Per costruire, giocando, un mondo di pari opportunità.

Il gioco è una cosa seria.

Anzi, tremendamente seria.
(Jean Paul)

Quando bambine e bambini giocano sono impegnati in un’attività serissima che spesso noi adulti non cogliamo fino in fondo. Giocando, sviluppano competenze cognitive ed emotive e si preparano al loro futuro di donne e uomini.

Teo, come tutti i bimbi della sua età, si diverte con gli oggetti più diversi, gioca con tutto ciò che trova a disposizione. Ama giocattoli, per così dire, “tipicamente maschili” come trenini, macchinine, etc, ma gioca molto volentieri anche con un piccolo bambolotto (regalo della cuginetta Bibi) al quale spesso cambiamo il pannolino o facciamo il bagnetto, un carrello della spesa che adora riempire e svuotare in ogni angolo della casa, una scopa e un aspirapolvere con cui pulisce i pavimenti e, da ultimo, una piccola cucina di legno ricevuta da poco dai nonni e che già ama moltissimo.

Questo post nasce, quindi, da alcune riflessioni sul tema del gioco e sugli sforzi per superare, anche in tale ambito, gli stereotipi di genere (e non solo) che impediscono ai più piccoli di crescere in modo completamente libero. 

Vorrei condividere con voi alcune proposte davvero molto interessanti per giocare e leggere senza stereotipi.

E’ vero che oggi non ci sono più enormi differenze, come in passato, tra l’educazione di un maschio e quella di una femmina ma, anche se l’educazione tende ad essere, per così dire, unisex, le dichiarazioni di principio vengono spesso, in realtà, contraddette da quelle che sono le aspettative più profonde e inconsce.

Non voglio generalizzare, né passare per pressapochista, ma credo che tutti tendiamo a lanciare ai nostri bimbi, senza farci troppa attenzione, messaggi “tradizionali”.
Anche nella scelta di giocattoli, fiabe e cartoni animati si tende a condizionare precocemente i bambini ad assumere un ruolo “maschile” o “femminile” nel senso più tradizionale del termine. L’industria e il marketing dei giocattoli ne offrono esempi lampanti: il mondo dei piccoli è suddiviso in rosa e azzurro, con tipologie di giochi che, molto spesso, prevedono ancora giochi “attivi” e di abilità cognitive per i maschi e giochi “passivi” e di cura per le femmine.

Enfatizzare troppo queste distinzioni contribuisce, però, a rafforzare stereotipi di genere nell’immaginario collettivo e a trasmettere alle nuove generazioni una serie di vincoli o, comunque, di condizionamenti mentali, che frenano la loro possibilità di crescere sviluppando talenti personali e originali.

Il mondo adulto ha, pertanto, una responsabilità enorme in questo processo.

Tutto dipende dall’esempio che trasmettiamo, fermo restando che parlare di uguaglianza e parità non significa assolutamente annullare le differenze tra maschi e femmine, né agire sull’identità di genere. Maschi e femmine sono diversi, ma le loro differenze non sono determinate dagli stereotipi e dalle categorie sociali.

Nel mio piccolo, cerco di fare molta attenzione ai messaggi che trasmetto al mio bambino. Desidero che Teo sperimenti e giochi con qualunque cosa attiri la sua attenzione e fantasia, senza preconcetti e limitazioni.

Sarebbe davvero bello riuscire a trasmettere alle bambine e ai bambini la possibilità di immaginare per sé ruoli più ampi, al di là degli stereotipi di genere che ancora (è innegabile!) imperversano, affinché sperimentino senza preclusioni, per crescere in modo più armonioso e rispettoso.

I bambini, se lasciati liberi di esprimersi ed esplorare, giocherebbero mettendo in campo tutti i colori della loro personalità, sia le componenti maschili che quelle femminili, esprimendo sia gli aspetti di tenerezza che di aggressività. Spazierebbero dal divertirsi con le bambole a improvvisare una guerra, senza preoccuparsi di ruoli o identità di genere.

Leggevo da qualche parte e condivido che la vera rivoluzione nell’attitudine educativa di noi genitori e insegnanti dovrebbe essere quella di cercare di valorizzare nel bambino proprio quelle differenze che rappresentano la sua individualità di persona, indipendentemente dal sesso e dalle aspettative degli adulti.

Come vi dicevo, vorrei ora condividere con voi alcuni suggerimenti, davvero belli e originali, che ho scovato on line per giocare e leggere senza stereotipi.

