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Malawi Beach, la nuova spiaggia africana di ZOOM

Domenica scorsa, grazie all’opportunità offerta da @igerstorino e @zoomtorino, siamo tornati in questo bellissimo parco per conoscere Malawi Beach, il nuovo habitat acquatico interamente dedicato all’esperienza con i ciclidi, coloratissimi pesci tropicali, e ad una visione subacquea degli ippopotami.

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Per chi non lo conoscesse ancora, ZOOM è il primo Bioparco immersivo italiano, dove gli animali sono appunto “immersi” nella natura, senza gabbie, né reti, in ambienti molto simili ai loro habitat originali. A ZOOM si entra nel cuore dei grandi parchi africani e asiatici e, grazie ad esperti biologi e ornitologi, si imparano tante curiosità sugli aspetti di vita e di comportamento delle specie animali ospitate.

Il motto di ZOOM è “Conoscere per Conservare”. Conoscere da vicino un mondo affascinante ma anche seriamente a rischio di estinzione e imparare a proteggerlo. Le biologhe e i biologi che lavorano nel parco sono, infatti, attivissimi nel sensibilizzare le persone che lo visitano sui comportamenti umani sbagliati che, molto spesso, minacciano la salvaguardia degli animali e la conservazione dell’ambiente.

Allo ZOOM, noi tutti, adulti e bambini, possiamo, attraverso la conoscenza e piccole esperienze, comprendere quanto è importante conservare e voler bene al pianeta che ci ospita.

 

Ritornando alla novità del 2017, Malawi Beach – che riproduce l’habitat dell’omonimo lago africano grande quasi quanto l’unione della Liguria e della Lombardia, simbolo di biodiversità e dichiarato patrimonio dell’Unesco – va così ad affiancarsi a Bolder Beach, la baia di ZOOM dove si può nuotare vicino ai pinguini.

La costruzione di Malawi Beach ha richiesto molti mesi di progettazione e realizzazione, un lavoro impegnativo che ha coinvolto ingegneri, studi di architettura paesaggistica, biologi marini e acquaristi.HALLOWEEN

La nuova esperienza è stata bellissima: nella Fish Bay abbiamo nuotato in mezzo a migliaia di pesci tropicali colorati. Questa è una attività a numero chiuso che dura circa 20 minuti, soggetta a prenotazione e non adatta ai bambini sotto i 6 anni. Per fortuna Teo e il cuginetto sono stati intrattenuti dalla dolcissima Elisa di ZOOM, così abbiamo potuto immergerci tutti insieme. Presto sarà possibile anche l’esperienza del feeding delle razze, ovviamente sempre alla presenza di un biologo marino.

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Dopo il bagno tra i pesci tropicali, ci siamo immersi nell’altra piscina del nuovo habitat, aperta a tutti, dove, grazie a dolci correnti, siamo arrivati fin dentro la grotta degli ippopotami, Lisa e Zemaria. Vederli attraverso un vetro, così vicini, nuotare sott’acqua buffi e leggeri, è stato divertente ed emozionante.

Vi lascio immaginare la gioia dei bambini!

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da sito di ZOOM

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E’ stata davvero una bellissima giornata, ancora più gioiosa perchè trascorsa insieme al papà, al cuginetto e agli zii.

Una giornat anche piuttosto rilassante (nonostante il pupo super vivace, che voleva stare a mollo senza mai uscire!) perchè il Parco, sebbene sia sempre molto frequentato, è grande e con ampie zone riparate dal sole. Si riesce sempre facilmente a trovare qualche angolo di tranquillità sotto gli alberi.

 

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Nanna al fresco degli alberi

Se volete vedere le foto, condivise dagli organizzatori e dagli altri partecipanti all’evento, gli hashtag della giornata sono stati: #MalawiBeach, #ZOOMTorino, #ZOOMEffect e, naturalmente, #igerstorino.

Vi lascio con alcune informazioni utili e con qualche foto delle nostre precedenti gite a ZOOM. Il Parco è bellissimo e interessante in tutte le stagioni!

Informazioni utili: ZOOM si trova a Cumiana, in strada Piscina 36. Per informazioni su costi o altro vi rimando al sito. Vorrei solo aggiungere che, disseminati per tutto il Parco, non mancano punti di ristoro, oltre che zone di prato per pic-nic e una bella area giochi dove i bambini possono scatenarsi. I bagni sono attrezzati con fasciatoi. Per chi utilizza anche le piscine, ci sono spogliatoi e docce calde. C’è la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini. Insomma, tutto davvero ben organizzato e comodo anche per le famiglie.

Ciao, ciao! Elisa

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A Porta Palazzo per il 15° Worldwide Instameet di Instagram. E’ stato bello far parte di questo cuore!

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
(Platone)

Cos’è per voi la gentilezza? Per me è una forma altissima di intelligenza, di intelligenza sociale, che non c’entra nulla con la bontà o con l’amicizia, né con la semplice cortesia.

Ci vuole intelligenza per essere davvero gentili. Alcuni l’hanno definita una intelligenza del cuore per cercare di spiegare quell’atteggiamento che nasce dal profondo dell’animo e si traduce in gesti concreti positivi.

La gentilezza pura, infatti, va al di là delle cosiddette buone maniere, nasce da una reale disposizione interiore ed è in grado di far cadere resistenze e pregiudizi, di aprire porte che altrimenti resterebbero ben chiuse. Questo perché è certamente più semplice e spontaneo essere gentili con gli amici, con chi si stima e ama o con chi sentiamo più vicino e simile a noi, tutt’altra cosa è essere gentili e solidali con chi ci appare distante o differente.

Proprio la gentilezza, la solidarietà e il rispetto sono stati i temi del Worldwide Instameet che si è appena concluso. Quest’anno, infatti, nel week end del 25 e 26 marzo, siamo stati invitati da Instagram, in ogni parte del mondo, a condividere foto e pensieri su questo bellissimo tema, quanto mai attuale e importante.

