Musei per bambini: la nostra esperienza a Rivoli, Genova e Milano.

Il binomio musei e bambini non è più qualcosa di inconciliabile, è finita l’epoca in cui i musei erano asettici contenitori di opere d’arte, dedicati esclusivamente ad un pubblico adulto.

Da diversi anni, anche nel nostro Paese, sono molteplici le istituzioni che organizzano visite e laboratori per i bambini e numerosi sono anche gli spazi culturali e scientifici appositamente creati per far vivere belle esperienze ai piccoli visitatori.

Nell’ultimo mese abbiamo visitato alcune interessanti realtà, strutture pensate proprio per i bambini oppure che hanno deciso di attivare, con grande successo, accanto ai percorsi tradizionali, speciali attività per le famiglie.

Se avete voglia di seguirci, magari per prendere qualche spunto per prossime gite, in questo articolo vi faremo scoprire il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, la Città dei bambini e dei ragazzi di Genova e il MUBA di Milano.

Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea in provincia di Torino

Una piccola premessa: la scorsa estate ho partecipato al contest fotografico #myfamilytour organizzato da PinAndGo, un nuovo portale per far viaggiare le famiglie in Italia, in collaborazione con Instagramers Italia.

Per ogni regione d’Italia, tra quelle presenti nelle foto partecipanti, è stata selezionata a settembre la foto più rappresentativa. Le 18 foto scelte sono state poi pubblicate e le famiglie sono state ospitate presso una struttura convenzionata “Pin Friends” nella propria regione.

Non vi nascondo lo stupore quando ho saputo che anche una mia foto era stata scelta. Eccola!

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Noi, che viviamo in Piemonte, abbiamo avuto l’opportunità di vivere un’esperienza speciale al Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea, in provincia di Torino.

Il Museo organizza una volta al mese i Weekend’Arte (ogni terzo fine settimana, da settembre a giugno, più ulteriori appuntamenti speciali), occasioni molto apprezzate dalle famiglie per incontrare l’arte contemporanea in modo divertente. L’appuntamento prevede la visita guidata e un laboratorio in relazione alla collezione permanente o alle mostre in corso. Le attività sono tutte a cura dal Dipartimento Educazione del Museo, che vanta diverse esperienze internazionali, come la partnership con il Louvre nel 2013.

Per i bambini a partire dai 3 anni gli appuntamenti sono il sabato alle ore 15.30 e la domenica alle 15 (visita + laboratorio: € 4 per ogni bambino e adulto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei). Il Dipartimento Educazione ha istituito recentemente anche alcuni appuntamenti pensati per le famiglie con bimbi da 0 a 3 anni il sabato mattina alle ore 10, sempre una volta al mese. L’ingresso in questo caso è gratuito.

L’ideale sarebbe stato prendere parte al laboratorio del sabato mattina ma, per permettere anche al nostro papà di partecipare, abbiamo scelto, nonostante i dubbi iniziali, l’attività della domenica pomeriggio, pensata per bambini più grandi, dalla materna in poi.

Le due guide-educatrici sono state dolci e bravissime nel coinvolgere Teo, che ha, infatti, partecipato con entusiasmo e un’attenzione che non imaginavo, considerata la sua età e il tema non semplice per bimbi così piccoli: “La forma delle stelle“, un viaggio particolare ed emozionante alla scoperta delle opere di Gilberto Zorio, uno dei massimi esponenti dell’Arte povera.

La voce delle stelle

La vista pazzesca dall’alto del Castello

Abbiamo visitato la mostra in modo interattivo e coinvolgente e costruito una stella decisamente originale!

Ecco la nostra stella!

