Il gioco dell’Elfo monello aspettando il Natale. Elf on the Shelf, una tradizione americana.

Passato Halloween è ora di pensare ai preparativi per il prossimo Natale. Da quando c’è Teo il mio entusiasmo è rinato!

Quanto è bello assaporare lentamente l’attesa!

Proprio con questo desiderio nel cuore, da condividere con il mio bambino, l’anno scorso, di questi tempi, avevo iniziato a preparare un calendario dell’Avvento speciale per Teo. Non è stato semplice trovare (senza dilapidare il portafogli) ventiquattro idee molto semplici e carine, adatte alla sua tenera età, da fargli scartare, una al giorno,  fino a Natale, ma ero gasatissima del risultato finale.

Povera illusa, non mi era ancora chiaro quanto la capacità di un nanetto di un anno e mezzo di godere della bellezza dell’attesa fosse esattamente pari alla mia di rinunciare alla pizza per più di una settimana: zero!

Avrei dovuto immaginare che con i bambini il detto “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere” non vale. Vagli a spiegare il senso di avere quei pacchettini per casa, davanti agli occhi e alle manine, e non poterli scartare tutti insieme.

Quest’anno ho pensato a qualcosa di diverso. Di recente sono venuta a conoscenza di un’usanza natalizia molto diffusa negli Stati Uniti, ormai forse troppo commerciale oltreoceano ma comunque carina: la tradizione dell’Elf on the Shelf , cioè l’Elfo sulla Mensola.

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La conoscete? Si tratta di una tradizione piuttosto recente, nata dall’omonimo libro di Carol Aebersold e Chanda Bell  (mamma e figlia), pubblicato nel 2005, nel quale viene svelato ai piccoli lettori il trucco di Santa Claus per scoprire, senza possibilità di errori, i desideri dei bambini per Natale.

La storia è, a grandi linee, questa: un Elfo va a vivere in ogni casa a fine novembre, per la precisione il giorno dopo il Ringraziamento (da noi adattabile al 1° dicembre oppure al giorno dell’Immacolata). L’Elfo viene mandato direttamente da Babbo Natale e di giorno finge di essere un pupazzo; si tratta, in realtà, di uno speciale aiutante di Babbo Natale, un inviato silenzioso con il compito di osservare come vanno i preparativi, annotare le buone azioni e, naturalmente, anche le marachelle dei bambini.

Ogni notte l’Elfo farà ritorno al Polo Nord per raccontare al Vegliardo come è andata la giornata, quali sono i desideri dei piccoli e se si stanno comportando in maniera gentile e generosa.

L’Elfo tornerà poi nella casa che lo ospita ogni mattina prima dell’alba, passando attraverso una piccola porticina, facendosi trovare dai bambini in posizioni sempre diverse. Al risveglio dei bimbi sarà ormai immobile per non perdere i suoi poteri ma ancora “con le mani nel sacco”, alle prese con quello che stava facendo mentre la famiglia riposava. A volte farà degli scherzetti o lascerà una sorpresa per i più piccoli, altre volte, invece, proporrà un’attività da fare insieme, qualcosa di semplice legata al Natale.

Infine, la notte della Vigilia, l’Elfo salirà sulla slitta di Babbo Natale e sparirà fino all’anno successivo.

Ecco qualche spunto…

Il gioco è chiaramente molto libero, lo si può adattare a proprio piacere, secondo le abitudini di famiglia, tuttavia ci sono due regolette: 1) è necessario dare all’Elfo un nome affinché la magia possa iniziare; 2) i bimbi non possono toccarlo prima del 24 dicembre, altrimenti l’Elfo perde i suoi poteri.

C’è solo una regola che si deve seguire cosicché possa tornare ed essere qui l’indomani: per favore, non mi toccare. La mia magia se ne potrebbe andare e Babbo Natale non potrà sentire tutto quello che ho visto o di cui sono venuto a conoscenza.

