A Porta Palazzo per il 15° Worldwide Instameet di Instagram. E’ stato bello far parte di questo cuore!

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
(Platone)

Cos’è per voi la gentilezza? Per me è una forma altissima di intelligenza, di intelligenza sociale, che non c’entra nulla con la bontà o con l’amicizia, né con la semplice cortesia.

Ci vuole intelligenza per essere davvero gentili. Alcuni l’hanno definita una intelligenza del cuore per cercare di spiegare quell’atteggiamento che nasce dal profondo dell’animo e si traduce in gesti concreti positivi.

La gentilezza pura, infatti, va al di là delle cosiddette buone maniere, nasce da una reale disposizione interiore ed è in grado di far cadere resistenze e pregiudizi, di aprire porte che altrimenti resterebbero ben chiuse. Questo perché è certamente più semplice e spontaneo essere gentili con gli amici, con chi si stima e ama o con chi sentiamo più vicino e simile a noi, tutt’altra cosa è essere gentili e solidali con chi ci appare distante o differente.

Proprio la gentilezza, la solidarietà e il rispetto sono stati i temi del Worldwide Instameet che si è appena concluso. Quest’anno, infatti, nel week end del 25 e 26 marzo, siamo stati invitati da Instagram, in ogni parte del mondo, a condividere foto e pensieri su questo bellissimo tema, quanto mai attuale e importante.

A Torino, gli attivissimi local manager di @igerstorino e @igers_piemonte hanno pensato di organizzare lo scorso sabato un evento, anche questa volta totalmente gratuito, alla scoperta del quartiere di Porta Palazzo, senza dubbio uno dei quartieri multietnici più interessanti della città, fortemente caratterizzato dalla presenza del mercato all’aperto più grande d’Europa.

L’evento è stato realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e con l’aiuto delle guide turistiche di Migrantour di Viaggi Solidali, che organizzano itinerari urbani interculturali accompagnati da migranti.

Il punto di ritrovo era la Residenza Temporanea Porta Palazzo Luoghi Comuni (qui il sito), frutto di un progetto di housing sociale promosso dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con l’Ufficio Pio, che offre soluzioni abitative (13 monolocali e 14 bilocali) per un periodo di tempo che va da 1 giorno a 18 mesi a persone con percorsi ed esigenze differenti (lavoratori provenienti da fuori Torino; persone che si recano a Torino per visitare o utilizzare i servizi della città; persone in situazione di emergenza o stress abitativo).

Non conoscevo questo bellissimo progetto che si distingue per almeno due aspetti qualificanti: i prezzi calmierati e il coinvolgimento attivo di chi abita la Residenza.

L’idea è quella di promuovere la conoscenza reciproca e lo scambio, coinvolgendo gli abitanti nell’organizzazione delle attività e nella cura degli spazi comuni. Proprio in questi spazi sono organizzate attività ed eventi aperti a tutti, con un programma ricco e interamente gratuito.

Nel complesso Porta Palazzo Luoghi Comuni sono attivi anche un Tour Operator, un Social CAF e la Pescheria Gallina (che vi consiglio assolutamente, ottima la frittura di pesce!).

Dopo il coffee break di apertura  siamo partiti alla scoperta del quartiere. Porta Palazzo è un crocevia di volti, odori, immagini e sensazioni: attraversando Piazza della Repubblica si passa dal Piemonte al Sud Italia, dalla Romania alla Cina, dal Maghreb al Sud America.

Edmondo De Amicis scriveva che per vederla in tutta la sua bellezza bisogna capitarvi una mattina di sabato, in pieno mercato e che uno Zolà torinese potrebbe mettere lì la scena di un romanzo intitolato Il ventre di Torino.

La nostra guida è stata Mirela, arrivata dalla Romania più di dieci anni fa. Ci ha raccontato che i primi tempi sono stati difficili, soprattutto per la paura di non integrarsi in un ambiente ancora sconosciuto. Pian piano, però, ha trovato lavoro, ha imparato la lingua e ha conosciuto tantissime persone, sia italiane che straniere, che l’hanno aiutata a sentirsi a casa anche qui. Ora ha due lavori che la rendono orgogliosa e felice (la mediatrice interculturale in un ambulatorio e la guida migrante a Porta Palazzo) e si sente italiana quanto rumena.

La passeggiata ci ha portati alla scoperta di sapori e usanze vicine e lontane, grazie ad un itinerario che ha toccato diversi luoghi: le Porte Palatine, uno dei simboli della città; la Galleria Umberto I, nata da una corsia di un vecchio ospedale, oggi un affascinate passage in stile parigino che quasi si nasconde agli sguardi e, una volta trovato, sorprende per la sua bellezza ed eleganza; varie aree del mercato, nonché negozi e spazi aperti a tutti, bellissimi e importanti.

Uno di questi è lo Spazio ZeroSei–La Scatola delle Buone idee, in Via Milano 20, con entrata sulla piazza (ne ho parlato meglio in questo post), nato nel 2014, sempre su iniziativa della Compagnia di San Paolo, allo scopo di arricchire le offerte della nostra città con un luogo dove i bambini di questa fascia d’età potessero trovare un ulteriore spazio per la socializzazione e la sperimentazione.

Con Teo lo frequentiamo con una certa assiduità da diverso tempo, da ultimo in occasione della Festa del papà e poi proprio sabato scorso, quando, nel pomeriggio, abbiamo partecipato al divertente laboratorio a tema: “Volevo un gatto nero”.