Perché visitare questo Museo con i bambini:

  • oltre ai bellissimi laboratori, meritano anche la salita al Castello (magnifica residenza patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco) e il panorama mozzafiato che si gode dall’alto;
  • si può scegliere se accompagnare i bambini nell’attività oppure proseguire la visita da soli, un’opportunità da cogliere per godere, in tutta calma, di opere come Novecento di Maurizio Cattelan o la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto;
  • si può organizzare un compleanno fuori dal comune (qui le informazioni per un Compleanno da Re al Castello di Rivoli);
  • il Museo è baby-friendly: si può entrare con passeggini e carrozzine, fotografare, sfogliare libri per adulti e bambini al bookshop. Inoltre, sono presenti una caffetteria, con ampio spazio all’aperto, per una pausa relax, un angolo allattamento e servizi attrezzati per il cambio dei bebè.

Info e Prenotazioni

Dipartimento Educazione Castello di Rivoli 011-9565213, educa@castellodirivoli.org

la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto
Novecento di Maurizio Cattelan

La Città dei bambini e dei ragazzi di Genova

La Città dei bambini e dei ragazzi di Genova è un’area di oltre 2.000 metri quadrati di gioco educativo dai 2 ai 13 anni, dove è possibile giocare ma anche scoprire scienza e tecnologia, sempre divertendosi.

Per noi è stata una vera folgorazione!

Teo non sarebbe mai voluto andar via. Sia lui che la cuginetta Bibi e l’amichetto Greg, il più piccino del gruppo, si sono divertiti tantissimo.

Per i piccolissimi c’è il Bosco in città con una casetta, lo specchio per riconoscere la propria immagine, la grotta per nascondersi e il fiume da attraversare.

La Casa in costruzione e lo spazio Le mani in acqua sono, invece, pensati per i bambini fino ai 6 anni.

La prima è la rappresentazione di un vero e proprio cantiere a misura di bambini. Il divertimento è assicurato giocando a completare una casa, utilizzando mattoni di gommapiuma, gru, carriole e nastro trasportatore.

La seconda area ospita una grande vasca con acqua corrente che permette di divertirsi iniziando a scoprire i comportamenti dei corpi liquidi attraverso l’uso di barchette, pompe, dighe e mulini. L’altra postazione è, invece, caratterizzata da getti d’acqua, su cui è possibile mettere palline colorate per vedere come la forza del getto le tenga in sospensione.

La struttura fornisce grembiuli impermeabili e ciabattine di plastica ma vi consiglio di portare qualche cambio d’abito.

Teo, che di certo non si risparmia nel gioco, alla fine era bagnato ma felicissimo!

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Potevamo, poi, non fare un’incursione nell’area dedicata ai piu grandi (6-13 anni)? Certo che no! Questo spazio è molto ampio e ospita postazioni che consentono di approfondire molte curiosità sui viventi, sulla tecnologia e su fenomeni fisici che fanno parte del quotidiano. Qui trovate le informazioni su questo spazio.

Noi abbiamo apprezzato particolarmente la pista delle biglie acrobatiche, che si può costruire, dando sfogo alla propria inventiva, grazie ad una grande lavagna magnetica, l’area delle bolle di sapone giganti, il formicaio (la particolarità è che l’osservazione può essere condotta sia sopra che sotto terra, attraversando un tunnel alla scoperta della formica regina) e il grande transatlantico, che è una bella occasione per giocare con l’attrezzatura di bordo, le rotte di migrazione, il Codice Morse, i nodi marinari e la bussola.

Perché visitare questo Museo con i bambini:

