Sei forte Papino!

Domenica 19 marzo è alle porte. La Festa di San Giuseppe, il papà di tutti i papà.

Il nostro è un pochino giù in questi giorni, con alcuni pensieri che lo rendono meno positivo del solito, quindi vogliamo assolutamente fargli una bella sorpresa: un piccolo regalino, una colazione da gustare senza fretta e una intera giornata da vivere insieme, approfittando del fatto che sarà a casa dal lavoro! 🙂

Ecco di seguito qualche idea, che vorrei condividere, se anche voi state pensando in questi giorni a qualcosa di carino e dolce per far felici i vostri paponi.

1) Cominciamo dalla colazione, anzi dalla coccolazione, come ha scritto Ornella Sprizzi (su instagram @mammamatta) sul suo bellissimo e apprezzato blog, ricco di creatività e umorismo. Ha appena pubblicato un post con dei printables deliziosi da scaricare gratuitamente (li trovate quiper organizzare un breakfast dolcissimo.

Noi li abbiamo già stampati (tanto il papà ha il telefono fuori uso e non ci legge 😉 ) e non vediamo l’ora di vedere la sua faccia domenica prossima al risveglio.

2017-03-14 11.08.33.pngEcco qui sotto le foto pubblicate da Ornella…bellissima idea, vero?! Basta solo armarsi di forbici, colla e amore! 😉

2) Un libro da completare e regalare. Ad esempio Io e Te, papà di Olimpia Ruiz di Altamirano, un’autrice di libri per bambini, storie buffe e album d’ispirazione Montessori che ho scoperto da poco (qui il suo blog).

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E’ un libro/album che lascia molto spazio all’immaginazione dei piccoli, chiamati a disegnare dentro cornici colorate. Non ha illustrazioni in bianco e nero da colorare perché l’importante, in questo caso, non è stare dentro i bordi ma creare un regalo unico. Per bimbi dai 3 anni. Lo trovate su Amazon.

3) Due libri da sfogliare, leggere insieme e amare.

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Non si incontravano mai di Mauro Mongarli e Claudia Carieri è un un libro speciale, i protagonisti sono un papà e una bambina che si inseguono, attraverso le pagine, senza incontrarsi. Incontrano, però, ombrelli e papere, alberi di Natale e automobiline, elefanti e trenini, note musicali e tartarughe, pesci, orologi, farfalle, scarpe e tante altre cose che fanno parte del loro mondo, reale e immaginario. Ma la vita che abitano insieme, ognuno nel proprio mondo adulto o bambino, è così bella e strana che, alla fine, l’inseguimento diventa un gioco. Un libro con parole per grandi e immagini per piccolissimi (da 0 a 6 anni). Per stare vicini e volersi bene, ognuno curioso delle differenze dell’altro.

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P di papà di Isabel Minhós Martins e Bernardo Carvalho si sviluppa nella forma del dialogo tra un bambino, o una bambina, e il suo papà. Già la copertina è dolcissima!! Chi è il papà? Un abile trasformista, capace di passare velocemente da angelo custode a nascondiglio perfetto, da dottore a tunnel. Il papà è un impareggiabile attrezzo multiuso, utilissimo per fare milione di cose: volare, scalare, giocare, cavalcare, ascoltare. Questo libretto è una raccolta affettuosa di tutti i papà che possono abitare in un uomo. Per padri e cuccioli. 😉

Entrambi i libri fanno parte del catalogo di Topipittori, una casa editrice specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi. Se volete acquistarli on line o in libreria trovate qui tutte le informazioni. Date un’occhiata al sito, davvero bello e ricco di spunti per leggere insieme! 😉

4) Un barattolo delle coccole. Non un’idea originale (su internet trovate diverse versioni anche con altri nomi) ma comunque molto carina. Noi abbiamo personalizzato il barattolo con pensieri divertenti e dolci che, sono sicura, faranno sorridere ed emozionare il nostro papino, sono coccole per l’umore da leggere quando ne sentirà maggiormente il bisogno, magari a lavoro. 😉

Se avete bimbi che scrivono, l’etichetta e i pensierini da inserire nel barattolo potranno essere realizzati direttamente da loro. Teo è ancora piccolino, così ho deciso di utilizzare Canva per realizzare il tutto (mi sta piacendo un sacco questo strumento, gratuito e velocissimo, per creare grafiche semplici e carine).