L’idea dell’Elf on the Shelf mi è piaciuta molto, immediatamente, per la possibilità che offre di iniziare la giornata con una specie di caccia al tesoro, un gioco che, ne sono sicura, arricchirà di ulteriore magia i giorni di attesa del Natale e, diciamola tutta, potrà anche aiutarci a tenere a bada i momenti capricciosi di Teo. 😉

L’Elf on the Shelf originale si può trovare su Amazon, ovviamente vanno bene anche gli Elfi “tarocchi” (se ne trovano per esempio da Tiger, nei mercati o nei negozi ad 1 euro) oppure quelli “fai da te”, tipo questo.

Io ho preferito la versione che vedete sotto, originale ma senza libro abbinato, al più abbordabile prezzo di circa 8 euro anziché 39.

Non avendo voglia di spendere una cifra per il libro originale, ho pensato di farne uno artigianale ed estremamente semplice ma con tutti gli elementi principali della storia. Se vi fa piacere potete scaricarlo liberamente e stamparlo. Io l’ho poi fatto plastificare e rilegare in tipografia. È venuto carino!

Ecco i link:

Elfo-la storia_piccolo amico

Elfo-la storia_piccola amica

Il pupazzo è alto circa 30 cm, ha il faccino in vinile e le mani che si chiudono con il velcro per meglio aggrapparsi agli oggetti. Le gambe e le braccia possono essere piegate e sagomate per fargli combinare un sacco di guai. 😉

Se anche voi volete prendere parte a questa divertente tradizione, che accompagna al Natale con ironia e divertimento, e cercate idee per le attività dell’Elfo, non vi resta che fare una ricerca on line: troverete un sacco di immagini da cui trarre ispirazione. Pinterest rimane sempre la fonte più ricca!

Due super mamme e blogger (Maria Vittoria di @emmeviloves e Verdiana di @verdy75) hanno appena coniato l’hastag di quest’anno, qualora si vogliano condividere su instagram le proprie foto: #elfontheshelfitaly (altri hastag sono #elfontheshelf #tuttipazziperglielfazzi #instamelf etc.).

Ovviamente occorre pensare per tempo alle attività da far fare all’Elfo e prepararsi il necessario per la “caccia al tesoro” quotidiana. Per me anche questo è l’aspetto bello del gioco, una tradizione sicuramente molto lontana dalle nostre, che ho voluto comunque introdurre quest’anno per condividere un gioco che ci consentirà di evadere, per qualche settimana, dalla routine quotidiana e di rallentare i ritmi, prima di iniziare la giornata al nido e a lavoro.

Nell’ideazione un grande aiuto lo offre anche il sito ufficiale, dove è possibile scaricare gratuitamente dei printables davvero carini.

Non vedo l’ora che Teo conosca il nostro nuovo amico, ci sarà da divertirsi! Spero non lo tema come Babbo Natale!

Che ne pensate? Vi piace l’idea?

Ah dimenticavo…ho creato una specie di elf calendar dicembre 2017, lo condivido volentieri se può esservi utile per programmare le attività dell’elfo senza andare in ansia!! 😉

elf calendar

A presto, Elisa

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I miei posti del cuore per un Natale solidale

“Un uomo non è mai così alto come quando si china ad aiutare un bambino”.

Alcuni iniziano a preparare l’albero ad ottobre e altri vorrebbero passare direttamente al 7 gennaio: il Natale o lo si ama o lo si odia (e qui ovviamente non parlo di sentimento religioso).

Io personalmente lo amo!

Per un periodo, in verità, l’ho aspettato con minore partecipazione perché ho perso mia nonna, cui ero molto legata, in maniera improvvisa proprio durante le Feste e per riacquistare la gioia ci ho messo un po’, ma la nascita di mio figlio, devo ammettere, ha contribuito non poco a donarmi nuovo entusiasmo e a rendere ancora più speciale questo periodo dell’anno.