Iniziamo dai giochi di Pariqual (Equal Opportunity Games) di Barbara Imbergamo.

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Nel 2013, con un crowdfunding molto fortunato, è nato questo progetto per provare a costruire giochi divertenti e educativi, affrontando in maniera leggera e delicata il tema delle differenze di genere, ma non solo.

L’idea è di offrire a bambine e bambini giochi per familiarizzare con leggerezza con temi che i grandi discutono solo in modo difficile, contribuendo a superare le divisioni tra nazionalità, a mettere in discussione gli stereotipi di genere, a dare spazio alle diverse tipologie familiari e preferenze sessuali che popolano il nostro mondo.

Tra i personaggi di Pariqual non ci sono principi e principesse, ma bambine e bambini differenti per aspetto e colori, donne e uomini che svolgono i mestieri più disparati (esploratrici ed esploratori, ruspisti e ruspiste…), famiglie multiculturali e tanto altro.

Vi segnalo, in particolare, Paridù e Paricard.

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Paridù è un gioco di ritagli e calamite, consigliato a partire dai 3 anni, che ribalta gli stereotipi di genere ed etnici e propone, sia alle bambine che ai bambini, due scenari di gioco differenti (un cantiere e una cucina) e offre l’occasione per vedere che non ci sono giochi da femmina e da maschio ma semplicemente giochi. (Prezzo circa 10 euro).

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Paricard è un gioco di carte per divertirsi da soli o in compagnia. Sono carte che raccontano la parità e lo fanno con naturalezza, offrendo a bambine e bambini immagini e parole che siano da spunto per inventare storie, per lo più assurde e divertentissime. La loro particolarità sono i personaggi che aprono sguardi sulle tante sfaccettature del mondo, proponendo figure inclusive e positive. (Prezzo circa 15 euro)

I giochi di Pariqual sono immaginati, disegnati e prodotti in Italia; se siete interessati ad acquistarli, qui potete trovare tutte le modalità.

Molto interessante è anche Il Gioco del Rispetto, nato nel 2013, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Università degli studi di Trieste, come progetto dedicato alle scuole dell’infanzia, ma sviluppatosi ben presto anche per rispondere alle richieste delle famiglie, che volevano avere per sé e per i propri figli e figlie uno strumento per giocare e parlare di pari opportunità.

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Dal 2016 è, quindi, disponibile la versione Home edition, che contiene tre proposte di gioco per bambine e bambini dai 3 ai 7 anni:

– la storia di Red & Blue, per immaginare rapporti solidali tra generi, in cui ognuno è libero di seguire il proprio talento (12 tavole illustrate, due amici, un maschio e una femmina che affrontano un cammino avventuroso aiutandosi a vicenda, al di là degli stereotipi);
– il memo dei mestieri, per imparare che uomini e donne hanno pari opportunità di fare le stesse cose anche se sono diversi tra loro (un gioco di memoria visiva che abbina 20 coppie di maschi e femmine che svolgono lo stesso mestiere);
– il puzzle double face, per scoprire che “un astronauta” può anche avere l’apostrofo  😉
(35 pezzi compongono da un lato la figura di un astronauta maschio e dall’altro la figura di un’astronauta femmina. E fino all’ultimo non si sa mai quello che verrà fuori).

Il Gioco del rispetto si può acquistare online oppure, a Torino, presso la Libreria Linea 451 di Via Santa Giulia 40/a.

Vorrei ancora parlarvi di altri due strumenti ludici per l’educazione di genere che mi sono stati segnalati: Ciao Maramao e Conosci Andrea?.

 

Questi due giochi sono stati progettati a Lucca nel 2008 dalla Dr.ssa Giuseppina Diamanti (psicologa, psicoterapeuta ed insegnate) nell’ambito del progetto Gioca la Differenza. Scegli l’opportunità, al fine di promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle differenze tra pari, nell’infanzia e nella prima adolescenza. Entrambi mirano a contrastare la formazione di pregiudizi e stereotipi basati sulle differenze tra maschi e femmine. Obiettivi educativi dei due giochi sono sviluppare, attraverso il divertimento, una maggiore consapevolezza dei meccanismi di comunicazione, nonché atteggiamenti costruttivi e collaborativi.

Ciao Maramao è un divertente gioco di carte destinato a gruppi di bambini e bambine dai 5 agli 8 anni. È composto da 96 tessere che ritraggono bambine e bambini intente/i in attività differenti (curare un cucciolo, leggere, giocare all’aria aperta, sistemare fiori, etc..). Il gioco è concepito come una sorta di domino delle differenze.