Ecco l’etichetta e alcuni dei bigliettini coccola creati per l’occasione…😉

Erica Burcham

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Che ne dite?!? Carini, vero?!!

Oltre ai pensierini, nel barattolo metteremo anche qualche cioccolatino. Non fanno mai male!! 😉

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Lavori in corso

Non mi resta che salutarvi e fare un augurio a tutti i papà, più o meno giovani! Godiamo della loro presenza ogni istante!

A presto, Elisa

Per costruire, giocando, un mondo di pari opportunità.

Il gioco è una cosa seria.

Anzi, tremendamente seria.
(Jean Paul)

Quando bambine e bambini giocano sono impegnati in un’attività serissima che spesso noi adulti non cogliamo fino in fondo. Giocando, sviluppano competenze cognitive ed emotive e si preparano al loro futuro di donne e uomini.

Teo, come tutti i bimbi della sua età, si diverte con gli oggetti più diversi, gioca con tutto ciò che trova a disposizione. Ama giocattoli, per così dire, “tipicamente maschili” come trenini, macchinine, etc, ma gioca molto volentieri anche con un piccolo bambolotto (regalo della cuginetta Bibi) al quale spesso cambiamo il pannolino o facciamo il bagnetto, un carrello della spesa che adora riempire e svuotare in ogni angolo della casa, una scopa e un aspirapolvere con cui pulisce i pavimenti e, da ultimo, una piccola cucina di legno ricevuta da poco dai nonni e che già ama moltissimo.

Questo post nasce, quindi, da alcune riflessioni sul tema del gioco e sugli sforzi per superare, anche in tale ambito, gli stereotipi di genere (e non solo) che impediscono ai più piccoli di crescere in modo completamente libero. 

Vorrei condividere con voi alcune proposte davvero molto interessanti per giocare e leggere senza stereotipi.

E’ vero che oggi non ci sono più enormi differenze, come in passato, tra l’educazione di un maschio e quella di una femmina ma, anche se l’educazione tende ad essere, per così dire, unisex, le dichiarazioni di principio vengono spesso, in realtà, contraddette da quelle che sono le aspettative più profonde e inconsce.

Non voglio generalizzare, né passare per pressapochista, ma credo che tutti tendiamo a lanciare ai nostri bimbi, senza farci troppa attenzione, messaggi “tradizionali”.
Anche nella scelta di giocattoli, fiabe e cartoni animati si tende a condizionare precocemente i bambini ad assumere un ruolo “maschile” o “femminile” nel senso più tradizionale del termine. L’industria e il marketing dei giocattoli ne offrono esempi lampanti: il mondo dei piccoli è suddiviso in rosa e azzurro, con tipologie di giochi che, molto spesso, prevedono ancora giochi “attivi” e di abilità cognitive per i maschi e giochi “passivi” e di cura per le femmine.

Enfatizzare troppo queste distinzioni contribuisce, però, a rafforzare stereotipi di genere nell’immaginario collettivo e a trasmettere alle nuove generazioni una serie di vincoli o, comunque, di condizionamenti mentali, che frenano la loro possibilità di crescere sviluppando talenti personali e originali.

Il mondo adulto ha, pertanto, una responsabilità enorme in questo processo.

Tutto dipende dall’esempio che trasmettiamo, fermo restando che parlare di uguaglianza e parità non significa assolutamente annullare le differenze tra maschi e femmine, né agire sull’identità di genere. Maschi e femmine sono diversi, ma le loro differenze non sono determinate dagli stereotipi e dalle categorie sociali.

Nel mio piccolo, cerco di fare molta attenzione ai messaggi che trasmetto al mio bambino. Desidero che Teo sperimenti e giochi con qualunque cosa attiri la sua attenzione e fantasia, senza preconcetti e limitazioni.

Sarebbe davvero bello riuscire a trasmettere alle bambine e ai bambini la possibilità di immaginare per sé ruoli più ampi, al di là degli stereotipi di genere che ancora (è innegabile!) imperversano, affinché sperimentino senza preclusioni, per crescere in modo più armonioso e rispettoso.