L’anno scorso Teo era piccolissimo, tra l’altro proprio a dicembre avevo appena ripreso a lavorare dopo la maternità, per cui ho avuto minor tempo, rispetto al passato, per dedicarmi ai preparativi e questo mi è dispiaciuto. Ci siamo comunque goduti al massimo il primo Natale con il nostro bambino…emozioni che non si possono dimenticare!

Il Natale per me è attesa e preparativi: pensare ai regali, arricchire i pacchetti, dedicarsi alle decorazioni, fare dolci e biscotti, organizzare incontri per scambiarsi gli auguri.

Il Natale, poi, significa soprattutto riunire la famiglia (anzi le famiglie!) e per una volta all’anno (sigh sigh…per noi è veramente così…) concederci ore insieme senza preoccuparci dell’orologio. Maggiore tempo insieme, senza pensieri e impegni, è proprio la cosa che desidererei di più al mondo!

La Città per le Feste si arricchisce sempre di tanti eventi e iniziative (qui potete trovare tutta la programmazione di A Torino un Natale coi Fiocchi per non perdervi nulla).

In questo post voglio parlarvi dei miei posti del cuore per un Natale solidale.

Da qualche anno, infatti, a dicembre, ci sono tre appuntamenti che mi riempiono di gioia e mi permettono di entrare al meglio nel clima natalizio. Sono ormai appuntamenti fissi che vivo con grande piacere e vorrei condividerli con voi!!

1. Il Mercatino di Natale del Circolo Didattico Coppino

L’edizione di quest’anno, sempre presso la Scuola elementare Coppino di via C. Colombo 36, si terrà nei giorni di sabato 17 e domenica 18 dicembre prossimi.

Non vi posso descrivere a parole l’euforia che si vive varcando la soglia della scuola nei giorni dell’evento e pensare che tutto era partito come un semplice esperimento basato sull’insegnamento dell’importanza del riciclo. In questi oltre 10 anni sono stati raccolti e devoluti più di 200.000 euro a favore dell’UGI (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini), di unfondo di solidarietà per i bambini provenienti da famiglie con difficoltà economiche e di diverse associazioni che lavorano sul disagio.

Il Mercatino di Natale della Coppino è diventato per me un appuntamento imperdibile!

La cosa più bella, oltre al fatto che sei sicuro di acquistare doni per un’ottima causa, sono il coinvolgimento diffuso e l’entusiasmo che si respira: i bambini mettono a disposizione giochi, libri e dvd che non usano più e i lavoretti preparati in classe sotto la guida delle maestre; le mamme e le nonne donano le loro creazioni hand-made come ricami, presine, cuscini, ghirlande, torte e biscotti artigianali; i commercianti del quartiere regalano oggetti di ogni tipo apposta per l’iniziativa (capi d’abbigliamento e accessori, prodotti di erboristeria, articoli per la casa e di bellezza, bijoux, prodotti alimentari, etc.).

Anche prima della nascita di mio figlio, ho sempre acquistato alla Coppino piccoli peluches o bambole di pezza da usare come originali chiudi-pacco per arricchire i doni, nonché decorazioni per l’albero, ghirlande e biglietti di auguri, tutti rigorosamente fatti a mano.

L’anno scorso, poi, ho fatto incetta di giochi e soprattutto di libri, perché, sì, in questo mercatino è possibile scovare anche libri per bambini bellissimi e quasi nuovi per arricchire la libreria di casa.

Se potete fate un salto, i bambini della scuola vi aspettano per una buona causa! ♥

Sabato 17 dicembre 2016 dalle 12 alle 19 e domenica 18 dicembre dalle 11 alle 18 in Via Cristoforo Colombo 36 (quasi angolo Corso Duca degli Abruzzi).

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2. Il Christmas Shop di Paideia

Paideia, da oltre vent’anni, lavora quotidianamente con le famiglie e i bambini con disabilità o in difficoltà, promuovendo progetti innovativi affinché nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bimbo escluso.