A Torino, gli attivissimi local manager di @igerstorino e @igers_piemonte hanno pensato di organizzare lo scorso sabato un evento, anche questa volta totalmente gratuito, alla scoperta del quartiere di Porta Palazzo, senza dubbio uno dei quartieri multietnici più interessanti della città, fortemente caratterizzato dalla presenza del mercato all’aperto più grande d’Europa.

L’evento è stato realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e con l’aiuto delle guide turistiche di Migrantour di Viaggi Solidali, che organizzano itinerari urbani interculturali accompagnati da migranti.

Il punto di ritrovo era la Residenza Temporanea Porta Palazzo Luoghi Comuni (qui il sito), frutto di un progetto di housing sociale promosso dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con l’Ufficio Pio, che offre soluzioni abitative (13 monolocali e 14 bilocali) per un periodo di tempo che va da 1 giorno a 18 mesi a persone con percorsi ed esigenze differenti (lavoratori provenienti da fuori Torino; persone che si recano a Torino per visitare o utilizzare i servizi della città; persone in situazione di emergenza o stress abitativo).

Non conoscevo questo bellissimo progetto che si distingue per almeno due aspetti qualificanti: i prezzi calmierati e il coinvolgimento attivo di chi abita la Residenza.

L’idea è quella di promuovere la conoscenza reciproca e lo scambio, coinvolgendo gli abitanti nell’organizzazione delle attività e nella cura degli spazi comuni. Proprio in questi spazi sono organizzate attività ed eventi aperti a tutti, con un programma ricco e interamente gratuito.

Nel complesso Porta Palazzo Luoghi Comuni sono attivi anche un Tour Operator, un Social CAF e la Pescheria Gallina (che vi consiglio assolutamente, ottima la frittura di pesce!).

Dopo il coffee break di apertura  siamo partiti alla scoperta del quartiere. Porta Palazzo è un crocevia di volti, odori, immagini e sensazioni: attraversando Piazza della Repubblica si passa dal Piemonte al Sud Italia, dalla Romania alla Cina, dal Maghreb al Sud America.

Edmondo De Amicis scriveva che per vederla in tutta la sua bellezza bisogna capitarvi una mattina di sabato, in pieno mercato e che uno Zolà torinese potrebbe mettere lì la scena di un romanzo intitolato Il ventre di Torino.

La nostra guida è stata Mirela, arrivata dalla Romania più di dieci anni fa. Ci ha raccontato che i primi tempi sono stati difficili, soprattutto per la paura di non integrarsi in un ambiente ancora sconosciuto. Pian piano, però, ha trovato lavoro, ha imparato la lingua e ha conosciuto tantissime persone, sia italiane che straniere, che l’hanno aiutata a sentirsi a casa anche qui. Ora ha due lavori che la rendono orgogliosa e felice (la mediatrice interculturale in un ambulatorio e la guida migrante a Porta Palazzo) e si sente italiana quanto rumena.

La passeggiata ci ha portati alla scoperta di sapori e usanze vicine e lontane, grazie ad un itinerario che ha toccato diversi luoghi: le Porte Palatine, uno dei simboli della città; la Galleria Umberto I, nata da una corsia di un vecchio ospedale, oggi un affascinate passage in stile parigino che quasi si nasconde agli sguardi e, una volta trovato, sorprende per la sua bellezza ed eleganza; varie aree del mercato, nonché negozi e spazi aperti a tutti, bellissimi e importanti.

Uno di questi è lo Spazio ZeroSei–La Scatola delle Buone idee, in Via Milano 20, con entrata sulla piazza (ne ho parlato meglio in questo post), nato nel 2014, sempre su iniziativa della Compagnia di San Paolo, allo scopo di arricchire le offerte della nostra città con un luogo dove i bambini di questa fascia d’età potessero trovare un ulteriore spazio per la socializzazione e la sperimentazione.

Con Teo lo frequentiamo con una certa assiduità da diverso tempo, da ultimo in occasione della Festa del papà e poi proprio sabato scorso, quando, nel pomeriggio, abbiamo partecipato al divertente laboratorio a tema: “Volevo un gatto nero”.

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Teo piccolo pittore 😉

Terminata la visita ai locali dello Spazio ZeroSei, ci siamo immersi nel mercato, nella fitta distesa di tende che lo caratterizza che, vista dall’alto, crea un’immagine davvero suggestiva.

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La sensazione è quella di essere sotto un unico, enorme, tendone, completamente avvolti da profumi, colori, volti e voci.

Nella parte di mercato al coperto (sotto la bellissima struttura metallica illuminata dalla frase amare le differenze realizzata, come messaggio di pace, da Michelangelo Pistoletto con luci al neon colorate in 39 lingue del mondo) la nostra tappa è stata una macelleria rumena.

Mirela ci ha parlato dei piatti tipici della sua terra, caratterizzati da sapori intensi e speziati che variano a seconda della regione e sono stati influenzati, nel corso del tempo, dal susseguirsi della presenza di molte popolazioni (latini, germani, turchi, slavi, ebrei, armeni, greci e rom).

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Sotto la tettoia dei contadini abbiamo, invece, conosciuto Gianni Lana, il profeta del peperoncino, una vera istituzione in questa parte di mercato, la cui famiglia da tre generazioni vende a Porta Palazzo i prodotti dell’azienda di Rivalba. A settembre il suo banco è invaso da molte varietà di peperoncini, alcune delle quali sono il frutto di semi donati da clienti di ritorno da viaggi in ogni parte del mondo.

Gianni ci ha fatto conoscere il levistico (dal latino levare, probabilmente perché si riteneva che potesse togliere tutti i mali) anche conosciuto come prezzemolo dell’amoresedano di monte. E’ una pianta erbacea originaria delle montagne dell’Iran che nell’aspetto ricorda il nostro sedano, meno nel gusto che è molto più forte ed incisivo. Il  levistico è l’ingrediente finale di un piatto tipico della cucina rumena, preparato e consumato frequentemente sia in casa che fuori: la ciorba, una zuppa di carne e verdure.