Conosci Andrea? è, invece, un gioco cooperativo coinvolgente pensato per bambini della scuola primaria, dagli 8 anni in su. Nucleo centrale del gioco è la plancia sui cui è disposto un percorso immaginario che si chiama la città dei bambini  su cui si possono trovare alcuni edifici (la scuola, la biblioteca, il ristorante…), alcuni luoghi (il parco, la spiaggia…) e incontrare alcune persone. I luoghi e i personaggi che si incontrano permettono ai partecipanti di avere degli indizi per capire chi sia Andrea. Le carte rappresentano diverse professioni al maschile e al femminile: Andrea, infatti, è un nome che si presta all’uno e all’altro sesso. Oltre alle carte-personaggi il gioco è corredato da una serie di carte imprevisto: sono delle vere e proprie ingiustizie dove l’arbitrarietà vince sul diritto (perdite motivate da discriminazioni, momenti in cui si nega il rispetto a qualcun altro su basi arbitrarie etc…). Queste carte hanno lo scopo di mettere in luce la scorrettezza di un comportamento basato su un pregiudizio o uno stereotipo e, di conseguenza, educare al rispetto delle differenze.

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Se, come famiglie o insegnanti, siete interessati a questi due giochi, vi consiglio di scrivere direttamente a Giuseppina, questa è la sua pagina facebook:https://www.facebook.com/giuseppina.diamanti?fref=tsSarà disponibile e felice di rispondere ad eventuali domande e di farvi conoscere ancora meglio le sue due creature. 😉

Per concludere, voglio parlarvi di Scosse, un’associazione di promozione sociale nata nel 2011 a Roma grazie ad una start-up dell’università di Tor Vergata, che si propone di contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico aperto, partecipato e solidale, contro ogni esclusione sociale. Tra le altre cose, Scosse si propone di diffondere, già dalla primissima infanzia, l’educazione al rispetto delle differenze e alla decostruzione degli stereotipi.

Curiosando nello spazio Leggere Senza Stereotipi, desidero segnalarvi solo qualche titolo tra quelli che hanno catturato maggiormente la mia attenzione. Il loro archivio bibliografico è molto ricco, frutto del lavoro quotidiano di formatori, insegnanti e altre figure professionali che lavorano a contatto con la fascia di età 0-6 anni.

Sono idee per creare una piccola biblioteca casalinga che contribuisca ad insegnare ai più piccoli a leggere il mondo in modo più libero.

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dal sito di Scosse

C’è qualcosa di più noioso di una principessa rosa?

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Carlotta era una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa… Ma Carlotta era arcistufa del rosa! Voleva vestire di rosso, verde, giallo e violetto e non aveva alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro. La sua perseveranza riuscirà a rendere le principesse libere di correre, giocare e vivere avventure come gli altri personaggi e vestirsi come gli pare? Età di lettura: dai 3 anni.

Piselli e Farfalline. Son più belli i maschi o le bambine?

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Della differenza – ormai l’avrai capita- non possiamo fare senza! Perché serve alla vitaUn libro che spiega in maniera semplice e divertente, senza mai scadere nel didascalismo o nella volgarità, che è bello essere maschi come essere femmine, che le femmine e i maschi possono fare le stesse cose, che hanno abiti ed abitudini diverse ma l’unica grande differenza tra loro sta nel corpo. Un libro per tutti quei genitori di bambini che sono alla scoperta del loro corpo. Adatto dai 4/5 anni.

Andiamo papà!

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Un libro molto divertente per leggere senza stereotipi. E’ la storia di un ragazzino, Jo Junior, che vive con il papà. Una mattina il papà lo invita a pesca. Come ogni bambino felice, si veste, si pettina, si lava in un baleno e inizia a sollecitare il padre con inistenza (Andiamo papà!) ma il papà non è ancora pronto. Prima devono fare la colazione, lavare i piatti, passare l’aspirapolvere, pulire la casa, preparare il pranzo…e mentre il papà si dà un gran da fare, Jo stufo decide di sparire. Inizia così una piccola odissea circolare che da una nocciolina lo porta nello stomaco di una gallina, di un lupo e di un pesce gatto, fino ad essere salvato dal suo papà.
Un libro che parla di una famiglia monogenitoriale e insegna ai nostri bambini che fare le pulizie di casa non è un’attività esclusivamente femminile, perché anche gli uomini possono aiutare senza doversi vergognare di nulla. Età di lettura: dai 3/4 anni.

piccolo blu e piccolo giallo

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Un classico per l’infanzia, pubblicato nel 1959 e letto da generazioni di bambini.  E’ la storia di una grande amicizia tra due macchie di colori; dal loro abbraccio nascerà qualcosa di nuovo e sorprendente. Un libro che è una meraviglia: racconta, disegna e insegna l’uguaglianza e l’amicizia, con gioia e tenerezza. Dai 2/3 anni.

