igerstorino, sul suo nuovissimo blog descrive molto bene quali sono i cinque ottimi motivi per partecipare a un #instawalk. Posso assicurarvi che è proprio una bella esperienza! 😉

Se siete interessati alla visita guidata del Borgo, vi segnalo che attraverso il sito del MAU è possibile prenotare visite, anche in bici e con artista, gratuite o ad offerta libera.

Inoltre, dallo scorso anno è possibile un percorso per i cittadini con problemi motori. Questa è, senza dubbio, un’ulteriore importantissima opportunità, grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Volonwrite, che organizza itinerari studiati appositamente per le persone con queste difficoltà.

E’ stato un pomeriggio molto piacevole, sono certa che ritornerò presto a fare un giro a Borgo Vecchio Campidoglio, magari per farlo conoscere a parenti o amici o per provare una delle trattorie o dei localini che lo caratterizzano.

E’ una passeggiata che consiglio di fare anche con i più piccoli, che non potranno che rimanere meravigliati dai murales coloratissimi, dalle case che nascondono sorprese e dalle divertenti panchine (qui trovate la mappa del Borgo da stampare).

Complimenti ancora ai ragazzi di @IgersTorino! 🙂

A presto, Elisa

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Due chiacchiere con la Doula, una mamma che aiuta le mamme.

Bentornati!

Questa volta vorrei parlarvi della figura della Doula, una professione da noi ancora poco conosciuta, di cui ho avuto modo di sperimentare l’importanza, grazie al dono di una cara amica, in un momento particolare del mio cammino da neomamma.

Per farlo, ho chiesto aiuto ad Olga (la mia doula) che si è gentilmente resa disponibile a rispondere ad alcune domande, per provare a capire meglio come questa professionista possa aiutare la mamma, dalla gravidanza fino ai primi mesi di vita del bambino.

Come vi dicevo, la mia doula è arrivata, inaspettatamente, proprio al momento giusto, grazie al dono della mia amica Valentina che, per la nascita di Teo, ha pensato per noi ad un regalo davvero speciale e originale. Ho potuto così conoscere Olga che, proprio quando ne avevo più bisogno, mi ha dato consigli preziosi e scevri da condizionamenti.

I nostri incontri sono stati quasi tutti incentrati (per mia scelta) sull’allattamento e sull’arte del portare.

Il suo sostegno mi ha consentito di superare le difficoltà iniziali dovute ad una certa sfiducia nelle mie capacità e all’inesperienza perché – diciamola tutta – se la gravidanza è sogno e attesa (soprattutto quando si ha l’enorme fortuna di viverla senza problemi di salute), il dopo è dura, seppur meravigliosa e fortunata, realtà! 😉

Come ho avuto già modo di raccontare in questo post, ho iniziato l’allattamento misto pressoché da subito perché il mio latte non sembrava sufficiente per consentire a Teo di prendere peso bene. Avrei potuto passare direttamente all’allattamento artificiale esclusivo, ma in quel momento ho deciso di provare ad andare avanti, anche solo in parte, con l’allattamento al seno. Probabilmente era la scelta meno agevole che potessi fare ma, guardando indietro non sono pentita perché quello che ho vissuto ha contribuito a fortificarmi, consentendomi di vivere un’esperienza impegnativa ma gratificante.

Faccio queste riflessioni perché credo che chi sceglie di allattare (massimo rispetto per chi, per qualsiasi ragione, si trova a compiere una scelta diversa: una mamma va sostenuta sempre perché le sue scelte sono straripanti di emozioni e senso di responsabilità) deve essere aiutato soprattutto nell’immediato post parto.

Proprio questo è il momento più delicato!

Oggi, invece, l’unico approccio al tema, peraltro puramente teorico, si ha durante i corsi che precedono la nascita e soltanto se si ha la fortuna di trovare operatrici motivate si possono ricevere consigli davvero utili in ospedale. Una Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF sottolineava, già nel 1989, l’importanza del ruolo dei servizi per la maternità nell’allattamento al seno, indicando i dieci passi per il successo di tale pratica, tra cui l’aiuto alle madri perché comincino ad allattare al seno entro mezz’ora dal parto, spiegando loro come allattare e mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato. Peccato che spesso le neomadri vengano dimesse dall’ospedale senza che l’allattamento sia ben avviato!

Allattare al seno, poi, non è per tutte un fatto naturale e spontaneo come si è portati a credere (per me non lo è stato!) e spesso si hanno mamme che, a loro volta, non hanno allattato per cui manca, a differenza che in passato, una cerchia familiare dispensatrice di consigli, quel cerchio magico di donne che si stringeva intorno alla puerpera e si occupava di tutto, trasmettendo sapere e infondendo fiducia.