Altra tappa è stata una macelleria marocchina su piazza della Repubblica, all’incrocio con corso Giulio Cesare, dove Mirela ci ha parlato, tra le altre cose, della macellazione tradizionale islamica, della cucina marocchina, degli usi e benefici dell’olio di argan. In questo luogo è infatti possibile trovare, oltre alla carne, moltissime altre cose come diversi tipi di cous-cous, tè e farine speciali, prodotti per il corpo come l’argan, l’acqua di rosa e tutto ciò che serve per fare i tatuaggi all’hennè.

Il punto di arrivo del nostro tour è stata la sala-laboratorio Arcabalenga, dove @Deliveroo_italy (che di recente è sbarcato a Torino!) e @Shopiemonte ci hanno offerto il pranzo e fatto gustare prelibatezze della nostra regione per un momento conviviale rilassante e molto piacevole. E’ stato bello fare nuovi incontri e conoscere dal vivo persone seguite, fino ad ora, solo su instagram! 🙂

 

Anche Arcabalenga è stata una bella scoperta. E’ un’ex osteria che si trova al numero 8 di via San Giovanni Battista de La Salle, sempre nel quartiere di Porta Palazzo.

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da giovanigenitori.it

E’ un ampio locale con una sala, una cucina e un laboratorio. Dal 2011 è gestita dall’associazione di vicinato Fuori di Palazzo come strumento per realizzare gli obiettivi dell’associazione e come spazio a disposizione dei vicini per fare rete e promuovere lo scambio e la condivisione (di oggetti, interessi, competenze, tempo).

 

Il mio piccolo blog è nato soprattutto per condividere informazioni per conoscere e vivere Torino (e non solo) dal punto di vista dei bambini e delle famiglie, pertanto mi fa piacere segnalare che tutte le settimane, di martedì dalle 17 alle 19, Arcabalenga organizza uno spazio bimbi. Se abitate in zona e volete fare un salto, le porte sono sempre aperte!

Prima di salutarvi, vorrei ancora dirvi che se volete vedere le bellissime foto, condivise dagli organizzatori e dagli altri partecipanti all’evento, gli hashtag della giornata sono stati: #WWIM15, #WWIM15TORINO, #eccounagioia). Se siete interessati alle visite di Migrantour, qui potete trovare tutti gli itinerari di Torino.

Ho scoperto, con piacere, che tra le proposte c’è anche Borgo San Paolo, il quartiere in cui vivo praticamente da sempre. Non sarebbe male replicare l’esperienza per conoscere il mio borgo da una prospettiva diversa. 😉

La cosa più bella di questa giornata è stata, senza dubbio, quella di poter vedere questi luoghi noti con occhi nuoviTra l’altro, è una passeggiata molto adatta anche ai bambini, per imparare fin da piccoli a vivere la città, soprattutto alcuni suoi luoghi, con positiva curiosità, apertura e fiducia.

Ah, dimenticavo…se vi va, qui trovate il mio post sul primo evento organizzato da @igerstorino al quale ho partecipato con Teo: l’InstawalkCampidoglio, una passeggiata fotografica alla scoperta di Borgo Campidoglio, una delle zone più originali e creative della città.

Ciao, Elisa

Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile.
(Ludwig van Beethoven)

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@luccico

Usseaux e le sue borgate. Una bella passeggiata a misura di bambino in Piemonte.

Lo scorso 5 marzo è stato il compleanno di mia madre, Nonna Fortuna (Nonna Tuna per Teo).

Per quasi una settimana mi sono scervellata alla ricerca di un posto carino in montagna, dove andare per una gita fuori porta, per godere di qualche ora di aria buona a contatto con la natura e festeggiare in maniera diversa dal solito.

Un posto che potesse conciliare le esigenze di tutti: non troppo lontano da casa (perché bimbi e nonni per molto tempo in macchina non li trattieni, anche se devo ammettere che per ora Teo regge benissimo i viaggi, sarà che dopo le oltre 18 ore di macchina per andare in Sicilia qualsiasi altro spostamento gli sembrerà una veloce passeggiata) e, soprattutto, lontano dal caos delle piste da sci.

Ecco che (ben consigliata!) ho scelto l’Alta Val Chisone.

Qui, a poco meno di ottanta Km da Torino, si trova un gioiellino di nome Usseaux, un piccolo comune montano collocato all’interno del Parco Orsiera-Rocciavrè, meglio conosciuto come la borgata del pane e dei murales, a circa 1.400 metri di altitudine.

Usseaux è uno degli undici Borghi più belli d’Italia della nostra regione, inoltre fa parte dei Borghi accoglienti con Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Si tratta di località eccellenti dell’entroterra italiano, a misura d’uomo, tutte da esplorare, perfette per un week end fuori porta o un breve soggiorno; luoghi ancora poco conosciuti, resi speciali dalla grande attenzione per la sostenibilità ambientale, la qualità dell’accoglienza e la tutela del patrimonio artistico e culturale.

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La storia di Usseaux è molto affascinante. Il paese fu attraversato nei tempi antichi da Giulio Cesare, il quale lo cita nel De Bello Gallico. Nei secoli di storia, Usseaux ha vissuto molteplici esperienze: il Delfinato, il Regno di Francia, il Ducato dei Savoia, le guerre tra Francesi e Savoia (battaglia dell’Assietta del 1747), nuovamente il dominio francese, l’impero napoleonico e le guerre di indipendenza che portarono, nel 1861, all’unità d’Italia. Usseaux ha fatto parte della regione alpina transfrontaliera degli Escartons (1343-1713) e per secoli ha condiviso la presenza di due comunità di fede diversa, quella cattolica e quella valdese.

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Usseaux, che ci ha accolti con tanta neve, un magnifico cielo blu e una meravigliosa quiete, è un paesino splendido con le sue stradine lastricate, le fontane e i lavatoi in pietra, i cortiletti, il forno della comunità, il mulino ad acqua per cereali ancora funzionante (nella stagione estiva  è aperto in alcuni giorni per visite libere), le stalle e, naturalmente, i bellissimi murales.