 Io e Te 

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Vorrei tanto essere come te! E io vorrei tanto essere come te! Coniglietto vorrebbe assomigliare a Porcellino e viceversa. Ma mentre si sforzano di assomigliarsi, i due amici scoprono di piacersi proprio così come sono! La storia ha un grande messaggio da trasmettere: la nostra bellezza sta nell’essere diversi e unici. Un libro sull’amicizia e la valorizzazione delle differenze. Età di lettura: dai 2/3 anni

Seguimi! (una storia d’amore che non ha niente di strano)

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SEGUIMI in questo lungo viaggio e capirai quanto è straordinaria l’ovvia irrazionalità dell’amore puro. Un grande elefante con nei violetti e una piccolissima formica con il vitino da vespa si vogliono bene: che cosa c’è di strano? La straordinaria normalità dell’amore, oltre le differenze, narrata ai bambini con una storia semplice, surreale e meravigliosa. Una fiaba d’amore insolita, ma con tutti gli elementi che l’accomunano alle altre storie d’amore. Dai 4/5 anni ma anche per i grandi dal cuore tenero! 😉

Da quel giorno,

in una conchiglia

che sta sul fondo di una bottiglia,

che sta sul bordo di un cammino,

che sta nascosto dentro un cestino,

che dentro un formicaio resta,

perso nel mezzo della foresta…

una formica nera e un elefante grigio

vivono un amore (con vitino di vespa e nei violetti)

CHE NON HA NIENTE DI STRANO!

A presto, Elisa 🙂

Un libro è sempre una buona idea: i nostri preferiti 0-3 anni (e non solo!)

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Leggimi subito, leggimi forte
Dimmi ogni nome che apre le porte
Chiama ogni cosa, così il mondo viene
Leggimi tutto, leggimi bene
Dimmi la rosa, dammi la rima
Leggimi in prosa, leggimi prima.

(Filastrocca dei Nati per Leggere di Bruno Tognolini)

Quando si diventa genitori cambia tutto, il tempo che puoi dedicare a te stesso diminuisce drasticamente e se ami leggere, ascoltare musica o vedere un film sai benissimo che, almeno per un bel po’, non potrai più farlo come prima (forse dovrei togliere il “come prima”!).

Per quanto mi riguarda, dopo la nascita di Teo il tempo per leggere è diventato pochissimo. Quei meravigliosi momenti, che allora non apprezzavo abbastanza, in cui potevo sdraiarmi e dedicarmi senza interruzioni alla lettura sono un ricordo lontanissimo e così, nell’ultimo anno e mezzo, mi sono ritrovata ad accumulare riuscendo soltanto raramente a finire libri che (povera illusa!) avevo comunque continuato ad acquistare.

Ciò ha chiaramente aumentato il mio senso di frustrazione (che insieme alla stanchezza a volte crea un mix letale), tuttavia, questo sentimento ha lasciato il posto ad un nuovo entusiasmo da quando mi sono appassionata ai libri per bambini e sono sicura che sarà sempre più bello e stimolante con il passare del tempo, man mano che Teo crescerà.

Ora, non dico assolutamente che leggere in loop che il Maialino Lino ama rotolarsi nel fango e che Girolamo il gatto è andato sul letto e ha fatto un cerchio perfetto mi consoli del tutto, ma ci si deve pur accontentare nella vita, no?! 😉

Del resto, siamo già passati dai primissimi libri per neonati – con immagini grandi e praticamente niente testo – a testi più interessanti (per Teo e anche per me!).

Ecco, dunque, solo per il piacere di condividere, la nostra personalissima classifica dei libri più amati (fino ad ora).

Alcuni sono nuovi nuovi, altri, invece, li abbiamo già letti centinaia di volte, cosa che capita solo con i libri per bambini, perché, si sa, i bimbi adorano la ripetizione!

Facciamo le facce

facciamo le facce.jpg  Dai 6 mesi

Un piccolo classico, un libro cartonato con immagini fotografiche (più adatte dei disegni per i piccolissimi) e uno specchietto finale in cui riconoscere le principali emozioni attraverso le facce molto espressive di cinque bambini più uno…il piccolo lettore! Così anche lui potrà giocare a “fare le facce”! Uno strumento semplicissimo per gettare le basi dell’emotività e della capacità di esprimerla. Con Teo è stato un successone!