  • i bambini sono liberi di giocare e sperimentare in autonomia ma sono organizzati anche interessanti laboratori e percorsi tematici guidati;
  • la struttura si trova all’interno del Porto Antico di Genova, forse l’area con la più alta concentrazione di luoghi di interesse ludico-culturale di tutta la città. Qui trovate tutti i possibili percorsi. Oltre alla Città dei bambini e dei ragazzi e all’Acquario con la sua Biosfera (assolutamente tutti da non perdere), altre attrazioni o luoghi interessanti sono il Galata, il più grande museo marittimo del Mediterraneo, ma anche il più innovativo e tecnologico, che consente di andare alla scoperta di sei secoli di vita sul mare (davanti al Galata è ormeggiato il Nazario Sauro S518, l’unico sottomarino italiano visitabile in acqua); il Bigo (l’ascensore panoramico progettato da Renzo Piano che, ruotando a 360 gradi e arrivando a 40 metri di altezza, permette una visione completa di Genova, tra moli, banchine, edifici e caruggi), il Museo Luzzati e il Genoa Museum, luogo di interesse non solo per i tifosi della squadra più antica d’Italia, ma anche per tutti gli appassionati di calcio, grandi e piccoli, perchè custodisce antiche maglie, manifesti e cimeli, come uno dei palloni del primo campionato di calcio italiano;
  • la Città dei bambini e dei ragazzi è assolutamente baby-friendly, si può entrare con passeggini e sono presenti servizi attrezzati per il cambio. All’interno non esiste un’area ristoro o caffetteria, fatta eccezione per una piccola zona con le macchinette. L’area del Porto Antico è ricca di locali dove pranzare (c’è anche Eataly) ma se avete voglia di fare due passi, verso Via S. Lorenzo, per assaggiare la vera focaccia ligure o altre specialità da forno genovesi, vi consiglio Focaccia e Dintorni (grazie Sabrina, aka @sabri81ge, per averci portati! Averla poi gustata nell’area-gioco del Porto Antico, riscaldati da un bel sole tiepido, nonostante fossero i primi di gennaio, è stato davvero piacevole);
  • se poi volete uscire dall’area del Porto Antico (che da sola necessiterebbe di un mese per essere vissuta e conosciuta appieno!), vi consiglio una passeggiata nei carrugi del centro storico (i fan di De Andrè non possono non fare un salto al n. 29 di Via Del Campo) e, soprattutto, una capatina a Boccadasse, un caratteristico e coloratissimo borgo marinaro, proprio al fondo di Corso Italia. Ci sono diversi localini per cenare o per gustare un aperitivo sulla piccola ma suggestiva spiaggia. Per darvi un’idea delle distanze dall’Acquario sono circa 5 km. Se volete fare almeno un pezzo a piedi, vi consiglio di arrivare fino alla stazione Brignole (dal Porto Antico si impiega massimo una mezz’ora) e poi, da lì, prendere il pulman n. 31. Io vi confesso che, essendo sola con Teo, al ritorno ho preferito optare per un bel taxi, spendendo circa 15 euro.

Info e Prenotazioni

La Città dei bambini e dei ragazzi si trova nel Porto Antico di Genova, all’interno dei Magazzini del Cotone, Modulo 1 – 1° piano Tel. 010 2485790 info@cittadeibambini.net Qui trovate tutte le informazioni su orari e prezzi. Vi consiglio di preferire le ore del mattino per la visita, quelle del pomeriggio sono sempre le più affollate.

MUBA – Museo dei bambini Milano

E per concludere: il MUBA di Milano, un museo che promuove una cultura innovativa per l’infanzia con al centro l‘esperienza diretta dei bambini, secondo il metodo pedagogico dei Children’s Museums. Il MUBA, aperto nel 2014, è anche socio fondatore di Hands on! International, l’Associazione Europea dei Musei dei Bambini.

Il MUBA non ha una collezione da visitare liberamente, ma attività organizzate, a orari fissi, in due diversi spazi:

SPAZIO REMIDA: un luogo permanente di sperimentazione sensoriale per bambini dai 2 agli 11 anni. Questo spazio un week end al mese propone un allestimento per i più piccoli, dai 12 mesi ai 6 anni, dal nome REMIDA PER I PIU’ PICCOLI. Inoltre, sempre un week end al mese, sono realizzati laboratori DIDOLAB per la fascia 2-6 anni;

SPAZIO MOSTRE: un spazio che ospita mostre-gioco temporanee e interattive. Fino al 29 giugno 2018 è allestita COLORE per bambini dai 2 ai 6 anni. Si tratta di una mostra pensata per avvicinare i piccoli al mondo del colore e della luce attraverso un percorso attivo e sensoriale.