L’elemento umano di sostegno, ascolto empatico delle emozioni e aiuto pratico è, dunque, sempre più raro. Se la fatica e le ansie dell’accudimento di un neonato un tempo venivano condivise all’interno delle grandi famiglie di una volta (da sorelle, madri, nonne, zie), oggi, spesso, si è molto più sole.

Come mi è mancata mia nonna in quei giorni complicati! Altri tempi senza dubbio, ma sono certa che se l’avessi ancora avuta vicina e in salute mi avrebbe potuto dare consigli preziosi sull’allattamento perché certe esperienze, anche a distanza di molto tempo, non penso proprio si possano dimenticare. 😉

La nostra cultura spesso prevede che, in quanto donna, una sia automaticamente mamma, per cui automaticamente pronta e preparata per affrontare gravidanza, travaglio, parto e puerperio. Non c’è nulla di più sbagliato in tali affermazioni! Mamma (ma anche papà) si diventa e c’è bisogno di un tempo in cui ci si possa preparare e farsi affiancare, qualora se ne ravvisi l’esigenza.

Ora lascio che sia Olga, una doula esperta, a parlare. 😉

Innanzitutto grazie per aver accettato il mio invito. Ci aiuti a capire chi è la doula e cosa può fare per la mamma?

Ciao Elisa, molto volentieri! La doula è una figura assistenziale non medica che si occupa del sostegno emotivo e pratico alla donna lungo tutto il percorso dalla gravidanza fin dopo la nascita.

La parola doula deriva dal greco e significa “colei che è al servizio“; in questo videoclip puoi scoprire quello che può fare per le mamme.

Il sostegno emotivo che può offrire si fonda sulla sua capacità di ascoltare e comprendere le esigenze, i timori e le richieste della madre. Lo scopo non è quello di sostituirsi a lei, ma quello di aiutarla a riconoscere le sue abilità materne. La mamma può essere spaventata dalla nuova situazione o avere un’esperienza pregressa che l’ha segnata negativamente, ma se accolta e ascoltata può migliorare la sicurezza nelle proprie capacità.

La doula, inoltre, non esprime giudizi, il suo compito è quello di mettere la madre a conoscenza di tutto ciò che può esserle utile per fare delle scelte consapevoli, per poi supportarla nelle sue decisioni.

Durante gli incontri in gravidanza si possono aiutare le future mamme in diversi modi: insegnando loro tecniche di rilassamento per gestire l’ansia e il dolore, aiutandole a cercare l’ospedale giusto per le proprie esigenze e a compilare il piano del parto. La doula, inoltre, può accompagnare la mamma alle visite e aiutarla ad organizzare la casa in vista dell’arrivo del bebè.

Durante il travaglio, la doula può accompagnare la donna o entrambi i genitori al momento del parto, dando il cambio al papà quando è stanco e ha bisogno di una pausa, affinchè la mamma non rimanga mai sola e si senta sempre sostenuta.
Per esempio, quando io accompagno una donna in sala parto le offro un sostegno emotivo e anche fisico, massaggiandola, rinfrescandola, sostenendola mentre ha le contrazioni o durante le spinte. Immediatamente dopo il parto, in caso di bisogno, posso aiutarla nell’avvio dell’allattamento.

Dopo la nascita del bambino, la presenza della doula è, in genere, ancora più apprezzata perchè si tratta di una fase delicatissima e importante per lo sviluppo della futura relazione tra la mamma, papà e bambino. La neo mamma deve far fronte a notevoli cambiamenti fisici e ormonali proprio nel momento in cui la presenza del piccolo trasforma radicalmente la sua quotidianità. I cambiamenti ormonali inducono una preoccupazione materna primaria ovvero ritrovarsi costantemente impegnata a cercare di capire i diversi bisogni del proprio bambino. Ci vuole tempo per imparare a conoscerlo e a comprendere i motivi dei suoi pianti. Nelle prime settimane, la mamma vive, quindi, una forte tensione, spesso accentuata dal fatto che i ritmi della vita quotidiana subiscono un forte scompiglio e la stanchezza può arrivare a livelli davvero difficili da immaginare.
La mamma, allora, può sentire con forza il bisogno di parlare, con una donna esperta, delle sue paure e preoccupazioni. Da un punto di vista più pratico, poi, la doula può aiutare la mamma anche standole vicino durante le fasi dell’allattamento, dando consigli e insegnandole diverse tecniche per superare le varie difficoltà.
Inoltre, la doula può accompagnare la neo mamma a fare una passeggiata con il bambino, a preparare il pranzo da consumare insieme oppure può occuparsi del bambino mentre la mamma si fa una doccia o prova a riposare. Il supporto di una persona esperta aiuta la mamma a non sentirsi sola e incompresa, mettendola nella condizione di vivere serenamente le grandi gioie della maternità.