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I bambini si divertiranno andando alla ricerca delle pitture che si nascondono lungo le viuzze, dietro agli angoli o sotto ai cornicioni.

murales (i cui temi spaziano dalla vita contadina al mondo della natura e degli animali, fino a contemplare personaggi di fantasia e delle favole) sono circa una quarantina…provate a scovarli tutti girando in lungo e in largo questo bellissimo borgo!

Per Teo è stata un’esperienza nuova e divertente, anche grazie all’abbondante nevicata del giorno prima. 😉

A circa 1 Km da Usseux si trova la frazione di Balboutetla borgata del sole, delle rondini e delle meridiane. Questa piccola località ospita, infatti, una ventina di meridiane disposte lungo le vie interne. Mi hanno raccontato che durante la primavera le vie sono da percorrere con il naso all’insù poiché sono numerosissime le rondini che rallegrano il cielo.

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Per pranzo siamo poi scesi a Laux, che si trova sempre a poca distanza da Usseaux. 

La frazione di Laux è piccolissima e deliziosa, un minuscolo paese di case in pietra e legno a cui si arriva dopo una breve strada immersa nel bosco, sembra quasi un villaggio delle favole. Viene definita la borgata dell’acqua per la presenza di un piccolo lago alpino noto per le sue acque verdi. Noi, invece, lo abbiamo ammirato completamente coperto da una spessa coltre di neve: un panorama altrettanto affascinante!

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Sul lago si affaccia l’Hotel Ristorante Lago del Laux dove abbiamo pranzato e festeggiato il compleanno della nonna. Il locale è accogliente, molto curato e riscaldato da un bel caminetto scoppiettante. Propone piatti tipici piemontesi e occitani con menù à la carte.

2017-03-10 12.13.30.pngTeo ha gradito la pasta fresca al ragù di montagna, noi le gustosissime calhiette alla moda del Laux. Sono delle specie di palle a base di patate di montagna grattugiate a crudo, unite ad un soffritto di porri, dadolata di lardo, farina e uova solo per amalgamare. Vengono cotte in acqua con gusti per almeno un’ora e poi servite condite con burro di montagna aromatizzato e parmigiano. Davvero notevoli!

L’hotel è una delle strutture del circuito Charme e Relax di cui fanno parte alberghi di particolare fascino. In origine era una casa di villeggiatura edificata a inizio ‘900 e poi ampliata dai Salesiani nel 1934. E’ divenuta albergo nel 1984.

La vista è meravigliosa, posso solo immaginare quanto sia bello e poetico questo posto anche in primavera o in estate. 😉

Dopo pranzo avremmo voluto fare ancora un giro in direzione Sestriere per raggiungere le altre due borgate di Usseaux, Pourrieres (nota come la borgata dell’Assietta, dove è stato realizzato un percorso costituito da sagome con uniformi dei reggimenti combattenti nella battaglia del 1747) e Fraisse (conosciuta come la borgata del legno e dei boschi per la rigogliosa vegetazione e le sculture su pannelli in legno da scoprire lungo le vie), ma, a causa del vento, forte e freddo, abbiamo preferito fare ritorno verso casa, con l’augurio di tornare presto in questi luoghi.

Se in qualche modo ho solleticato il vostro interesse e state pensando di fare una gita per conoscere Usseaux e le sue borgate, potete reperire maggiori informazioni su ricettività, eventi e altre proposte, in inverno ed estate, consultando il sito dell’Alta Val Chisone (ecco qui il link).

La gentile signora del Punto Informazioni Turistiche di Usseaux (aperto anche di domenica mattina) ci ha parlato, tra le altre cose, di due proposte che vorrei ancora segnalarvi:

  1. la seconda edizione della Notte Romantica di Usseaux che si terrà il prossimo 24 giugno, con degustazioni enogastronomiche all’interno delle antiche stalle, musica occitana dal vivo, visite guidate, apertura del forno, mulino funzionante con golosità da provare, ritrovo sulla piazzetta del comune per rivivere la magia del primo incontro e bacio di mezzanotte;
  2. il Sentiero del pensiero o della lepre, un bel percorso, di circa due ore, da provare con la bella stagione, adatto anche ai bambini. Lungo la via si trovano cartelli in legno sui quali sono incisi motti, proverbi o semplici frasi di varia origine, in lingue diverse, che inducono alla riflessione. Qui potete trovare ben spiegato tutto l’itinerario.
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Lungo il Sentiero del pensiero (foto da internet)

Spero di tornare presto in questi bei luoghi, che ben due parchi naturali (l’Orsiera-Rocciavrè e il Gran Bosco di Salbertrand) rendono tra i più ricchi di flora e fauna delle vallate alpine piemontesi.

La prossima volta vorrei incamminarmi lungo uno dei tanti sentieri, provare un’altra trattoria che mi hanno consigliato (La Placette) e magari anche assaggiare il Plaisentif, il formaggio delle viole  una particolare toma che viene prodotta negli alpeggi dell’alta Val Chisone con il latte delle mucche del primo alpeggio, che si alimentano esclusivamente della flora locale, ricca di fiori ed aromi). 

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(Foto da internet)

Ciao, Elisa 🙂

Sei forte Papino!

Domenica 19 marzo è alle porte. La Festa di San Giuseppe, il papà di tutti i papà.

Il nostro è un pochino giù in questi giorni, con alcuni pensieri che lo rendono meno positivo del solito, quindi vogliamo assolutamente fargli una bella sorpresa: un piccolo regalino, una colazione da gustare senza fretta e una intera giornata da vivere insieme, approfittando del fatto che sarà a casa dal lavoro! 🙂

Ecco di seguito qualche idea, che vorrei condividere, se anche voi state pensando in questi giorni a qualcosa di carino e dolce per far felici i vostri paponi.

1) Cominciamo dalla colazione, anzi dalla coccolazione, come ha scritto Ornella Sprizzi (su instagram @mammamatta) sul suo bellissimo e apprezzato blog, ricco di creatività e umorismo. Ha appena pubblicato un post con dei printables deliziosi da scaricare gratuitamente (li trovate quiper organizzare un breakfast dolcissimo.

Noi li abbiamo già stampati (tanto il papà ha il telefono fuori uso e non ci legge 😉 ) e non vediamo l’ora di vedere la sua faccia domenica prossima al risveglio.