Noi abbiamo partecipato soltanto al laboratorio REMIDA e speriamo di riuscire a tornare al MUBA per il DIDOLAB o per la mostra COLORE, prima della fine di giugno.

Come funziona? REMIDA accoglie i bambini e i loro accompagnatori mettendo a disposizione una selezione di materiali scartati dalla produzione industriale ed artigianale, che si trasformano in preziose risorse creative.

Immaginate un salone enorme pieno di materiali delle più svariate tipologie (oggetti e scarti di carta, cartone, ceramica, stoffa, cordame, plastica, cuoio, gomma, legno e metallo, etc.) che diventano una possibilità infinita di gioco e sperimentazione.

L’attività dura circa 75 minuti, durante i quali gli educatori del MUBA (che hanno formazioni che spaziano dalla psicologia, al teatro, dalla pedagogia, all’arte e alla scienza) favoriscono il processo di gioco, senza interferire, e sono sempre a disposizione dei partecipanti.

Curiosità: REMIDA è un progetto dell’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia e di Iren Emilia, ideato nel 1996 e intorno al quale è nata una rete che si compone oggi di ben 17 centri nel mondo.

Perché visitare questo Museo con i bambini:

  • i bambini e i ragazzi possono sperimentare, conoscere e imparare attraverso il gioco e l’esperienza diretta;
  • è situato presso la Rotonda della Besana, uno splendido monumento storico di Milano, poco conosciuto ma molto affascinante. Un tempo era il sepolcro dell’Ospedale Maggiore di Milano, oggi è un’oasi di pace in centro città dove poter giocare e rilassarsi.

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Info e Prenotazioni E’ consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita, in particolare nei week end. Costi: € 8 bambino + € 6 adulto; famiglia 4 persone € 25. Qui trovate ogni informazione utile.

Spero di avervi dato qualche spunto interessante! Se vi va di suggerirmi altre realtà carine, sarò molto felice di conoscere le vostre esperienze!

Ciao, Elisa ♥️

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Non lo sapevate? Pinocchio si è trasferito in Piemonte!

Ho sempre amato la storia di Pinocchio. Da piccola, bloccata a casa per parecchi giorni causa una brutta influenza, avevo ricevuto come regalo da mio padre un bel burattino tutto di legno snodabile e il libro, che ancora possiedo e ho già iniziato a leggere a Teo.

Anche a voi appassionava la favola di Pinocchio? Avete bambini a cui proporre una gita speciale? Allora Vernante è una meta che fa per voi!

Vernante, a circa 20 km da Cuneo e 6 da Limone Piemonte, quasi al confine con la Francia, è un piccolo paese “porta di accesso” all’alta Val Vermenagna. 

Per quale ragione questo borgo è l’unico al mondo con i murales di Pinocchio dipinti sui muri delle proprie case, una specie di grande libro illustrato per la gioia di grandi e piccini? Perchè proprio qui trascorse gli ultimi anni della sua vita il pittore, illustratore e fumettista torinese Attilio Mussino.

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Mussino era un artista formatosi all’Accademia Albertina, specializzato soprattutto in libri e riviste per bambini (fu collaboratore del Corriere dei piccoli a partire dal primo numero del 1908 fino al 1954, anno della sua morte). Il suo lavoro più celebre è rappresentato proprio dalle illustrazioni de “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi nell’edizione del 1911. Mussino vi lavorò per tre anni, presentando poi la sua opera all’Esposizione Internazionale di Torino, dove ottene il diploma d’onore e la medaglia d’oro.

Grazie ai suoi disegni, la figura di Pinocchio ebbe nuova vita e, per la prima volta, colore; le illustrazioni precedenti alle mussiniane, erano, infatti, in bianco e nero. Mussino riuscì a portare il burattino di Collodi dentro la grande illustrazione europea del Novecento; la sua edizione è stata la più ristampata e venduta, molto apprezzata per la capacità dell’artista di penetrare il testo e renderlo leggibile attraverso il disegno.