I bambini, se lasciati liberi di esprimersi ed esplorare, giocherebbero mettendo in campo tutti i colori della loro personalità, sia le componenti maschili che quelle femminili, esprimendo sia gli aspetti di tenerezza che di aggressività. Spazierebbero dal divertirsi con le bambole a improvvisare una guerra, senza preoccuparsi di ruoli o identità di genere.

Leggevo da qualche parte e condivido che la vera rivoluzione nell’attitudine educativa di noi genitori e insegnanti dovrebbe essere quella di cercare di valorizzare nel bambino proprio quelle differenze che rappresentano la sua individualità di persona, indipendentemente dal sesso e dalle aspettative degli adulti.

Come vi dicevo, vorrei ora condividere con voi alcuni suggerimenti, davvero belli e originali, che ho scovato on line per giocare e leggere senza stereotipi.

Iniziamo dai giochi di Pariqual (Equal Opportunity Games) di Barbara Imbergamo.

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Nel 2013, con un crowdfunding molto fortunato, è nato questo progetto per provare a costruire giochi divertenti e educativi, affrontando in maniera leggera e delicata il tema delle differenze di genere, ma non solo.

L’idea è di offrire a bambine e bambini giochi per familiarizzare con leggerezza con temi che i grandi discutono solo in modo difficile, contribuendo a superare le divisioni tra nazionalità, a mettere in discussione gli stereotipi di genere, a dare spazio alle diverse tipologie familiari e preferenze sessuali che popolano il nostro mondo.

Tra i personaggi di Pariqual non ci sono principi e principesse, ma bambine e bambini differenti per aspetto e colori, donne e uomini che svolgono i mestieri più disparati (esploratrici ed esploratori, ruspisti e ruspiste…), famiglie multiculturali e tanto altro.

Vi segnalo, in particolare, Paridù e Paricard.

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Paridù è un gioco di ritagli e calamite, consigliato a partire dai 3 anni, che ribalta gli stereotipi di genere ed etnici e propone, sia alle bambine che ai bambini, due scenari di gioco differenti (un cantiere e una cucina) e offre l’occasione per vedere che non ci sono giochi da femmina e da maschio ma semplicemente giochi. (Prezzo circa 10 euro).

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Paricard è un gioco di carte per divertirsi da soli o in compagnia. Sono carte che raccontano la parità e lo fanno con naturalezza, offrendo a bambine e bambini immagini e parole che siano da spunto per inventare storie, per lo più assurde e divertentissime. La loro particolarità sono i personaggi che aprono sguardi sulle tante sfaccettature del mondo, proponendo figure inclusive e positive. (Prezzo circa 15 euro)

I giochi di Pariqual sono immaginati, disegnati e prodotti in Italia; se siete interessati ad acquistarli, qui potete trovare tutte le modalità.

Molto interessante è anche Il Gioco del Rispetto, nato nel 2013, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università degli studi di Trieste, come progetto dedicato alle scuole dell’infanzia, ma sviluppatosi ben presto anche per rispondere alle richieste delle famiglie, che volevano avere per sé e per i propri figli e figlie uno strumento per giocare e parlare di pari opportunità.

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Dal 2016 è, quindi, disponibile la versione Home edition, che contiene tre proposte di gioco per bambine e bambini dai 3 ai 7 anni:

– la storia di Red & Blue, per immaginare rapporti solidali tra generi, in cui ognuno è libero di seguire il proprio talento (12 tavole illustrate, due amici, un maschio e una femmina che affrontano un cammino avventuroso aiutandosi a vicenda, al di là degli stereotipi);
– il memo dei mestieri, per imparare che uomini e donne hanno pari opportunità di fare le stesse cose anche se sono diversi tra loro (un gioco di memoria visiva che abbina 20 coppie di maschi e femmine che svolgono lo stesso mestiere);
– il puzzle double face, per scoprire che “un astronauta” può anche avere l’apostrofo  😉
(35 pezzi compongono da un lato la figura di un astronauta maschio e dall’altro la figura di un’astronauta femmina. E fino all’ultimo non si sa mai quello che verrà fuori).

Il Gioco del rispetto si può acquistare online oppure, a Torino, presso la Libreria Linea 451 di Via Santa Giulia 40/a.

Vorrei ancora parlarvi di altri due strumenti ludici per l’educazione di genere che mi sono stati segnalati: Ciao Maramao e Conosci Andrea?.