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Teo piccolo pittore 😉

Terminata la visita ai locali dello Spazio ZeroSei, ci siamo immersi nel mercato, nella fitta distesa di tende che lo caratterizza che, vista dall’alto, crea un’immagine davvero suggestiva.

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La sensazione è quella di essere sotto un unico, enorme, tendone, completamente avvolti da profumi, colori, volti e voci.

Nella parte di mercato al coperto (sotto la bellissima struttura metallica illuminata dalla frase amare le differenze realizzata, come messaggio di pace, da Michelangelo Pistoletto con luci al neon colorate in 39 lingue del mondo) la nostra tappa è stata una macelleria rumena.

Mirela ci ha parlato dei piatti tipici della sua terra, caratterizzati da sapori intensi e speziati che variano a seconda della regione e sono stati influenzati, nel corso del tempo, dal susseguirsi della presenza di molte popolazioni (latini, germani, turchi, slavi, ebrei, armeni, greci e rom).

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Sotto la tettoia dei contadini abbiamo, invece, conosciuto Gianni Lana, il profeta del peperoncino, una vera istituzione in questa parte di mercato, la cui famiglia da tre generazioni vende a Porta Palazzo i prodotti dell’azienda di Rivalba. A settembre il suo banco è invaso da molte varietà di peperoncini, alcune delle quali sono il frutto di semi donati da clienti di ritorno da viaggi in ogni parte del mondo.

Gianni ci ha fatto conoscere il levistico (dal latino levare, probabilmente perché si riteneva che potesse togliere tutti i mali) anche conosciuto come prezzemolo dell’amoresedano di monte. E’ una pianta erbacea originaria delle montagne dell’Iran che nell’aspetto ricorda il nostro sedano, meno nel gusto che è molto più forte ed incisivo. Il  levistico è l’ingrediente finale di un piatto tipico della cucina rumena, preparato e consumato frequentemente sia in casa che fuori: la ciorba, una zuppa di carne e verdure.

Altra tappa è stata una macelleria marocchina su piazza della Repubblica, all’incrocio con corso Giulio Cesare, dove Mirela ci ha parlato, tra le altre cose, della macellazione tradizionale islamica, della cucina marocchina, degli usi e benefici dell’olio di argan. In questo luogo è infatti possibile trovare, oltre alla carne, moltissime altre cose come diversi tipi di cous-cous, tè e farine speciali, prodotti per il corpo come l’argan, l’acqua di rosa e tutto ciò che serve per fare i tatuaggi all’hennè.

Il punto di arrivo del nostro tour è stata la sala-laboratorio Arcabalenga, dove @Deliveroo_italy (che di recente è sbarcato a Torino!) e @Shopiemonte ci hanno offerto il pranzo e fatto gustare prelibatezze della nostra regione per un momento conviviale rilassante e molto piacevole. E’ stato bello fare nuovi incontri e conoscere dal vivo persone seguite, fino ad ora, solo su instagram! 🙂

 

Anche Arcabalenga è stata una bella scoperta. E’ un’ex osteria che si trova al numero 8 di via San Giovanni Battista de La Salle, sempre nel quartiere di Porta Palazzo.

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da giovanigenitori.it

E’ un ampio locale con una sala, una cucina e un laboratorio. Dal 2011 è gestita dall’associazione di vicinato Fuori di Palazzo come strumento per realizzare gli obiettivi dell’associazione e come spazio a disposizione dei vicini per fare rete e promuovere lo scambio e la condivisione (di oggetti, interessi, competenze, tempo).

 

Il mio piccolo blog è nato soprattutto per condividere informazioni per conoscere e vivere Torino (e non solo) dal punto di vista dei bambini e delle famiglie, pertanto mi fa piacere segnalare che tutte le settimane, di martedì dalle 17 alle 19, Arcabalenga organizza uno spazio bimbi. Se abitate in zona e volete fare un salto, le porte sono sempre aperte!

Prima di salutarvi, vorrei ancora dirvi che se volete vedere le bellissime foto, condivise dagli organizzatori e dagli altri partecipanti all’evento, gli hashtag della giornata sono stati: #WWIM15, #WWIM15TORINO, #eccounagioia). Se siete interessati alle visite di Migrantour, qui potete trovare tutti gli itinerari di Torino.

Ho scoperto, con piacere, che tra le proposte c’è anche Borgo San Paolo, il quartiere in cui vivo praticamente da sempre. Non sarebbe male replicare l’esperienza per conoscere il mio borgo da una prospettiva diversa. 😉

La cosa più bella di questa giornata è stata, senza dubbio, quella di poter vedere questi luoghi noti con occhi nuoviTra l’altro, è una passeggiata molto adatta anche ai bambini, per imparare fin da piccoli a vivere la città, soprattutto alcuni suoi luoghi, con positiva curiosità, apertura e fiducia.

Ah, dimenticavo…se vi va, qui trovate il mio post sul primo evento organizzato da @igerstorino al quale ho partecipato con Teo: l’InstawalkCampidoglio, una passeggiata fotografica alla scoperta di Borgo Campidoglio, una delle zone più originali e creative della città.

Ciao, Elisa

Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell’uomo che quello di essere gentile.
(Ludwig van Beethoven)

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@luccico
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