La doula, insomma, fa da madre alla madre e non di rado anche al padre, per il quale il primo periodo con il piccolo può, a volte, essere altrettanto delicato.

Infine, la doula è in rete con tutte le altre figure che sul territorio possono aiutare la mamma quali ostetriche, consulenti in allattamento, consulenti del portare, pediatri, etc.

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Spiegaci ora, per favore, quali sono le differenze tra un’ostetrica e una doula?

Doula e ostetrica sono due figure ben distinte ma non in contrapposizione tra di loro, anzi complementari. Entrambe le figure possono affiancare la donna durante la gravidanza, il parto e nel puerperio, ognuna con le proprie differenti competenze.
L’ostetrica è una professionista sanitaria, quindi potrà fornire dettagli e informazioni medico-scientifiche e consulenze professionali sui temi del femminile. La doula, invece, non potrà dare queste informazioni o assistere da sola la donna in ambito sanitario, potrà però fornire un supporto emotivo e pratico che può rivelarsi prezioso anche per l’ostetrica. Una doula ben formata, infatti, è in grado di valutare una poppata e di dare informazioni di base alla mamma, riferendo poi eventualmente all’ostetrica, al consultorio o al pediatra i casi che richiedano una ulteriore competenza professionale.

Olga tu sei una psicologa libera professionista, ti occupi da molti anni di sostegno psicologico agli adulti, cosa ti ha spinta ad affrontare anche il percorso di formazione per diventare una doula?

Ho scelto di diventare doula perché, come molte altre donne, ho avuto una pessima esperienza durante i miei due parti. Il puerperio, in particolare della mia prima figlia, è stato molto faticoso, mi sono sentita sola e incapace. Ogni giorno, al risveglio, mi sembrava di dover scalare una montagna. Ero così stanca e assorbita dalla cura di mia figlia che non avevo la forza di chiedere aiuto, di confrontarmi con altre mamme. Se accadeva mi sentivo sempre dire: “Devi fare come ti dico io, altrimenti sbagli“! In queste condizioni la fiducia in me stessa non migliorava affatto! Ho avuto accanto un marito dolce e premuroso e lentamente le cose sono migliorate ma avrei potuto godermi la mia bambina molto di più (e fin dall’inizio) se non fossi stata sempre insicura e in ansia, se avessi avuto vicino qualcuno che avesse avuto esperienza di ciò che provavo, con cui confrontarmi e che mi confortasse.
Quando mi hanno parlato della figura della doula, ho deciso che avrei potuto essere d’aiuto ad altre donne che stavano vivendo ciò che avevo vissuto io. Così ho completato la mia formazione psicologica con la scuola per le doule.

In base alla tua esperienza, che cosa apprezzano maggiormente di questo servizio le future mamme o neomamme ?

In base alla mia esperienza, le mamme sono rassicurate dal fatto di poter parlare con qualcuno di tutto ciò che di nuovo sta accadendo nella loro vita. Sono più serene quando sanno che la doula andrà a casa loro per un paio d’ore così potranno riposare, lasciarsi andare alle emozioni (e magari anche al pianto), fare domande sull’allattamento o su ciò che riguarda la cura del neonato (il bagnetto, il cordone ombelicale, le creme, l’uso della fascia). Hanno piacere di fare il primo pezzo del loro percorso di mamme in compagnia di qualcuno di esperto che stia loro vicino e le conforti quando hanno dei dubbi. Questo calma le loro ansie e sentirsi ascoltate e comprese riduce di molto l’incidenza della depressione post parto.
Un altro aspetto molto importante che mi coinvolge, non solo come doula ma anche come psicologa, è l’elaborazione della vicenda del parto. Quando incontro una mamma che ha già partorito passiamo del tempo a parlare di come è andata. Spesso incontro donne che hanno vissuto un’esperienza di parto dolorosa o completamente diversa da quella immaginata. Questo le fa soffrire e parlarne le aiuta sia a placare il dolore, sia a non colpevolizzarsi per come sono andate le cose.

Quali sono le associazioni di riferimento a livello nazionale per avere maggiori informazioni per chiunque fosse interessato a contattare una doula oppure a iniziare un percorso formativo?

A Torino la scuola di Mondo Doula organizza annualmente dei cosi di formazione.
Altre associazioni sul territorio nazionale sono Mammadoula e Associazione Doule Italia.