 

Questi due giochi sono stati progettati a Lucca nel 2008 dalla Dr.ssa Giuseppina Diamanti (psicologa, psicoterapeuta ed insegnate) nell’ambito del progetto Gioca la Differenza. Scegli l’opportunità, al fine di promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle differenze tra pari, nell’infanzia e nella prima adolescenza. Entrambi mirano a contrastare la formazione di pregiudizi e stereotipi basati sulle differenze tra maschi e femmine. Obiettivi educativi dei due giochi sono sviluppare, attraverso il divertimento, una maggiore consapevolezza dei meccanismi di comunicazione, nonché atteggiamenti costruttivi e collaborativi.

Ciao Maramao è un divertente gioco di carte destinato a gruppi di bambini e bambine dai 5 agli 8 anni. È composto da 96 tessere che ritraggono bambine e bambini intente/i in attività differenti (curare un cucciolo, leggere, giocare all’aria aperta, sistemare fiori, etc..). Il gioco è concepito come una sorta di domino delle differenze.

Conosci Andrea? è, invece, un gioco cooperativo coinvolgente pensato per bambini della scuola primaria, dagli 8 anni in su. Nucleo centrale del gioco è la plancia sui cui è disposto un percorso immaginario che si chiama la città dei bambini  su cui si possono trovare alcuni edifici (la scuola, la biblioteca, il ristorante…), alcuni luoghi (il parco, la spiaggia…) e incontrare alcune persone. I luoghi e i personaggi che si incontrano permettono ai partecipanti di avere degli indizi per capire chi sia Andrea. Le carte rappresentano diverse professioni al maschile e al femminile: Andrea, infatti, è un nome che si presta all’uno e all’altro sesso. Oltre alle carte-personaggi il gioco è corredato da una serie di carte imprevisto: sono delle vere e proprie ingiustizie dove l’arbitrarietà vince sul diritto (perdite motivate da discriminazioni, momenti in cui si nega il rispetto a qualcun altro su basi arbitrarie etc…). Queste carte hanno lo scopo di mettere in luce la scorrettezza di un comportamento basato su un pregiudizio o uno stereotipo e, di conseguenza, educare al rispetto delle differenze.

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Se, come famiglie o insegnanti, siete interessati a questi due giochi, vi consiglio di scrivere direttamente a Giuseppina, questa è la sua pagina facebook:https://www.facebook.com/giuseppina.diamanti?fref=tsSarà disponibile e felice di rispondere ad eventuali domande e di farvi conoscere ancora meglio le sue due creature. 😉

Per concludere, voglio parlarvi di Scosse, un’associazione di promozione sociale nata nel 2011 a Roma grazie ad una start-up dell’università di Tor Vergata, che si propone di contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico aperto, partecipato e solidale, contro ogni esclusione sociale. Tra le altre cose, Scosse si propone di diffondere, già dalla primissima infanzia, l’educazione al rispetto delle differenze e alla decostruzione degli stereotipi.

Curiosando nello spazio Leggere Senza Stereotipi, desidero segnalarvi solo qualche titolo tra quelli che hanno catturato maggiormente la mia attenzione. Il loro archivio bibliografico è molto ricco, frutto del lavoro quotidiano di formatori, insegnanti e altre figure professionali che lavorano a contatto con la fascia di età 0-6 anni.

Sono idee per creare una piccola biblioteca casalinga che contribuisca ad insegnare ai più piccoli a leggere il mondo in modo più libero.

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dal sito di Scosse

C’è qualcosa di più noioso di una principessa rosa?

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Carlotta era una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa… Ma Carlotta era arcistufa del rosa! Voleva vestire di rosso, verde, giallo e violetto e non aveva alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro. La sua perseveranza riuscirà a rendere le principesse libere di correre, giocare e vivere avventure come gli altri personaggi e vestirsi come gli pare? Età di lettura: dai 3 anni.

Piselli e Farfalline. Son più belli i maschi o le bambine?

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Della differenza – ormai l’avrai capita- non possiamo fare senza! Perché serve alla vitaUn libro che spiega in maniera semplice e divertente, senza mai scadere nel didascalismo o nella volgarità, che è bello essere maschi come essere femmine, che le femmine e i maschi possono fare le stesse cose, che hanno abiti ed abitudini diverse ma l’unica grande differenza tra loro sta nel corpo. Un libro per tutti quei genitori di bambini che sono alla scoperta del loro corpo. Adatto dai 4/5 anni.