2017-03-14 11.08.33.pngEcco qui sotto le foto pubblicate da Ornella…bellissima idea, vero?! Basta solo armarsi di forbici, colla e amore! 😉

2) Un libro da completare e regalare. Ad esempio Io e Te, papà di Olimpia Ruiz di Altamirano, un’autrice di libri per bambini, storie buffe e album d’ispirazione Montessori che ho scoperto da poco (qui il suo blog).

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E’ un libro/album che lascia molto spazio all’immaginazione dei piccoli, chiamati a disegnare dentro cornici colorate. Non ha illustrazioni in bianco e nero da colorare perché l’importante, in questo caso, non è stare dentro i bordi ma creare un regalo unico. Per bimbi dai 3 anni. Lo trovate su Amazon.

3) Due libri da sfogliare, leggere insieme e amare.

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Non si incontravano mai di Mauro Mongarli e Claudia Carieri è un un libro speciale, i protagonisti sono un papà e una bambina che si inseguono, attraverso le pagine, senza incontrarsi. Incontrano, però, ombrelli e papere, alberi di Natale e automobiline, elefanti e trenini, note musicali e tartarughe, pesci, orologi, farfalle, scarpe e tante altre cose che fanno parte del loro mondo, reale e immaginario. Ma la vita che abitano insieme, ognuno nel proprio mondo adulto o bambino, è così bella e strana che, alla fine, l’inseguimento diventa un gioco. Un libro con parole per grandi e immagini per piccolissimi (da 0 a 6 anni). Per stare vicini e volersi bene, ognuno curioso delle differenze dell’altro.

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P di papà di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho si sviluppa nella forma del dialogo tra un bambino, o una bambina, e il suo papà. Già la copertina è dolcissima!! Chi è il papà? Un abile trasformista, capace di passare velocemente da angelo custode a nascondiglio perfetto, da dottore a tunnel. Il papà è un impareggiabile attrezzo multiuso, utilissimo per fare milione di cose: volare, scalare, giocare, cavalcare, ascoltare. Questo libretto è una raccolta affettuosa di tutti i papà che possono abitare in un uomo. Per padri e cuccioli. 😉

Entrambi i libri fanno parte del catalogo di Topipittori, una casa editrice specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi. Se volete acquistarli on line o in libreria trovate qui tutte le informazioni. Date un’occhiata al sito, davvero bello e ricco di spunti per leggere insieme! 😉

4) Un barattolo delle coccole. Non un’idea originale (su internet trovate diverse versioni anche con altri nomi) ma comunque molto carina. Noi abbiamo personalizzato il barattolo con pensieri divertenti e dolci che, sono sicura, faranno sorridere ed emozionare il nostro papino, sono coccole per l’umore da leggere quando ne sentirà maggiormente il bisogno, magari a lavoro. 😉

Se avete bimbi che scrivono, l’etichetta e i pensierini da inserire nel barattolo potranno essere realizzati direttamente da loro. Teo è ancora piccolino, così ho deciso di utilizzare Canva per realizzare il tutto (mi sta piacendo un sacco questo strumento, gratuito e velocissimo, per creare grafiche semplici e carine).

Ecco l’etichetta e alcuni dei bigliettini coccola creati per l’occasione…😉

Erica Burcham

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Che ne dite?!? Carini, vero?!!

Oltre ai pensierini, nel barattolo metteremo anche qualche cioccolatino. Non fanno mai male!! 😉

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Lavori in corso

Non mi resta che salutarvi e fare un augurio a tutti i papà, più o meno giovani! Godiamo della loro presenza ogni istante!

A presto, Elisa

Binaria è tante cose. Tutte bellissime!

Conoscete Binaria, il Centro Commensale del Gruppo Abele

Sono sicura di sì ma, se così non fosse, come descriverlo in poche parole? E’ uno di quei posti che sanno trasmettere calore e sentimenti positivi appena varcata la soglia.

E’ uno spazio bellissimo, luminoso e accogliente, allestito all’interno di una ex fabbrica (in via Sestriere 34 a Torino), che ha appena compiuto un anno di attività, festeggiato con una grande festa, alla quale abbiamo partecipato anche noi.

“Binaria” perché ha due stelle polari che si illuminano a vicenda: l’accoglienza e la cultura; “Commensale” perché nasce come spazio conviviale, come luogo dove si pensa (soprattutto e prima di tutto) alle persone e dove anche l’economia diventa veicolo di scambio culturale e strumento di bene comune.

Gli spazi di Binaria sono aperti a tutti (7 giorni su 7) e la programmazione è davvero ricchissima: laboratori, corsi, spettacoli teatrali, seminari, presentazioni di libri, mostre e concerti (mensilmente vengono pubblicati sul sito tutti gli appuntamenti, ecco quelli di marzo).

Binaria è tante cose, tutte bellissime! Scopritele con noi…

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Appena entrati vi accoglie Binaria Book, con la Torre di Abele, non una semplice libreria ma un luogo d’incontro e di discussione con l’obiettivo di favorire l’accesso al libro come strumento di conoscenza. C’è una attenzione particolare rivolta alle famiglie, infatti la scelta di libri per bambini e ragazzi è davvero ampia. Se avete tempo e desiderate ricevere qualche ottimo consiglio, questo è il posto giusto! Il Libraio mi ha lasciata letteralmente senza parole per la passione che trasmette, vi dico solo che conosce a memoria molti dei libri per bambini che propone.

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Vicino alla libreria c’è Binaria Bottega, dove è possibile trovare diversi prodotti agroalimentari e per la cura del corpo, tra i quali spiccano quelli delle comunità di recupero e quelli di Libera Terra, nati nelle cooperative sorte sui terreni confiscati alla mafia. Binaria ospita anche la Pizzeria Berberè dei fratelli Aloe, in uno spazio allegro e colorato, arricchito da simpatici wall paintings. La pizza è deliziosa e fa piacere sapere che una parte degli incassi contribuisce a sostenere i progetti del Gruppo Abele in giro per il mondo, perché “non si può mangiare qui se non si pensa a chi non può mangiare altrove”. Una ragione in più per provare, no?!! 😉

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Devo ammettere, poi, che lo spazio molto ampio, la disponibilità di seggioloni, la qualità della pizza che arriva al tavolo già tagliata, la grande attenzione per la preparazione e gli ingredienti (farine biologiche, impasti con lievito madre a maturazione naturale, menù stagionale, etc.) ne fanno un posticino ideale per le famiglie (interessante è anche la formula happy monday o happy lunch con pizza e bevanda a dieci euro, coperto incluso 😉 ).