Chi volesse regalare o regalarsi l’aiuto di una doula, cosa deve fare?

A Torino lavorano doule di Mondo Doula e Mammadoula, si possono visitare i siti delle associazioni per reperire informazioni e trovare la doula più adatta. A quel punto, la si può contattare per valutare e decidere se fare un percorso insieme.
Solitamente il primo incontro conoscitivo è gratuito, in seguito mamma e doula potranno decidere il tipo di servizio e stipulare un contratto.
È possibile fare dei pacchetti orari che possono anche essere regalati alle amiche in attesa.

Tutto molto chiaro, è la mamma che definisce il ruolo della doula a partire dalle sue personali esigenze. Parlando, però, di donne a basso reddito o comunque svantaggiate, esiste un modo per farsi aiutare da una doula qualora ci si trovi in una di queste condizioni?

Alcuni Comuni come Rivalta, Collegno e Grugliasco offrono servizi di sostegno alle famiglie, tra cui il servizio doula. Ho già collaborato con il Comune di Rivalta che ha fornito alle neo mamme alcune ore gratuite con la doula. I progetti del Comune di Collegno e Grugliasco sono, invece, ancora in via di definizione.
Il percorso per diventare doula prevede anche un periodo di tirocino, per cui le mamme che hanno difficoltà economiche potrebbero rivolgersi a queste doule che si avvalgono, comunque, della supervisione di figure esperte.

Quali altre iniziative per le mamme e le famiglie porti avanti a Torino?

Organizzo incontri in gravidanza che rappresentano un percorso aggiuntivo a quello medico e che consentono alle mamme e alle coppie di ricercare una dimensione di gravidanza e nascita più vicina alle loro emozioni. I temi di maggiore interesse per le future mamme che vengono affrontati durante questi incontri sono:
– i cambiamenti fisici ed emotivi in gravidanza;
– l’esperienza di parto desiderata e l’individuazione della struttura che può venire incontro a tali aspettative;
– le strategie per gestire l’ansia e il dolore durante il travaglio e il parto;
– cosa può fare il papà in questa fase;
– cosa è fondamentale sapere affinché l’allattamento al seno funzioni;
– come preparare e gestire il rientro a casa;
– quali sono i bisogni di un neonato.

Inoltre, fornisco consulenze psico-educative e di sostegno alla coppia e alla genitorialità.
I temi su cui i genitori desiderano maggiormente confrontarsi sono ad esempio:
– la gestione del sonno dei figli;
– come affrontare i litigi fra fratelli;
– come insegnare le regole senza fatica;
– come aiutare i bambini ad esprimersi e ad affrontare e risolvere le loro paure;
– come affrontare il momento del pasto;
– come gestire i capricci, individuandone le cause profonde.

Grazie mille Olga per tutte queste informazioni. Mi sa proprio che, soprattutto su questi ultimi aspetti, avrei bisogno del tuo aiuto nuovamente. 😉

Se volete saperne di più potete visitare il suo sito: olgapasin.it

A presto, Elisa  🙂

 

Meningite Batterica: tutte le informazioni su vaccini, dosi e costi in Piemonte

Nell’ultimo periodo si sta parlando moltissimo di meningite, lasciando spazio, talvolta, a toni allarmistici che contribuiscono solo ad incrementare la paura. Provate a chiamare il centro di riferimento della vostra zona in questi giorni: se non è psicosi poco ci manca. Gli operatori dei servizi vaccinali delle ASL piemontesi stanno faticando per gestire tutte le chiamate e le richieste di vaccini a pagamento arrivate in queste settimane.

Per motivi di lavoro, ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con una delle dottoresse che fanno parte dell’equipe del SEREMI di Alessandria (il Servizio di riferimento regionale per l’epidemiologia delle malattie infettive), sono così riuscita ad avere un’idea più chiara della situazione e spero con questo post di veicolare informazioni che possano essere utili a tutti.

Il primo elemento da mettere in evidenza è che in Piemonte i casi di meningite meningococcica che si verificano sono rari e, peraltro, in diminuzione.

Quindi da noi non è in atto alcuna emergenza; la situazione è diversa ad esempio in Toscana (soprattutto nell’area di Firenze) dove, invece, i casi sono numerosi e attribuibili a ragioni ancora non del tutto chiare, al punto che il nostro servizio sanitario regionale consente la vaccinazione gratuita ai piemontesi che per ragioni di studio o di lavoro devono trasferirsi per un periodo in quella regione (basta una autocertificazione presentata al Centro Vaccinazioni di riferimento).