L’uccellino fa…

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Un classico libro con le onomatopee, che sono particolarmente congeniali ai più piccini non ancora pronti a produrre parole o a esprimersi correttamente. I bambini adorano i versi degli animali o il rumore degli oggetti e per gli adulti è semplice usarli per comunicare con loro attraverso un linguaggio musicale e immediato. Si tratta di un quadrotto cartonato con tantissime pagine che propongono versi e suoni. Nella pagina di destra c’è l’illustrazione, in quella di sinistra il nome con il suono o verso corrispondente.

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Il libro insegna le sfumature dei diversi suoni, la ricchezza della modulazione della voce, i piccoli cambiamenti che danno nuovi risultati. E così il bimbo noterà che u-uuu u-uuu fa il gufo, hu-hu-hu la scimmia e uuuhhh il lupo: basta poco per fare la differenza!

Questo libretto è stato regalato a Teo dalla sua amichetta Lucilla per il primo compleanno, è diventato il suo compagno per tutta l’estate, lo ha portato praticamente ovunque.

Per esperienza personale, posso assicurarvi che è stato una sorprendente fonte di apprendimento: anche grazie a questo aiuto, Teo ha iniziato ad imitare i primi versi e rumori, divertendosi moltissimo!

Mamme in Sol

download (1).jpg  Dai 12 mesi (ma anche prima!!!)

Mamme in Sol è un libro (a dire il vero non si tratta di un vero e proprio libro ma di una raccolta di bellissime schede illustrate) con CD musicale che ci è stato regalato quando Teo è natoLo abbiamo ascoltato e amato da subito, conosco a memoria ogni canzone, Teo riconosce le melodie da poche note e ancora oggi, che è un pochino più grande, inizia subito a muoversi a tempo non appena le sente.

Ci sono tante melodie e filastrocche per ogni rito quotidiano, brani che avvicinano mamma e bambino con il contatto fisico, balli per scatenarsi, note classiche e musiche dal mondo: coccole sonore che rendono più intimo ogni passaggio della giornata, dal risveglio alla pappa, dal bagnetto alla nanna.

Super consigliato!!!

Solo per amore

download (2).jpg  Dai 2 anni

Questo libro è nuovo nuovo, complice il libraio che mi ha conquistata con la sua interpretazione lasciandomi letteralmente senza parole (della sua libreria vi parlerò in un altro post, per ora vi dico solo che conosce a memoria molti dei libri per bambini che propone).

La formula è quella classica della domanda e della risposta con il dialogo di un piccolo tucano curioso che, con la sua mamma, si diverte al gioco del “fare finta che.

Per metterti alla prova, per sondare il tuo amore. S’io fossi un altro, anche allora mi saresti accanto? Mi accetteresti ancora se io diventassi…nuvola, serpente, cascata, tigre, albero, banana, pantera? 

Inizia, così, un viaggio fantastico attraverso la gioia di vivere e l’amore che unisce ogni cucciolo alla propria mamma.

E’ un libro speciale: non solo per il dolce e rassicurante messaggio (l’amore della mamma è accogliente e immenso) ma anche per la bellezza delle illustrazioni e per il suo formato a fisarmonica (è un volume cartonato che si legge davanti e dietro e che, una volta aperto, sta in piedi da solo e raggiunge la lunghezza di oltre un metro!).

Io me ne sono innamorata e anche Teo lo sta apprezzando!

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Baci Baci

download (4).jpg  Dai 12 mesi

La collana ZeroTre della casa editrice Franco Cosimo Panini è molto carina, ha persino ricevuto il Premio Andersen 2009 per il miglior progetto editoriale.
Copertina e pagine cartonate belle resistenti, angoli arrotondati, formato maneggevole per le manine più piccole, testo ridotto al minimo e illustrazioni colorate e accattivanti per rappresentare situazioni di vita quotidiana dei bambini piccoli: suoni, rumori, coccole, baci, solletico…

Noi abbiamo solo Baci Baci, è quello che mi ha incuriosita maggiormente e non mi sono sbagliata perché è capace di trasformare il momento della lettura in un momento di coccole: i brevissimi testi invitano al gioco del ripetere le coccole del mondo, tutti i tipi di baci, da dare e ricevere.