 

 

Infine (e direi soprattuttoBinaria è Binaria Bimbi, uno spazio gioco, privo di barriere architettoniche e accessibile su ruote, per bambine e bambini fino ai 12 anni, in cui trascorrere del tempo di qualità, giocando, leggendo o realizzando attività creative. Le proposte sono molteplici e tutte interessanti!

 

Con Teo stiamo frequentando Binaria da qualche tempo ma soltanto in orario pomeridiano e serale (in occasione di particolari eventi nel fine settimana lo spazio gioco è, infatti, aperto anche la sera) o per attività organizzate nel weekend (come Luckyleo di cui vi ho già parlato qui).

Questo perchè Teo frequenta il nido, ma sono sicura che se fossi a casa parteciperei volentieri ai Laboratori mamma/bimbo che si tengono ogni settimana di mattina dalle 10 alle 12, il martedì per neonati da 0 a 18 mesi e il giovedì per bimbi dai 18 mesi ai 3 anni. I piccoli hanno la possibilità di divertirsi e sperimentare con la musica, la circomotricità, con carta e colori, con il teatrino dei burattini, etc. 🙂

Interessanti sono anche i Laboratori ludici e di lettura che si svolgono sempre di martedì e giovedì ma di pomeriggio, dalle 16,30 alle 18,30. Questi laboratori sono rivolti a bambini più grandi (dai 4 ai 12 anni) ma con uno spazio gioco riservato anche ai più piccoli (0-3 anni) per permettere alle famiglie di frequentare con figli di diverse età. 

La cosa carina è che ogni mese cambia il tema delle attività proposte: marzo è dedicato alla Pace (quella cosa che non basta mai); aprile sarà il mese dei colori; maggio delle fiabe (ancora una storia e poi un’altra); giugno vedrà protagonista le emozioni (fuori e dentro di me) e, infine, a luglio si parlerà e giocherà con il corpo (storie di mani e piedi scalzi).

Lo scorso 30 gennaio, poi, è partito, con cadenza quindicinale, lo Spazio Nonni  (di martedì alle 18,30) un momento da condividere con i nipoti per valorizzare le capacità e le competenze delle nonne e dei nonni con l’obiettivo di costruire un gruppo di riflessione tematico animato da Luciano Tosco, pedagogista e, soprattutto, nonno. In realtà si può partecipare anche se si è aspiranti o futuri nonni e zii. Insomma, un ulteriore momento di incontro molto aperto! 😉

Allo scopo di offrire occasioni anche ai papà, Binaria Bimbi ha pensato di dedicare alcuni sabato mattina a Laboratori papà/bimbo 0-6 anni per sostenere la genitorialità maschile. L’idea alla base è che la condivisione di esperienze intense e positive tra padri e figli, al di fuori della quotidianità, possa contribuire a creare una relazione intensa già in età precocissima. 

 

Le attività sono tutte gratuite. E’ necessario, però, iscriversi scrivendo una mail a genitoriefigli@gruppoabele.org oppure telefonando al numero 011-3841083 e sottoscrivere una tessera annuale del costo di 25 euro che serve a sostenere tutte le attività offerte. Binaria Bimbi è un posto molto accogliente, per cui la tessera non è richiesta immediatamente, è possibile provare per poi decidere con calma. Anche questo è un punto a favore e, del resto, non potrebbe essere diversamente!

Ultimissima proposta, molto originale ed educativa, che ho piacere di segnalare riguarda le feste di compleanno. L’idea del Gruppo Abele è un percorso tutto centrato sulla bellezza di essere nati e sul valore degli amici: giochi e attività a tema costruite insieme alla famiglia per fare festa insieme perché la vita è degna di essere vissuta e tutto acquista più significato se viene fatto in condivisione!

Il compleanno, che dura circa tre ore, è animato da un gioco, una storia e un oggetto che resterà come ricordo dell’esperienza. Il prezzo della festa è di 150 euro (bambini di 4-5 anni max 15; bambini di 6-12 anni max 25), comprensivo di un buono di 20 euro da spendere nella libreria Binaria Book.

Ciao e a presto!

Elisa 🙂

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un animale per imparare: Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane.

In Paradiso si entra per favoritismo. Se si entrasse per merito, tu resteresti fuori ed il tuo cane entrerebbe al posto tuo.
(Mark Twain)

Sabato scorso, presso Binaria Bimbi (ve ne parlerò prestissimo), abbiamo partecipato all’attività di lettura Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane, un metodo di lettura ad alta voce per l’infanzia con l’ausilio e la collaborazione dei cani e o di altri animali da compagnia, ideato da Teresa Albergo, dottoressa in Psicologia, pet therapista, nonché specializzata nell’educazione della prima infanzia.

Il metodo, rivolto a bambine e bambini 0-10 anni, unisce i benefici dell’uso della lettura ad alta voce, già dimostrati scientificamente da oltre 20 anni, con quelli della pet therapy

Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane vuole incentivare non solo l’amore per la lettura già da piccolissimi, ma anche la conoscenza e l’amore per i cani, i pets e la natura più in generale. “Fortuna” perché per un bambino leggere con i genitori, o comunque con i punti di riferimento familiari, rappresenta uno strumento di crescita molto importante; se poi alla lettura si unisce la presenza di un cane, ecco che questa esperienza assume una valenza affettiva e motivazionale ancora più forte. Un bambino che può relazionarsi bene con un cane può essere se stesso fino in fondo: un cane non giudica, un cane mostra il suo bene in modo incondizionato, è un ottimo compagno di giochi e, in questo caso, di favole. 😉

La storia di come è nato Luckyleo® è molto bella: nell’ottobre del 2013 Teresa era stata invitata dal responsabile della libreria Torre di Abele di Torino a partecipare, come lettrice, ad un evento per bambini. Seduta a terra, circondata da numerosi bambini, aveva iniziato la lettura di Insalata di favole di Gianni Rodari. Quel giorno con lei in libreria c’era il suo cane Lucky, un bellissimo incrocio tra un labrador e un golden retriver adottato da poco da una famiglia in condizioni di difficoltà a seguito di una separazione. Teresa era rimasta il tempo della sua partecipazione come lettrice ma quel tempo era stato sufficiente per creare una vera magia.