Anche quest’anno è aperto il Paideia Christmas Shop in Piazza Solferino 9 con tantissime idee regalo; l’anno scorso, ad esempio, avevo acquistato queste deliziose scatole di biscotti di meliga che erano state molto apprezzate.

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Anche con un solo piccolo acquisto sarà possibile contribuire a un progetto grandissimo: il ricavato verrà interamente destinato alla costruzione della sala dedicata ai laboratori del nuovo Centro Paideia di via Moncalvo (che sarà inaugurato nel 2017). Sarà uno spazio per offrire a tutte le famiglie con bambini con disabilità o malati attività artistiche e culturali, occasioni di svago, socializzazione e intrattenimento, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle, che potranno così partecipare alle attività mentre i familiari sono impegnati nelle terapie.

Il Christmas Shop di Paideia è molto noto e apprezzato in città, non ha certo bisogno del mio minuscolo blog, ve ne parlo, però, per testimoniare con le parole di una nostra cara amica il valore dell’iniziativa e cosa significhi l’associazione per tante famiglie:

“Per noi Paideia è stato conoscere un mondo che prima non ci apparteneva e vedere tante famiglie con problemi simili al nostro ci ha aiutati ad andare avanti nella vita di tutti giorni. E’ come una grande famiglia che accoglie tutte le famiglie con vari problemi di disabilità. Quando siamo con loro e con tutti quelli che fanno parte dell’associazione mi sembra che la mia bimba sia uguale a tutti gli altri bambini, mi sembra di entrare in un bellissimo film delle favole e a volte vorrei fermare  il tempo.”

Mi emoziono quando leggo queste parole e penso a quanto sono fortunata perché le mie difficoltà quotidiane sono proprio poca cosa.

Se capitate dalle parti di Piazza Solferino fate un salto al Paideia Christmas Shop!

E’ aperto tutti i giorni, weekend compresi, fino al 23 dicembre dalle 10,30 alle 19,30.

3. La Vetrina di Natale di InGenio

InGenio è una bottega gestita dal Comune di Torino in Via Montebello 28b, a pochi passi dalla Mole Antonelliana.

E’ nata anni fa, da un progetto del Servizio Disabili della Direzione Politiche Sociali della Città di Torino, come luogo per sostenere le attività artigianali e artistiche realizzate all’interno dei servizi operanti sul territorio cittadino (i laboratori dei centri diurni e residenziali gestiti dal Comune attraverso le Circoscrizioni, dalle Cooperative sociali, dalle Associazioni di Volontariato e dalle Fondazioni).

L’obiettivo di InGenio è rendere visibili le abilità delle persone con diverse fragilità, coinvolgendo giovani ma anche adulti, permettendo loro di esprimersi attraverso la manualità e la creatività.

Il ricavato della vendite è ripartito tra gli artisti-artigiani disabili e alcuni progetti di solidarietà nazionali e internazionali.

La scorsa domenica c’è stata la Festa per la 16° Vetrina di Natale (le foto nella galleria qui sotto le ho scattate proprio in questa occasione) ma, in realtà, la bottega di InGenio è aperta tutto l’anno.

Nel corso del tempo ho acquistato qui diverse cosine di legno, ceramica e cartapesta, molte delle quali arredano ancora la nostra casa.

InGenio è anche un luogo di aggregazione attraverso l’organizzazione di laboratori (qualche anno fa ho partecipato ad uno stage per la realizzazione di maschere di carnevale per bambini e ad uno per la creazione e decorazione di fischietti di terracotta).

Al momento è attivo il progetto Diritto e Rovescio (riprenderà  a gennaio dopo le Feste): ogni giovedì dalle 11 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30 è possibile incontrarsi (anche se non si è esperti e si vuole imparare) per trascorrere un momento di relax e condivisione lavorando insieme ai ferri o all’uncinetto, è sufficiente portare un gomitolo di lana e gli arnesi del mestiere. L’unico contributo richiesto è la donazione al progetto di un quadrato di maglia di 25×25 cm.