Andiamo papà!

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Un libro molto divertente per leggere senza stereotipi. E’ la storia di un ragazzino, Jo Junior, che vive con il papà. Una mattina il papà lo invita a pesca. Come ogni bambino felice, si veste, si pettina, si lava in un baleno e inizia a sollecitare il padre con inistenza (Andiamo papà!) ma il papà non è ancora pronto. Prima devono fare la colazione, lavare i piatti, passare l’aspirapolvere, pulire la casa, preparare il pranzo…e mentre il papà si dà un gran da fare, Jo stufo decide di sparire. Inizia così una piccola odissea circolare che da una nocciolina lo porta nello stomaco di una gallina, di un lupo e di un pesce gatto, fino ad essere salvato dal suo papà.
Un libro che parla di una famiglia monogenitoriale e insegna ai nostri bambini che fare le pulizie di casa non è un’attività esclusivamente femminile, perché anche gli uomini possono aiutare senza doversi vergognare di nulla. Età di lettura: dai 3/4 anni.

piccolo blu e piccolo giallo

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Un classico per l’infanzia, pubblicato nel 1959 e letto da generazioni di bambini.  E’ la storia di una grande amicizia tra due macchie di colori; dal loro abbraccio nascerà qualcosa di nuovo e sorprendente. Un libro che è una meraviglia: racconta, disegna e insegna l’uguaglianza e l’amicizia, con gioia e tenerezza. Dai 2/3 anni.

 Io e Te 

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Vorrei tanto essere come te! E io vorrei tanto essere come te! Coniglietto vorrebbe assomigliare a Porcellino e viceversa. Ma mentre si sforzano di assomigliarsi, i due amici scoprono di piacersi proprio così come sono! La storia ha un grande messaggio da trasmettere: la nostra bellezza sta nell’essere diversi e unici. Un libro sull’amicizia e la valorizzazione delle differenze. Età di lettura: dai 2/3 anni

Seguimi! (una storia d’amore che non ha niente di strano)

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SEGUIMI in questo lungo viaggio e capirai quanto è straordinaria l’ovvia irrazionalità dell’amore puro. Un grande elefante con nei violetti e una piccolissima formica con il vitino da vespa si vogliono bene: che cosa c’è di strano? La straordinaria normalità dell’amore, oltre le differenze, narrata ai bambini con una storia semplice, surreale e meravigliosa. Una fiaba d’amore insolita, ma con tutti gli elementi che l’accomunano alle altre storie d’amore. Dai 4/5 anni ma anche per i grandi dal cuore tenero! 😉

Da quel giorno,

in una conchiglia

che sta sul fondo di una bottiglia,

che sta sul bordo di un cammino,

che sta nascosto dentro un cestino,

che dentro un formicaio resta,

perso nel mezzo della foresta…

una formica nera e un elefante grigio

vivono un amore (con vitino di vespa e nei violetti)

CHE NON HA NIENTE DI STRANO!

A presto, Elisa 🙂

I miei posti del cuore per un Natale solidale

“Un uomo non è mai così alto come quando si china ad aiutare un bambino”.

Alcuni iniziano a preparare l’albero ad ottobre e altri vorrebbero passare direttamente al 7 gennaio: il Natale o lo si ama o lo si odia (e qui ovviamente non parlo di sentimento religioso).

Io personalmente lo amo!

Per un periodo, in verità, l’ho aspettato con minore partecipazione perché ho perso mia nonna, cui ero molto legata, in maniera improvvisa proprio durante le Feste e per riacquistare la gioia ci ho messo un po’, ma la nascita di mio figlio, devo ammettere, ha contribuito non poco a donarmi nuovo entusiasmo e a rendere ancora più speciale questo periodo dell’anno.

L’anno scorso Teo era piccolissimo, tra l’altro proprio a dicembre avevo appena ripreso a lavorare dopo la maternità, per cui ho avuto minor tempo, rispetto al passato, per dedicarmi ai preparativi e questo mi è dispiaciuto. Ci siamo comunque goduti al massimo il primo Natale con il nostro bambino…emozioni che non si possono dimenticare!