E’ senza dubbio fondamentale vaccinare i nostri bambini (eventualmente anche vaccinarci noi adulti soprattutto se rientriamo nelle categorie a rischio) ma con assoluta tranquillità perché, secondo gli esperti, non ci sarebbero motivazioni di carattere scientifico o epidemiologico per allarmarsi.

Prima di parlare di vaccini a disposizione, di dosi e costi in Piemonte, occorre ancora qualche premessa, importante per capire meglio di cosa stiamo parlando.

Cos’è la meningite: è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale.

Come si trasmette la meningite: è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi.

La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune, di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni.

La forma batterica (quella che riguarda le vaccinazioni) è più rara ma estremamente più seria e, come noto, può avere conseguenze fatali. Parlando ora soltanto di quest’ultima, i batteri più frequentemente in causa sono tre:

  • Meningococco: si tratta di un ospite frequente delle prime vie respiratorie, basta considerare che dal 2 al 30% della popolazione sana ospita meningococchi nel naso e nella gola senza presentare alcun sintomo e questa presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo 5 (denominati A, B, C, W 135 e Y) causano meningite e altre malattie gravi. Dei 5 sopra elencati, i più frequenti in Italia e in Europa sono soltanto i sierogruppi B e C. Nel 10-20% dei casi la malattia è rapida e acuta, con un decorso fulminante che può portare al decesso in poche ore, anche in presenza di una terapia adeguata. La contagiosità è bassa, tuttavia il meningococco può dare origine a focolai epidemici.
  • Pneumococco: dopo il meningococco, è uno degli agenti più comuni della meningite, può causare anche polmonite. Come il meningococco, si trasmette per via aerea e può trovarsi nelle prime vie respiratorie, senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica.
  • Haemophilus influenzae tipo b: era fino alla fine degli anni novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni, poi con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo.

Chiarito questo, secondo i dati dell’Assessorato regionale alla Sanità, in Piemonte, a partire dal 2008, l’andamento dei casi di malattia invasiva da meningococco ha mostrato una riduzione significativa, pari in media a 1 caso in meno ogni anno su tutta la popolazione. Il dato registrato nel 2016 non altera il trend decrescente registrato dal 2008.

Il valore massimo di incidenza si è riscontrato nel 2009 (6 casi per 1.000.000 abitanti), anno che ha preceduto l’introduzione della vaccinazione antimeningococco C nella nostra regione.

La letalità per malattia invasiva da meningococco è in media inferiore a 2 decessi per anno. Il sierogruppo B è quello prevalente, riguarda circa il 60% dei casi, seguito dal sierogruppo C; una sua maggior frequenza (70%) caratterizza la fascia di età pediatrica (0 – 14 anni), dato sovrapponibile a quello europeo.

Arriviamo ora a parlare di vaccini, dosi e costi in Piemonte. Cercherò di essere il più possibile chiara e schematica.

Vaccinazioni già in offerta attiva e gratuita (attiva nel senso che la chiamata avviene attraverso una comunicazione scritta da parte dell’ASL alla famiglia):

1) Vaccinazione contro la meningite da Haemophilus influenzae b sotto l’anno di età (3°-5°-11° mese).
2) Vaccinazione contro la meningite da pneumococco  sotto l’anno di età (3°-5°-11° mese).
3) Vaccinazione contro il meningococco di tipo C
  • a 13/15 mesi  in concomitanza con il vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia);
  • agli adolescenti di 15-16 anni non precedentemente immunizzati > con riguardo a questi ultimi c’è da sottolineare una importante novità: a partire da questo anno il vaccino contro il meningococco di tipo C per gli adolescenti sarà sostituito da un vaccino tetravalente contro le meningiti di tipo ACWY, ossia un vaccino che oltre che dal tipo C protegge anche dai tipi A, W e Y, poco frequenti nel nostro Paese (la scelta è motivata dal fatto che sempre più frequentemente i ragazzi fanno viaggi ed esperienze all’estero). Trattandosi sempre di una vaccinazione in offerta gratuita attiva, le famiglie dei nati nel 2001-2002 non dovranno fare nulla, saranno le varie ASL a contattarle.

NOVITA’ > A questi 3 vaccini si aggiunge sempre in offerta attiva e gratuita per i nati dal 1° gennaio 2017 (le famiglie dei nuovi nati saranno contattate con lettera dell’ASL):

4) Vaccinazione contro il meningococco di tipo B  4 dosi somministrate a partire dai 2 mesi di vita

Se non si rientra nell’offerta vaccinale gratuita di cui sopra ma si vuole comunque effettuare la vaccinazione contro il meningocco di tipo B (per gli altri vaccini è già possibile da tempo), da qualche mese è possibile farlo non più acquistando il vaccino in farmacia e facendolo somministrare dal pediatra/medico di base o di fiducia, ma rivolgendosi al Centro Vaccinazioni dell’ASL di riferimento, con costi decisamente più contenuti rispetto al passato poiché il vaccino è acquistato a prezzo di costo direttamente dall’azienda sanitaria e la prestazione viene pagata una sola volta.