Si tratta di un’occasione unica per essere artisti per un giorno e contribuire a realizzare una lunghissima sciarpa che, a quanto pare, servirà nientepopodimeno che a riscaldare la Mole Antonelliana in occasione della prossima giornata contro la violenza sulle donne (per informazioni sul progetto potete chiamare il numero 011-883157).

Guardate qui il “prototipo“…bellissimo, no?!!

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Se nei prossimi giorni passate dalle parti della Mole fate un salto alla bottega di InGenio, sono sicura che troverete qualche piccolo dono originale (manufatti a tema natalizio, decorazioni, oggetti per la casa e per gli amici animali, bijoux, creazioni fatte con la lana, etc.) sapendo che non sarà un semplice oggetto, ma molto di più! ♥

Tutti i giorni (anche festivi e domeniche fino a Natale) fino alle 19,00/19,30 in Via Montebello 28b.

A prestissimo e che il clima natalizio si impossessi di noi!!! 😉

Elisa

L’inaugurazione de“Il Sogno del Natale” di Torino. La nostra esperienza!

Se ci diamo la mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno

Manca meno di un mese al Natale e il Babbo pancione ha già iniziato a leggere le prime letterine, tutto arzillo e impegnato ad organizzare la grande spedizione del 24 dicembre.

Portare i regali a tutti i cuccioli del mondo (senza sbagliare!) non è mica una cosa da poco!

Grazie al pensiero di due care amiche, ieri sera abbiamo avuto l’occasione di vivere questa atmosfera, frizzante e gioiosa, visitando in anteprima “Il Sogno del Natale, il tanto atteso Villaggio di Babbo Natale che Torino ospita per la prima volta quest’anno dal 1° dicembre all’8 gennaio prossimi in Piazza d’Armi, a pochi passi dal Pala Alpitour.

L’inizio, devo ammettere, non è stato dei migliori dal momento che, a quanto pare per controlli sull’agibilità da parte del Comune (proprio la sera dell’inaugurazione??!!!?!!), abbiamo atteso al freddo per quasi un’ora. Per fortuna i bimbi (Teo e il suo cuginetto) erano ben vestiti e al caldo nei passeggini e questa partenza, non proprio idilliaca, è stata presto dimenticata.

Non vi nascondo che, nonostante i 38 anni suonati, ero emozionata anche io come una bimba, vedere poi gli occhi curiosi di Teo mi ha riempita di tenerezza.

Essendo la sera dell’inaugurazione abbiamo potuto godere degli spazi e dei giochi per oltre due ore, ma con l’apertura al pubblico la visita durerà circa mezz’ora (indicativamente 25 minuti durante i festivi e i fine settimana e 35 durante i giorni feriali).

Il percorso all’interno del Villaggio che ospita il Quartiere generale di Babbo Natale e dei suoi amici Elfi è al chiuso, ha inizio con il Corridoio degli Antenati, una galleria con simpatici ritratti (e qualche incursione in dipinti famosi) e prosegue con un grandissimo Ufficio Postale, dove i bambini possono trovare tutto l’occorrente per scrivere e imbucare le letterine dei desideri.

Proseguendo si arriva al salone più suggestivo: la Fabbrica dei Giocattoli, uno spazio grandissimo (con ingranaggi che si muovono e rulli che scorrono) animato da buffi Elfi giocolieri e pieno zeppo di giochi per tutte le età.

Teo si è divertito come un pazzo a curiosare in giro e a giocare con tutto ciò che trovava (la cucina in legno, un piccolo pianoforte a coda, le piste di legno per i trenini, macchinine e animaletti cavalcabili…). Insomma, ho dovuto prenderlo di peso per proseguire la visita, dopotutto ci attendeva ancora Babbo Natale in persona!!🙂

Le ultime due sale sono quelle più intime del Quartiere generale: la stanza con il grande cannocchiale per osservare il cielo e il camino per riscaldarsi, ma, soprattutto, la Camera da notte con il grande letto a baldacchino (si può salire sopra per fare le foto tra cuscini e peluches).