Molti bambini al termine della lettura si erano diretti verso Lucky per accarezzarlo, per chiedere informazioni e raccontare dei loro animali.

Teresa si era ritrovata così avvolta dall’entusiasmo dei fanciulli. Si era trattato della semplice lettura di una storia, eppure un incanto si era creato grazie alla forza evocativa delle parole e alla presenza di un cane.

Tra Lucky (con il dono di essere protettivo, paziente e attento con i cuccioli umani) e i bambini (a partire da Leo, il piccolo nipote di Teresa) si era creata un’alchimia speciale.

Tra l’altro, in quel periodo, Teresa aveva iniziato da pochi mesi un master in pet therapy e da lì in poi si sarebbero susseguite coincidenze e casualità che hanno portato alla nascita di Luckyleo, la fortuna di leggere con il cane, un metodo innovativo nell’ambito degli Interventi Assistiti con Animali. Il bellissimo Lucky è diventato, così, un meraviglioso cane da pet therapy, un Reader Dog molto amato.

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Lucky e Teresa

Dopo un lungo periodo di sperimentazione iniziato nel 2013 (in collaborazione con Asl TO3, Libreria Torre di Abele e Binaria Book del Gruppo Abele), dal mese di aprile del 2015 il progetto Luckyleo® si è sviluppato notevolmente, allargando la sua rete di diffusione in differenti realtà e istituzioni: biblioteche, librerie, asili nido, scuole materne, altri spazi e luoghi pubblici dedicati ad accogliere le famiglie per promuovere la lettura ad alta voce sin dalla nascita.

Aiutando anche, in moltissimi casi, bambini che vivono condizioni esistenziali difficili per differenti ragioni (socio-economiche, di salute, etc.)

Grazie ad una raccolta di Crowdfunding, Teresa e le altre persone coinvolte nel progetto sono riuscite a potenziare le loro attività e a partecipare ad iniziative significative sia sul territorio del torinese che in altri comuni, anche fuori regione. La raccolta di fondi ha permesso di offrire le attività in modo gratuito a numerosi bambini e alle loro famiglie. Le risorse raccolte sono state utilizzate principalmente per arricchire i testi e i libri per l’infanzia in dotazione e per acquistare materiale per l’attività (peluches, giochi di attivazione mentale, strumentazione varia; etc.).

Avendolo sperimentato con Teo devo ammettere che Luckyleo® non è una lettura ad alta voce come le altre, è proprio vero che grazie ai pets si crea una magia: l’utilizzo di favole e racconti e la presenza del cane aiutano i bambini a vivere un’esperienza forte ed unica, sia dal punto di vista emozionale che relazionale.

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Teo era il più piccolo (solitamente vengono creati gruppi di bambini per età omogenea) ma nonostante la differenza di età ha partecipato, anche lui, a tutti i giochi che Teresa ha proposto per aiutarci, bambini e adulti, a conoscere meglio i nostri amici a quattro zampe, a prendere confidenza, a socializzare, a rispettare gli altri (a partire da quelli pelosi e scodinzolanti)…quale insegnamento migliore possiamo trasmettere ai bambini?!!!

Lucky e Lula (una vivace cucciola di Golden Retriver bianca di 11 mesi, ancora in formazione, che ha partecipato solo in alcuni momenti all’attività) si sono lasciati accarezzare dai bambini, hanno interagito e giocato insieme a loro con dolcezza (anche io non ho potuto rinunciare all’abbraccio di Lucky!).

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Non potevo sottrarmi ad un abbraccio dolcissimo

Teo era felicissimo e devo ammettere che, anche grazie a esperienze come queste, sta imparando pian piano, sebbene sia ancora molto piccolo, ad approcciarsi ai cani nel modo corretto. E’ veramente buffo e tenero vederlo mentre, mostrando il palmo della mano, cerca di avvicinarsi per fare amicizia. Da grande amante dei cani cerco di incentivare questo suo amore, ovviamente con la giusta attenzione. 😉

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Teo e Lula
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Lucky in versione nonnina

Se siete interessati a questa esperienza, non volete perdere le prossime iniziative di Luckyleo® e volete conoscere l’associazione che Teresa ha da poco promosso per sostenere e sviluppare la sua metodologia, vi suggerisco di seguirla su facebook e (naturalmente) di seguire Binaria Bimbi. 😉

Spero di aver contribuito, nel mio piccolo, a farvi conoscere un’altra bellissima realtà per i bambini nata sul nostro territorio. 🙂

Ciao! Elisa

La riconoscenza è una malattia del cane non trasmissibile all’uomo.
(Antoine Bernheim)

#InstawalkCampidoglio di @IgersTorino: una meravigliosa scoperta!

E’ davvero incredibile come, alle volte, uno non conosca luoghi bellissimi così vicini a casa propria!

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Una Comunità che scatta (tanta soddisfazione: la mia foto scelta e condivisa da @IgersTorino)

Lo scorso sabato, con Teo e la mia amica Vittoria, ho preso parte ad una iniziativa davvero interessante e coinvolgente: l’InstawalkCampidoglio, una passeggiata fotografica alla scoperta di Borgo Campidoglio, un quartiere operaio nato nel 1853, collocato tra gli attuali corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni e le vie Fabrizi e Cibrario. Un quartiere che da alcuni anni è una delle zone più originali e creative di Torino, un museo di arte urbana e, al contempo, uno dei luoghi più smart e sostenibili d’Italia.