Dopo la morte al fronte del suo unico figlio, durante la seconda guerra mondiale, e quella della prima moglie, avvenuta poco dopo, Mussino si trasferì a Vernante con la collaboratrice di casa, Margherita, originaria del paese del cuneese, che divenne la sua seconda consorte. La donna convinse il marito a tornare a dipingere.

Fu un grande successo: non solo l’artista riprese in mano i pennelli ma, addirittura, il suo studio, sito nella strada principale del paese (in Via Umberto I, al numero 85), diventò una scuola gratuita per tutti coloro che desideravano apprendere l’arte del disegno e della pittura.

Mussino trascorse in questa piccola località gli ultimi anni della sua vita, dal 1944 al 1954, ben voluto da tutti tanto da essere ricordato affettuosamente come lo “zio di Pinocchio”. Presso il cimitero del paese la sua tomba è vegliata da un Pinocchio che piange.

A partire dal 1989, alcuni abitanti di Vernante cominciarono a dipingere scene tratte dalle avventure di Pinocchio sui muri delle case, rifacendosi fedelmente al lavoro del Maestro. Oggi, oltre 150 murales decorano le strade del centro storico, creando una suggestiva visione e regalando un aspetto decisamente fiabesco al paese.

Il mio Pinocchio ❤

Vernante ha dedicato a Mussino anche un piccolo Museo, al suo interno sono state raccolte alcune delle sue opere lasciate in eredità al paese dalla seconda moglie dell’artista, tra cui la prima edizione illustrata del Pinocchio del 1911.

Vernante è solo uno dei numerosi paesi dipinti che si possono scoprire girovagando per la nostra regione e per l’Italia. In questo post  vi avevo già parlato della nostra gita ad Usseaux, in Alta Val Chisone; se poi volete scoprire altri paesi con murales vi segnalo il sito di un’associazione di cui ho scoperto l’esistenza di recente: l’Assipad (Associazione italiana paesi dipinti), che cerca di sostenere il turismo in questi centri, a volte molto piccoli e quasi sconosciuti, promuovendo l’insolito e prezioso patrimonio che possiedono.

Durante la nostra gita a Vernante di qualche settimana fa, per goderci la giornata di sole, abbiamo preferito mangiare all’aperto (in direzione Val Grande c’è un’area pic-nic con tavoli e fontane), comprando pizza e dolcetti nel forno vicino alla chiesa principale del paese (la bellissima Chiesa di San Nicolao).

Dopo pranzo abbiamo continuato il giro alla scoperta del paese – ogni angolino nasconde un affresco – e poi siamo andati ai giardini vicino agli impianti sportivi comunali e al cimitero. Il muro esterno del camposanto, confinante con il parco, è stato decorato, con l’aiuto degli alunni della scuola media, da un nuovo lunghissimo e bellissimo murales. 

Assolutamente da non perdere!

Prima di salutarvi, vorrei ancora parlarvi di una mostra, piccola ma davvero ricca e interessante, appena inaugurata nella Galleria Spagnuolo di Palazzo Lascaris (sede del Consiglio regionale del Piemonte in via Alfieri 15 a Torino), dal titolo: “Pinocchio, diritti e rovesci di un bambino di legno”.

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Questa mostra è anche un’occasione per parlare di diritti dell’infanzia in vista del prossimo 20 novembre, Giornata internazionale dei Diritti dei Bambini.

L’esposizione raccoglie opere pittoriche, grafiche, oggetti e pubblicazioni originali legati al personaggio ideato da Collodi, provenienti da varie collezioni private. Ci sono opere di Luzzati, Musante e di molti altri artisti. Anche un Pinocchio dal set dello sceneggiato televisivo di Comencini del 1972.

Apre la mostra un video intitolato “Pin-Occhio”, in cui sono stati raccolti brani di film, opere teatrali e video clip sul burattino più famoso del mondo.

La mostra, organizzata dall’Associazione culturale Magica Torino, è visitabile dal 7 novembre al 7 dicembre 2017 con orario 9 – 17 dal lunedì al venerdì (ingresso gratuito). 