Il Natale per me è attesa e preparativi: pensare ai regali, arricchire i pacchetti, dedicarsi alle decorazioni, fare dolci e biscotti, organizzare incontri per scambiarsi gli auguri.

Il Natale, poi, significa soprattutto riunire la famiglia (anzi le famiglie!) e per una volta all’anno (sigh sigh…per noi è veramente così…) concederci ore insieme senza preoccuparci dell’orologio. Maggiore tempo insieme, senza pensieri e impegni, è proprio la cosa che desidererei di più al mondo!

La Città per le Feste si arricchisce sempre di tanti eventi e iniziative (qui potete trovare tutta la programmazione di A Torino un Natale coi Fiocchi per non perdervi nulla).

In questo post voglio parlarvi dei miei posti del cuore per un Natale solidale.

Da qualche anno, infatti, a dicembre, ci sono tre appuntamenti che mi riempiono di gioia e mi permettono di entrare al meglio nel clima natalizio. Sono ormai appuntamenti fissi che vivo con grande piacere e vorrei condividerli con voi!!

1. Il Mercatino di Natale del Circolo Didattico Coppino

L’edizione di quest’anno, sempre presso la Scuola elementare Coppino di via C. Colombo 36, si terrà nei giorni di sabato 17 e domenica 18 dicembre prossimi.

Non vi posso descrivere a parole l’euforia che si vive varcando la soglia della scuola nei giorni dell’evento e pensare che tutto era partito come un semplice esperimento basato sull’insegnamento dell’importanza del riciclo. In questi oltre 10 anni sono stati raccolti e devoluti più di 200.000 euro a favore dell’UGI (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini), di unfondo di solidarietà per i bambini provenienti da famiglie con difficoltà economiche e di diverse associazioni che lavorano sul disagio.

Il Mercatino di Natale della Coppino è diventato per me un appuntamento imperdibile!

La cosa più bella, oltre al fatto che sei sicuro di acquistare doni per un’ottima causa, sono il coinvolgimento diffuso e l’entusiasmo che si respira: i bambini mettono a disposizione giochi, libri e dvd che non usano più e i lavoretti preparati in classe sotto la guida delle maestre; le mamme e le nonne donano le loro creazioni hand-made come ricami, presine, cuscini, ghirlande, torte e biscotti artigianali; i commercianti del quartiere regalano oggetti di ogni tipo apposta per l’iniziativa (capi d’abbigliamento e accessori, prodotti di erboristeria, articoli per la casa e di bellezza, bijoux, prodotti alimentari, etc.).

Anche prima della nascita di mio figlio, ho sempre acquistato alla Coppino piccoli peluches o bambole di pezza da usare come originali chiudi-pacco per arricchire i doni, nonché decorazioni per l’albero, ghirlande e biglietti di auguri, tutti rigorosamente fatti a mano.

L’anno scorso, poi, ho fatto incetta di giochi e soprattutto di libri, perché, sì, in questo mercatino è possibile scovare anche libri per bambini bellissimi e quasi nuovi per arricchire la libreria di casa.

Se potete fate un salto, i bambini della scuola vi aspettano per una buona causa! ♥

Sabato 17 dicembre 2016 dalle 12 alle 19 e domenica 18 dicembre dalle 11 alle 18 in Via Cristoforo Colombo 36 (quasi angolo Corso Duca degli Abruzzi).

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2. Il Christmas Shop di Paideia

Paideia, da oltre vent’anni, lavora quotidianamente con le famiglie e i bambini con disabilità o in difficoltà, promuovendo progetti innovativi affinché nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bimbo escluso.

Anche quest’anno è aperto il Paideia Christmas Shop in Piazza Solferino 9 con tantissime idee regalo; l’anno scorso, ad esempio, avevo acquistato queste deliziose scatole di biscotti di meliga che erano state molto apprezzate.

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Anche con un solo piccolo acquisto sarà possibile contribuire a un progetto grandissimo: il ricavato verrà interamente destinato alla costruzione della sala dedicata ai laboratori del nuovo Centro Paideia di via Moncalvo (che sarà inaugurato nel 2017). Sarà uno spazio per offrire a tutte le famiglie con bambini con disabilità o malati attività artistiche e culturali, occasioni di svago, socializzazione e intrattenimento, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle, che potranno così partecipare alle attività mentre i familiari sono impegnati nelle terapie.