Baci Baci è, secondo me, un altro libro che non può mancare nella libreria dei più piccoli e se avete bambini restii a baci e tenerezze è proprio quello che fa per voi! 😉

Balla Balla

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Balla Balla è un libro con CD da guardare e ascoltare. Ogni racconto è reso in filastrocca e il supporto musicale serve proprio a lasciarsi andare, a ballare da soli o in compagnia.

I ritmi sono irresistibili, alcuni rock, altri più blues, altri ancora ricordano le ballate di Guccini.

L’ho acquistato da un mesetto ma posso già dire che la prova con Teo è stata superata. Dovete vedere come inizia a muovere gambine e sederino appena parte la musica!

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Gli autori, tra l’altro, sono una garanzia: Roberto Piumini è uno dei papà del programma televisivo L’albero azzurro e Nicoletta Costa è la mamma del famoso Giulio Coniglio.

Nicoletta Costa è un’artista generosa e sul suo sito (al link http://www.nicolettacosta.it/) potete trovare, nell’area giochi, tanti elementi da scaricare davvero deliziosi (i diplomi di esperti lettori e lettrici; le lettere dell’alfabeto e i giorni della settimana da stampare e colorare; le pagelle dei piccoli per mamma, papà e maestre; sfondi coloratissimi per desktop; etc.).

Per concludere vorrei ancora condividere con voi un libro che ho iniziato da poco e spero di finire al più presto! Avrei voluto assistere alla sua presentazione a Torino qualche settimana fa ma, per una serie di imprevisti, non ci sono riuscita.

Si chiama Notti in bianco, baci a colazione di Matteo Bussola, un papà disegnatore di fumetti che è diventato una star del web.

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Sulla sua pagina Facebook questo quarantenne padre di tre bimbe racconta, da alcuni anni, momenti di vita quotidiana, pensieri e riflessioni sul suo essere padre. Complice l’affetto con cui tante persone hanno commentato e condiviso le sue riflessioni, i suoi post sono poi diventati un libro, edito da Einaudi, che è balzato in testa alle classifiche di Amazon ed è giunto, da pochissimo, alla nona ristampa.

Già dalle prime pagine ti rendi conto che questo libro è capace di raccontare la vita di tutti i giorni con così tanta naturalezza, sincerità e delicatezza da far pensare che, a volte, la Letteratura può davvero nascondersi nelle piccole cose. Bussola ha una cura nello scrivere che rende poetico e prezioso anche l’attimo di vita apparentemente più banale, persino le “notti in bianco” del titolo.

Come ha scritto Michele Serra, il suo caso è l’esempio di come un uso rispettoso e accorto del mezzo ripaghi generosamente chi ne è capace. “Che tra gli sbraiti, le volgarità, gli esibizionismi del web si sia fatto largo un diario così emotivo, gentile, di basso volume e di tono intenso, non è solo un’eccellente notizia. È la prova che il mezzo non è il messaggio: è il messaggio, semmai, a essere il mezzo. Nel senso che, quando è ben temperato, può piegare il mezzo ai suoi scopi.“.

Credo possa essere un’idea regalo molto carina e gradita per papà o futuri papà; ci si concentra (giustamente) sempre sulle mamme e i bebè  ma vogliamo pensare anche a loro ogni tanto?! 😉

Vi saluto con alcune parti tratte dal libro che, secondo me, sono di un’intensità unica.

A presto, Elisa

Quel che le madri non sospettano è che quando i padri si alzano alle tre di notte per coccolare i figli non è per fare i gentili, né per lasciarle dormire. E’ solo per recuperare il senso. Respirare, stringere, stare a godersi quel che c’è. Sentirsi un po’ più vicini a una cosa che in fondo non hanno mai avuto.

Devi solo vincere la paura di saltare quando arriva il tuo momento. La paternità è stata il mio salto. (…) Avere dei figli sposta il nucleo dei nostri timori in una zona più oscura, ma al contempo lo trasforma in un elemento prezioso, un faro che orienta il cammino e non più un fuoco che brucia la pelle. (…) Nella mia vita insonne io sono: padre, figlio, amico, cuoco, chitarrista, giardiniere, disegnatore, amante, lavatore di piatti, costruttore di torri coi cubetti e un mucchio di altre cose, tutti i giorni e non sempre in quest’ordine. Ma ho scoperto che la prima cosa è l’unica che mi contenga per intero. (…) Le mie figlie alimentano me e mi ricordano che essere padre significa vivere in bilico tra la responsabilità e l’abbandono, tra la forza e la tenerezza.