Proprio qui abbiamo scovato Babbo Natale e diciamo che…l’incontro non è stato dei migliori! Teo ha iniziato subito a piangere impaurito, sebbene il gentile vecchietto abbia provato di tutto per consolarlo. 🙂

Finito il momento tragedia, siamo usciti fuori a curiosare. L’area all’esterno è occupata da una piccola pista di pattinaggio, da alcuni stand di streetfood e, soprattutto, dalle Scuderie delle Renne dove è possibile farsi immortalare sulla grande Slitta di Babbo natale carica di pacchi regalo.

Ma non è finita qui: sempre all’esterno una delle attrazioni principali sarà lo chapiteau, una sorta di tenda da circo sotto la quale artisti e giocolieri di fama internazionale metteranno in scena esibizioni circensi e musicali per grandi e bambini.

Dando un’occhiata alla programmazione credo che per Teo siano spettacoli ancora poco adatti (del resto si sa, la concentrazione di un terremoto di un anno e mezzo è “cosa breve”, pari soltanto alla mia davanti ad un problema di trigonometria!) ma penso che alcuni potrebbero diventare un’ottima idea regalo (che ne pensate di “Sconcerto d’amore. Le acrobazie musicali di una coppia in disaccordo”? Mi ispira parecchio!).

Lo scopo della manifestazione è quello di “tenere viva la magia del Natale nel cuore di ogni bambino”, portando in scena ambientazioni, personaggi e attività in grado di regalare un’esperienza unica e indimenticabile. Dal mio punto di vista, l’obiettivo è stato raggiunto!

Ci sarebbe ancora qualche dettaglio da migliorare nell’organizzazione, tuttavia l’impressione finale è positiva. La struttura, tutta in legno, è molto carina, accogliente e suggestiva, traspare subito, a differenza di altri allestimenti simili, una grande cura per le ambientazioni e per i dettagli (del resto si sono occupati del progetto Carmelo Giammello, già scenografo del Teatro Stabile di Torino, e l’artista Richi Ferrero).

Le informazioni sugli orari, i prezzi e i modi per arrivare sono reperibili sul sito http://www.ilsognodelnatale.it/, il mio post vuole solo condividere con voi la nostra esperienza e qualche altra informazione utile qualora pensiate di fare un salto a salutare Babbo Natale nei prossimi giorni. 🙂

Come vi dicevo, la visita del Quartiere Generale è al coperto, quindi pioggia o neve non saranno un problema, i passeggini possono circolare tranquillamente, del resto l’evento è pensato proprio per le famiglie, tuttavia con i neonati o i bimbi molto piccoli vi consiglio, se possibile, la fascia o il marsupio, soprattutto nei giorni di maggior affluenza, come quelli festivi e durante i week end, quando il passeggino sarebbe solo un fastidioso ingombro (noi li abbiamo parcheggiati in un angolino della Fabbrica dei giocattoli, vicino alla scala, e nessuno ci ha detto di spostarli).

I bagni sono soltanto all’esterno (non riscaldati!), alcuni vicini all’ingresso e altri di fronte alla pista di pattinaggio. Al momento sul percorso non è previsto un punto nursery per il cambio pannolino (mi è stato detto, però, che avrebbero provveduto al più presto).

Le casette-ristoro (tranne una piccola caffetteria) sono all’aperto, c’è anche un’area food con panche e tavoli ma anche questa è all’aperto.

Tutta l’area è accessibile ai visitatori con disabilità, che hanno diritto ad un biglietto omaggio per un accompagnatore.

Spero che il post vi sia piaciuto, a prestissimo!

Elisa