Il Christmas Shop di Paideia è molto noto e apprezzato in città, non ha certo bisogno del mio minuscolo blog, ve ne parlo, però, per testimoniare con le parole di una nostra cara amica il valore dell’iniziativa e cosa significhi l’associazione per tante famiglie:

“Per noi Paideia è stato conoscere un mondo che prima non ci apparteneva e vedere tante famiglie con problemi simili al nostro ci ha aiutati ad andare avanti nella vita di tutti giorni. E’ come una grande famiglia che accoglie tutte le famiglie con vari problemi di disabilità. Quando siamo con loro e con tutti quelli che fanno parte dell’associazione mi sembra che la mia bimba sia uguale a tutti gli altri bambini, mi sembra di entrare in un bellissimo film delle favole e a volte vorrei fermare  il tempo.”

Mi emoziono quando leggo queste parole e penso a quanto sono fortunata perché le mie difficoltà quotidiane sono proprio poca cosa.

Se capitate dalle parti di Piazza Solferino fate un salto al Paideia Christmas Shop!

E’ aperto tutti i giorni, weekend compresi, fino al 23 dicembre dalle 10,30 alle 19,30.

3. La Vetrina di Natale di InGenio

InGenio è una bottega gestita dal Comune di Torino in Via Montebello 28b, a pochi passi dalla Mole Antonelliana.

E’ nata anni fa, da un progetto del Servizio Disabili della Direzione Politiche Sociali della Città di Torino, come luogo per sostenere le attività artigianali e artistiche realizzate all’interno dei servizi operanti sul territorio cittadino (i laboratori dei centri diurni e residenziali gestiti dal Comune attraverso le Circoscrizioni, dalle Cooperative sociali, dalle Associazioni di Volontariato e dalle Fondazioni).

L’obiettivo di InGenio è rendere visibili le abilità delle persone con diverse fragilità, coinvolgendo giovani ma anche adulti, permettendo loro di esprimersi attraverso la manualità e la creatività.

Il ricavato della vendite è ripartito tra gli artisti-artigiani disabili e alcuni progetti di solidarietà nazionali e internazionali.

La scorsa domenica c’è stata la Festa per la 16° Vetrina di Natale (le foto nella galleria qui sotto le ho scattate proprio in questa occasione) ma, in realtà, la bottega di InGenio è aperta tutto l’anno.

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Nel corso del tempo ho acquistato qui diverse cosine di legno, ceramica e cartapesta, molte delle quali arredano ancora la nostra casa.

InGenio è anche un luogo di aggregazione attraverso l’organizzazione di laboratori (qualche anno fa ho partecipato ad uno stage per la realizzazione di maschere di carnevale per bambini e ad uno per la creazione e decorazione di fischietti di terracotta).

Al momento è attivo il progetto Diritto e Rovescio (riprenderà  a gennaio dopo le Feste): ogni giovedì dalle 11 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30 è possibile incontrarsi (anche se non si è esperti e si vuole imparare) per trascorrere un momento di relax e condivisione lavorando insieme ai ferri o all’uncinetto, è sufficiente portare un gomitolo di lana e gli arnesi del mestiere. L’unico contributo richiesto è la donazione al progetto di un quadrato di maglia di 25×25 cm.

Si tratta di un’occasione unica per essere artisti per un giorno e contribuire a realizzare una lunghissima sciarpa che, a quanto pare, servirà nientepopodimeno che a riscaldare la Mole Antonelliana in occasione della prossima giornata contro la violenza sulle donne (per informazioni sul progetto potete chiamare il numero 011-883157).

Guardate qui il “prototipo“…bellissimo, no?!!

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Se nei prossimi giorni passate dalle parti della Mole fate un salto alla bottega di InGenio, sono sicura che troverete qualche piccolo dono originale (manufatti a tema natalizio, decorazioni, oggetti per la casa e per gli amici animali, bijoux, creazioni fatte con la lana, etc.) sapendo che non sarà un semplice oggetto, ma molto di più! ♥

Tutti i giorni (anche festivi e domeniche fino a Natale) fino alle 19,00/19,30 in Via Montebello 28b.

A prestissimo e che il clima natalizio si impossessi di noi!!! 😉

Elisa