Ecco, quindi, i costi per la vaccinazione contro il meningococco di tipo B in base all’età, tenendo conto che il prezzo per la prestazione sanitaria è di 16 euro (da pagare una sola volta) e il prezzo del vaccino è di 74 euro a dose:

Dai 2 mesi fino ai 5 mesi 4 dosi (da effettuarsi a distanza di tempo secondo le indicazioni che verranno comunicate dal Centro Vaccinazioni) 74×4+16= 312 euro
Dai 6 mesi fino ai 23 mesi  3 dosi 74×3+16= 238 euro
Dai 24 mesi in poi (quindi anche per noi adulti)  2 dosi 74×2+16=164 euro

La prestazione sanitaria di 16 euro viene pagata (con bollettino che è possibile ritirare nei Centri Vaccinazioni) in concomitanza con la prima dose, i bollettini successivi avranno soltanto il costo della singola dose.

Per prenotare, disdire o modificare un appuntamento vaccinale (area di Torino) è possibile contattare i seguenti numeri:

  • 840.705007 da telefono fisso (si paga solo lo scatto alla risposta)
  • 011.5160666 da telefono cellulare (a carico dell’utente)

Per le altre aree occorre far riferimento alla propria ASL di zona.

Se volete approfondire ulteriormente, qui trovate le FAQ in tema Meningite pubblicate dal Ministero della Salute (es.  A chi e in quali casi sono raccomandate le vaccinazioni? Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?
Quanto dura l’effetto della copertura vaccinale? Se la vaccinazione è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo? etc).

Confrontandoci serenamente e senza preconcetti, noi abbiamo scelto di far vaccinare Teo, appena possibile, anche contro il meningococco di tipo B, pur essendo a pagamento, poiché, dopo esserci consultati con il pediatra di cui abbiamo fiducia, la riteniamo una scelta giusta e perché, di base, siamo fermamente convinti che vaccinando non solo proteggiamo noi e il nostro bambino da malattie gravi ma contribuiamo, nel nostro piccolo, anche alla protezione della popolazione dalle epidemie, con riduzione dei rischi per chi, per scelta o necessità, non è vaccinato.

Al di là delle libere scelte personali, con questo post spero solo di aver fornito informazioni utili per approfondire e valutare le opportunità attualmente a disposizione nella nostra regione.

A presto, Elisa 😉

 

 

 

Un libro è sempre una buona idea: i nostri preferiti 0-3 anni (e non solo!)

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Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima.

(Filastrocca dei Nati per Leggere di Bruno Tognolini)

Quando si diventa genitori cambia tutto, il tempo che puoi dedicare a te stesso diminuisce drasticamente e se ami leggere, ascoltare musica o vedere un film sai benissimo che, almeno per un bel po’, non potrai più farlo come prima (forse dovrei togliere il “come prima”!).

Per quanto mi riguarda, dopo la nascita di Teo il tempo per leggere è diventato pochissimo. Quei meravigliosi momenti, che allora non apprezzavo abbastanza, in cui potevo sdraiarmi e dedicarmi senza interruzioni alla lettura sono un ricordo lontanissimo e così, nell’ultimo anno e mezzo, mi sono ritrovata ad accumulare riuscendo soltanto raramente a finire libri che (povera illusa!) avevo comunque continuato ad acquistare.

Ciò ha chiaramente aumentato il mio senso di frustrazione (che insieme alla stanchezza a volte crea un mix letale), tuttavia, questo sentimento ha lasciato il posto ad un nuovo entusiasmo da quando mi sono appassionata ai libri per bambini e sono sicura che sarà sempre più bello e stimolante con il passare del tempo, man mano che Teo crescerà.

Ora, non dico assolutamente che leggere in loop che il Maialino Lino ama rotolarsi nel fango e che Girolamo il gatto è andato sul letto e ha fatto un cerchio perfetto mi consoli del tutto, ma ci si deve pur accontentare nella vita, no?! 😉

Del resto, siamo già passati dai primissimi libri per neonati – con immagini grandi e praticamente niente testo – a testi più interessanti (per Teo e anche per me!).

Ecco, dunque, solo per il piacere di condividere, la nostra personalissima classifica dei libri più amati (fino ad ora).