L’evento, totalmente gratuito, è stato organizzato da @IgersTorino, la Community Ufficiale degli Instagramers torinesi (vi consiglio di visitare, se ancora non li conoscete, i bellissimi account dei Local Managers @tonick, @zuccaviolina, @luccico e @rodvaveloce), in collaborazione con il Museo di Arte Urbana di Torino (MAU) e con Planet the Smart City.

La passeggiata è partita da Piazza Risorgimento, a due passi da piazza Bernini, la prima piazza smart in Italia, un luogo intelligente arricchito da tanti servizi per i cittadini che coniugano innovazione tecnologica e inclusione sociale.

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Si tratta di un progetto di Planet Idea, sviluppato nell’ambito del bando Torino Living Lab e promosso dalla Città di Torino in collaborazione con la Circoscrizione IV. Rappresenta la dimostrazione, su scala ridotta, del progetto di prima città del futuro che la società italiana sta realizzando in Brasile, a circa 55 chilometri da Fortaleza.

Sono rimasta davvero colpita da questa piazza, la dimostrazione di come uno spazio urbano, per molto tempo quasi abbandonato, possa migliorare ed essere valorizzato grazie ad un progetto che sviluppa e integra innovazioni diverse ma tutte con l’obiettivo di mettere al centro le persone e rendere le città più innovative, vivibili e sostenibili, sia dal punto di vista sociale che ecologico ed economico.

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Tutta la piazza (che è interamente raggiunta dalla rete wi-fi gratuita con cui è possibile scaricare anche la app PlanetAppSquare per accedere a contenuti digitali inediti) è stata ripensata arricchendola di servizi per i cittadini, dall’illuminazione al controllo dei consumi, dai parcheggi alle aree relax.

Solo per farvi alcuni esempi: in Piazza Risorgimento troverete panchine intelligenti in grado di rilevare dati ambientali, di riprodurre musica e dove poter collegare lo smartphone quando è scarico; una palestra outdoor, resistente agli agenti atmosferici, che è in grado di produrre energia attraverso lo sforzo prodotto dai suoi utilizzatori, colonnine per fare segnalazioni o richiedere l’intervento delle forze dell’ordine che funzionano anche come stazione di ricarica per le auto e le biciclette elettriche e poi, ancora, lampioni smart con lampadine a basso consumo che si accendono solo quando tramonta il sole e consentono di aumentare e diminuire l’illuminazione al passaggio delle persone.

Ma non è tutto, potrete trovare anche un parco giochi piccolo ma molto carino, un orto urbano, un’area lounge a disposizione di tutti e un simpatico angolo di bookcrossing, una specie di libera libreria di quartiere, sempre aperta, ospitata in alcune vecchie cabine del telefono (ve le ricordate ancora?!?!).2017-02-12-08-24-33

 

La nostra visita è continuata poi nel cuore di Borgo Vecchio Campidoglio, grazie alla guida del Prof. Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del MAU. Il MAU (diventato nel 2011 ufficialmente una nuova struttura museale cittadina) è il primo museo di arte contemporanea all’aperto in un centro urbano in Italia. È un coinvolgente percorso a cielo aperto tra oltre 140 opere realizzate sui muri di case e piazze del Borgo, visitabile gratuitamente.

Ancora oggi, questo quartiere, che è un autentico gioiello, conserva intatta la sua struttura originaria che ne fa un vero e proprio paese nella città (vie strette, case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, una forte presenza di attività artigianali, commerciali, artistiche, sociali e di intrattenimento).

Il lavoro di rivalutazione del Borgo è iniziato nel 1991 ma è solo qualche anno più tardi, nella primavera del 1995, che si è valutato di allargare la sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte, partendo dalla disponibilità di alcuni proprietari di immobili a concedere le proprie pareti per la realizzazione di opere d’arte, condivise e permanenti.

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Oltre alle opere murali, il percorso include anche le Panchine d’Autore di Piazza Moncenisio, liberamente ispirate a protagonisti dell’arte del Novecento, e la Galleria Campidoglio, una raccolta di oltre trenta installazioni protette da teche di plexiglas, sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio e collocata permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera.

Se volete vedere tutte le bellissime foto scattate durante l’evento, potete andare su Instagram digitando come hashtag principale #instawalkcampidoglio.

2017-02-14 09.54.54.pngPer non perdervi prossimi #instawalk o altri eventi legati al territorio e sul tema della fotografia, mi permetto di suggerirvi di seguire la pagina Instagram di Igerstorino, una community reale e virtuale (che fa capo all’associazione Igersitalia) che ha lo scopo di far scoprire posti nuovi, o comunque poco conosciuti del nostro territorio, di mettere in comunicazione e di valorizzare le capacità dei numerosissimi torinesi appassionati di fotografia e social media.

Marta Pavia, local manager di @igerstorino, sul suo nuovissimo blog descrive molto bene quali sono i cinque ottimi motivi per partecipare a un #instawalk. Posso assicurarvi che è proprio una bella esperienza! 😉

Se siete interessati alla visita guidata del Borgo, vi segnalo che attraverso il sito del MAU è possibile prenotare visite, anche in bici e con artista, gratuite o ad offerta libera.

Inoltre, dallo scorso anno è possibile un percorso per i cittadini con problemi motori. Questa è, senza dubbio, un’ulteriore importantissima opportunità, grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Volonwrite, che organizza itinerari studiati appositamente per le persone con queste difficoltà.

E’ stato un pomeriggio molto piacevole, sono certa che ritornerò presto a fare un giro a Borgo Vecchio Campidoglio, magari per farlo conoscere a parenti o amici o per provare una delle trattorie o dei localini che lo caratterizzano.

E’ una passeggiata che consiglio di fare anche con i più piccoli, che non potranno che rimanere meravigliati dai murales coloratissimi, dalle case che nascondono sorprese e dalle divertenti panchine (qui trovate la mappa del Borgo da stampare).

Complimenti ancora ai ragazzi di @IgersTorino! 🙂

A presto, Elisa

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