Numerose sono le interpretazioni date alle intenzioni affidate da Collodi al suo personaggio: pedagogiche, idealistiche, teologiche, antropologiche, psicoanalitiche, esoteriche, ma l’affermazione di Benedetto Croce è forse quella più veritiera: 


“Il legno, di cui è tagliato Pinocchio, è l’umanità”.

Pinocchio è, senza dubbio, il figlio che nessuno vorrebbe avere: disubbidiente, bugiardo, anarchico, ribelle, violento, irriverente, a volte cinico, amorale, opportunista, assassino, quando colpisce con una martellata il Grillo Parlante per zittire la coscienza scomoda, un delinquente che finisce in prigione, non ama studiare, marina la scuola e si fa influenzare dalle cattive compagnie.

Nel leggere o rileggere le sue avventure, ancora oggi ci si pone l’interrogativo: se Pinocchio fosse stato un bravo burattino sarebbe diventato ugualmente un bambino in carne ed ossa?

Dunque la provocazione di Collodi potrebbe essere: quanto “male” occorre per essere o diventare umani?

Ciao, Elisa

 

 

 

 

 

 

    

Usseaux e le sue borgate. Una bella passeggiata a misura di bambino in Piemonte.

Lo scorso 5 marzo è stato il compleanno di mia madre, Nonna Fortuna (Nonna Tuna per Teo).

Per quasi una settimana mi sono scervellata alla ricerca di un posto carino in montagna, dove andare per una gita fuori porta, per godere di qualche ora di aria buona a contatto con la natura e festeggiare in maniera diversa dal solito.

Un posto che potesse conciliare le esigenze di tutti: non troppo lontano da casa (perché bimbi e nonni per molto tempo in macchina non li trattieni, anche se devo ammettere che per ora Teo regge benissimo i viaggi, sarà che dopo le oltre 18 ore di macchina per andare in Sicilia qualsiasi altro spostamento gli sembrerà una veloce passeggiata) e, soprattutto, lontano dal caos delle piste da sci.

Ecco che (ben consigliata!) ho scelto l’Alta Val Chisone.

Qui, a poco meno di ottanta Km da Torino, si trova un gioiellino di nome Usseaux, un piccolo comune montano collocato all’interno del Parco Orsiera-Rocciavrè, meglio conosciuto come la borgata del pane e dei murales, a circa 1.400 metri di altitudine.

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Usseaux è uno degli undici Borghi più belli d’Italia della nostra regione, inoltre fa parte dei Borghi accoglienti con Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Si tratta di località eccellenti dell’entroterra italiano, a misura d’uomo, tutte da esplorare, perfette per un week end fuori porta o un breve soggiorno; luoghi ancora poco conosciuti, resi speciali dalla grande attenzione per la sostenibilità ambientale, la qualità dell’accoglienza e la tutela del patrimonio artistico e culturale.

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La storia di Usseaux è molto affascinante. Il paese fu attraversato nei tempi antichi da Giulio Cesare, il quale lo cita nel De Bello Gallico. Nei secoli di storia, Usseaux ha vissuto molteplici esperienze: il Delfinato, il Regno di Francia, il Ducato dei Savoia, le guerre tra Francesi e Savoia (battaglia dell’Assietta del 1747), nuovamente il dominio francese, l’impero napoleonico e le guerre di indipendenza che portarono, nel 1861, all’unità d’Italia. Usseaux ha fatto parte della regione alpina transfrontaliera degli Escartons (1343-1713) e per secoli ha condiviso la presenza di due comunità di fede diversa, quella cattolica e quella valdese.

Usseaux, che ci ha accolti con tanta neve, un magnifico cielo blu e una meravigliosa quiete, è un paesino splendido con le sue stradine lastricate, le fontane e i lavatoi in pietra, i cortiletti, il forno della comunità, il mulino ad acqua per cereali ancora funzionante (nella stagione estiva  è aperto in alcuni giorni per visite libere), le stalle e, naturalmente, i bellissimi murales.