Alcuni sono nuovi nuovi, altri, invece, li abbiamo già letti centinaia di volte, cosa che capita solo con i libri per bambini, perché, si sa, i bimbi adorano la ripetizione!

Facciamo le facce

facciamo le facce.jpg  Dai 6 mesi

Un piccolo classico, un libro cartonato con immagini fotografiche (più adatte dei disegni per i piccolissimi) e uno specchietto finale in cui riconoscere le principali emozioni attraverso le facce molto espressive di cinque bambini più uno…il piccolo lettore! Così anche lui potrà giocare a “fare le facce”! Uno strumento semplicissimo per gettare le basi dell’emotività e della capacità di esprimerla. Con Teo è stato un successone!

L’uccellino fa…

download  Dai 12 mesi (ma anche prima!!!)

Un classico libro con le onomatopee, che sono particolarmente congeniali ai più piccini non ancora pronti a produrre parole o a esprimersi correttamente. I bambini adorano i versi degli animali o il rumore degli oggetti e per gli adulti è semplice usarli per comunicare con loro attraverso un linguaggio musicale e immediato. Si tratta di un quadrotto cartonato con tantissime pagine che propongono versi e suoni. Nella pagina di destra c’è l’illustrazione, in quella di sinistra il nome con il suono o verso corrispondente.

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Il libro insegna le sfumature dei diversi suoni, la ricchezza della modulazione della voce, i piccoli cambiamenti che danno nuovi risultati. E così il bimbo noterà che u-uuu u-uuu fa il gufo, hu-hu-hu la scimmia e uuuhhh il lupo: basta poco per fare la differenza!

Questo libretto è stato regalato a Teo dalla sua amichetta Lucilla per il primo compleanno, è diventato il suo compagno per tutta l’estate, lo ha portato praticamente ovunque.

Per esperienza personale, posso assicurarvi che è stato una sorprendente fonte di apprendimento: anche grazie a questo aiuto, Teo ha iniziato ad imitare i primi versi e rumori, divertendosi moltissimo!

Mamme in Sol

download (1).jpg  Dai 12 mesi (ma anche prima!!!)

Mamme in Sol è un libro (a dire il vero non si tratta di un vero e proprio libro ma di una raccolta di bellissime schede illustrate) con CD musicale che ci è stato regalato quando Teo è natoLo abbiamo ascoltato e amato da subito, conosco a memoria ogni canzone, Teo riconosce le melodie da poche note e ancora oggi, che è un pochino più grande, inizia subito a muoversi a tempo non appena le sente.

Ci sono tante melodie e filastrocche per ogni rito quotidiano, brani che avvicinano mamma e bambino con il contatto fisico, balli per scatenarsi, note classiche e musiche dal mondo: coccole sonore che rendono più intimo ogni passaggio della giornata, dal risveglio alla pappa, dal bagnetto alla nanna.

Super consigliato!!!

Solo per amore

download (2).jpg  Dai 2 anni

Questo libro è nuovo nuovo, complice il libraio che mi ha conquistata con la sua interpretazione lasciandomi letteralmente senza parole (della sua libreria vi parlerò in un altro post, per ora vi dico solo che conosce a memoria molti dei libri per bambini che propone).

La formula è quella classica della domanda e della risposta con il dialogo di un piccolo tucano curioso che, con la sua mamma, si diverte al gioco del “fare finta che.

Per metterti alla prova, per sondare il tuo amore. S’io fossi un altro, anche allora mi saresti accanto? Mi accetteresti ancora se io diventassi…nuvola, serpente, cascata, tigre, albero, banana, pantera? 

Inizia, così, un viaggio fantastico attraverso la gioia di vivere e l’amore che unisce ogni cucciolo alla propria mamma.

E’ un libro speciale: non solo per il dolce e rassicurante messaggio (l’amore della mamma è accogliente e immenso) ma anche per la bellezza delle illustrazioni e per il suo formato a fisarmonica (è un volume cartonato che si legge davanti e dietro e che, una volta aperto, sta in piedi da solo e raggiunge la lunghezza di oltre un metro!).

Io me ne sono innamorata e anche Teo lo sta apprezzando!

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Baci Baci

download (4).jpg  Dai 12 mesi

La collana ZeroTre della casa editrice Franco Cosimo Panini è molto carina, ha persino ricevuto il Premio Andersen 2009 per il miglior progetto editoriale.
Copertina e pagine cartonate belle resistenti, angoli arrotondati, formato maneggevole per le manine più piccole, testo ridotto al minimo e illustrazioni colorate e accattivanti per rappresentare situazioni di vita quotidiana dei bambini piccoli: suoni, rumori, coccole, baci, solletico…

Noi abbiamo solo Baci Baci, è quello che mi ha incuriosita maggiormente e non mi sono sbagliata perché è capace di trasformare il momento della lettura in un momento di coccole: i brevissimi testi invitano al gioco del ripetere le coccole del mondo, tutti i tipi di baci, da dare e ricevere.