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I bambini si divertiranno andando alla ricerca delle pitture che si nascondono lungo le viuzze, dietro agli angoli o sotto ai cornicioni.

murales (i cui temi spaziano dalla vita contadina al mondo della natura e degli animali, fino a contemplare personaggi di fantasia e delle favole) sono circa una quarantina…provate a scovarli tutti girando in lungo e in largo questo bellissimo borgo!

Per Teo è stata un’esperienza nuova e divertente, anche grazie all’abbondante nevicata del giorno prima. 😉

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A circa 1 Km da Usseux si trova la frazione di Balboutetla borgata del sole, delle rondini e delle meridiane. Questa piccola località ospita, infatti, una ventina di meridiane disposte lungo le vie interne. Mi hanno raccontato che durante la primavera le vie sono da percorrere con il naso all’insù poiché sono numerosissime le rondini che rallegrano il cielo.

Per pranzo siamo poi scesi a Laux, che si trova sempre a poca distanza da Usseaux. 

La frazione di Laux è piccolissima e deliziosa, un minuscolo paese di case in pietra e legno a cui si arriva dopo una breve strada immersa nel bosco, sembra quasi un villaggio delle favole. Viene definita la borgata dell’acqua per la presenza di un piccolo lago alpino noto per le sue acque verdi. Noi, invece, lo abbiamo ammirato completamente coperto da una spessa coltre di neve: un panorama altrettanto affascinante!

Sul lago si affaccia l’Hotel Ristorante Lago del Laux dove abbiamo pranzato e festeggiato il compleanno della nonna. Il locale è accogliente, molto curato e riscaldato da un bel caminetto scoppiettante. Propone piatti tipici piemontesi e occitani con menù à la carte.

Teo ha gradito la pasta fresca al ragù di montagna, noi le gustosissime calhiette alla moda del Laux. Sono delle specie di palle a base di patate di montagna grattugiate a crudo, unite ad un soffritto di porri, dadolata di lardo, farina e uova solo per amalgamare. Vengono cotte in acqua con gusti per almeno un’ora e poi servite condite con burro di montagna aromatizzato e parmigiano. Davvero notevoli!

L’hotel è una delle strutture del circuito Charme e Relax di cui fanno parte alberghi di particolare fascino. In origine era una casa di villeggiatura edificata a inizio ‘900 e poi ampliata dai Salesiani nel 1934. E’ divenuta albergo nel 1984.

La vista è meravigliosa, posso solo immaginare quanto sia bello e poetico questo posto anche in primavera o in estate. 😉

Dopo pranzo avremmo voluto fare ancora un giro in direzione Sestriere per raggiungere le altre due borgate di Usseaux, Pourrieres (nota come la borgata dell’Assietta, dove è stato realizzato un percorso costituito da sagome con uniformi dei reggimenti combattenti nella battaglia del 1747) e Fraisse (conosciuta come la borgata del legno e dei boschi per la rigogliosa vegetazione e le sculture su pannelli in legno da scoprire lungo le vie), ma, a causa del vento, forte e freddo, abbiamo preferito fare ritorno verso casa, con l’augurio di tornare presto in questi luoghi.

Se in qualche modo ho solleticato il vostro interesse e state pensando di fare una gita per conoscere Usseaux e le sue borgate, potete reperire maggiori informazioni su ricettività, eventi e altre proposte, in inverno ed estate, consultando il sito dell’Alta Val Chisone (ecco qui il link).

Spero di tornare presto in questi bei luoghi, che ben due parchi naturali (l’Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand) rendono tra i più ricchi di flora e fauna delle vallate alpine piemontesi.

La prossima volta vorrei incamminarmi lungo uno dei tanti sentieri, provare un’altra trattoria che mi hanno consigliato (La Placette) e magari anche assaggiare il Plaisentif, il formaggio delle viole  una particolare toma che viene prodotta negli alpeggi dell’alta Val Chisone con il latte delle mucche del primo alpeggio, che si alimentano esclusivamente della flora locale, ricca di fiori ed aromi). 

Ciao, Elisa 🙂