Baci Baci è, secondo me, un altro libro che non può mancare nella libreria dei più piccoli e se avete bambini restii a baci e tenerezze è proprio quello che fa per voi! 😉

Balla Balla

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Balla Balla è un libro con CD da guardare e ascoltare. Ogni racconto è reso in filastrocca e il supporto musicale serve proprio a lasciarsi andare, a ballare da soli o in compagnia.

I ritmi sono irresistibili, alcuni rock, altri più blues, altri ancora ricordano le ballate di Guccini.

L’ho acquistato da un mesetto ma posso già dire che la prova con Teo è stata superata. Dovete vedere come inizia a muovere gambine e sederino appena parte la musica!

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Gli autori, tra l’altro, sono una garanzia: Roberto Piumini è uno dei papà del programma televisivo L’albero azzurro e Nicoletta Costa è la mamma del famoso Giulio Coniglio.

Nicoletta Costa è un’artista generosa e sul suo sito (al link http://www.nicolettacosta.it/) potete trovare, nell’area giochi, tanti elementi da scaricare davvero deliziosi (i diplomi di esperti lettori e lettrici; le lettere dell’alfabeto e i giorni della settimana da stampare e colorare; le pagelle dei piccoli per mamma, papà e maestre; sfondi coloratissimi per desktop; etc.).

Per concludere vorrei ancora condividere con voi un libro che ho iniziato da poco e spero di finire al più presto! Avrei voluto assistere alla sua presentazione a Torino qualche settimana fa ma, per una serie di imprevisti, non ci sono riuscita.

Si chiama Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola, un papà disegnatore di fumetti che è diventato una star del web.

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Sulla sua pagina Facebook questo quarantenne padre di tre bimbe racconta, da alcuni anni, momenti di vita quotidiana, pensieri e riflessioni sul suo essere padre. Complice l’affetto con cui tante persone hanno commentato e condiviso le sue riflessioni, i suoi post sono poi diventati un libro, edito da Einaudi, che è balzato in testa alle classifiche di Amazon ed è giunto, da pochissimo, alla nona ristampa.

Già dalle prime pagine ti rendi conto che questo libro è capace di raccontare la vita di tutti i giorni con così tanta naturalezza, sincerità e delicatezza da far pensare che, a volte, la Letteratura può davvero nascondersi nelle piccole cose. Bussola ha una cura nello scrivere che rende poetico e prezioso anche l’attimo di vita apparentemente più banale, persino le “notti in bianco” del titolo.

Come ha scritto Michele Serra, il suo caso è l’esempio di come un uso rispettoso e accorto del mezzo ripaghi generosamente chi ne è capace. “Che tra gli sbraiti, le volgarità, gli esibizionismi del web si sia fatto largo un diario così emotivo, gentile, di basso volume e di tono intenso, non è solo un’eccellente notizia. È la prova che il mezzo non è il messaggio: è il messaggio, semmai, a essere il mezzo. Nel senso che, quando è ben temperato, può piegare il mezzo ai suoi scopi.“.

Credo possa essere un’idea regalo molto carina e gradita per papà o futuri papà; ci si concentra (giustamente) sempre sulle mamme e i bebè  ma vogliamo pensare anche a loro ogni tanto?! 😉

Vi saluto con alcune parti tratte dal libro che, secondo me, sono di un’intensità unica.

A presto, Elisa

Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. E’ solo per recuperare il senso. Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ più vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto.

Devi solo vincere la paura di saltare quando arriva il tuo momento. La paternità è stata il mio salto. (…) Avere dei figli sposta il nucleo dei nostri timori in una zona più oscura, ma al contempo lo trasforma in un elemento prezioso, un faro che orienta il cammino e non più un fuoco che brucia la pelle. (…) Nella mia vita insonne io sono: padre, figlio, amico, cuoco, chitarrista, giardiniere, disegnatore, amante, lavatore di piatti, costruttore di torri coi cubetti e un mucchio di altre cose, tutti i giorni e non sempre in quest’ordine. Ma ho scoperto che la prima cosa è l’unica che mi contenga per intero. (…) Le mie figlie alimentano me e mi ricordano che essere padre significa vivere in bilico tra la responsabilità e l’abbandono, tra la forza e la tenerezza.