#InstawalkCampidoglio di @IgersTorino: una meravigliosa scoperta!

E’ davvero incredibile come, alle volte, uno non conosca luoghi bellissimi così vicini a casa propria!

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Una Comunità che scatta (tanta soddisfazione: la mia foto scelta e condivisa da @IgersTorino)

Lo scorso sabato, con Teo e la mia amica Vittoria, ho preso parte ad una iniziativa davvero interessante e coinvolgente: l’InstawalkCampidoglio, una passeggiata fotografica alla scoperta di Borgo Campidoglio, un quartiere operaio nato nel 1853, collocato tra gli attuali corsi Svizzera, Appio Claudio e Tassoni e le vie Fabrizi e Cibrario. Un quartiere che da alcuni anni è una delle zone più originali e creative di Torino, un museo di arte urbana e, al contempo, uno dei luoghi più smart e sostenibili d’Italia.

L’evento, totalmente gratuito, è stato organizzato da @IgersTorino, la Community Ufficiale degli Instagramers torinesi (vi consiglio di visitare, se ancora non li conoscete, i bellissimi account dei Local Managers @tonick, @zuccaviolina, @luccico e @rodvaveloce), in collaborazione con il Museo di Arte Urbana di Torino (MAU) e con Planet the Smart City.

La passeggiata è partita da Piazza Risorgimento, a due passi da piazza Bernini, la prima piazza smart in Italia, un luogo intelligente arricchito da tanti servizi per i cittadini che coniugano innovazione tecnologica e inclusione sociale.

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Si tratta di un progetto di Planet Idea, sviluppato nell’ambito del bando Torino Living Lab e promosso dalla Città di Torino in collaborazione con la Circoscrizione IV. Rappresenta la dimostrazione, su scala ridotta, del progetto di prima città del futuro che la società italiana sta realizzando in Brasile, a circa 55 chilometri da Fortaleza.

Sono rimasta davvero colpita da questa piazza, la dimostrazione di come uno spazio urbano, per molto tempo quasi abbandonato, possa migliorare ed essere valorizzato grazie ad un progetto che sviluppa e integra innovazioni diverse ma tutte con l’obiettivo di mettere al centro le persone e rendere le città più innovative, vivibili e sostenibili, sia dal punto di vista sociale che ecologico ed economico.

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Tutta la piazza (che è interamente raggiunta dalla rete wi-fi gratuita con cui è possibile scaricare anche la app PlanetAppSquare per accedere a contenuti digitali inediti) è stata ripensata arricchendola di servizi per i cittadini, dall’illuminazione al controllo dei consumi, dai parcheggi alle aree relax.

Solo per farvi alcuni esempi: in Piazza Risorgimento troverete panchine intelligenti in grado di rilevare dati ambientali, di riprodurre musica e dove poter collegare lo smartphone quando è scarico; una palestra outdoor, resistente agli agenti atmosferici, che è in grado di produrre energia attraverso lo sforzo prodotto dai suoi utilizzatori, colonnine per fare segnalazioni o richiedere l’intervento delle forze dell’ordine che funzionano anche come stazione di ricarica per le auto e le biciclette elettriche e poi, ancora, lampioni smart con lampadine a basso consumo che si accendono solo quando tramonta il sole e consentono di aumentare e diminuire l’illuminazione al passaggio delle persone.

Ma non è tutto, potrete trovare anche un parco giochi piccolo ma molto carino, un orto urbano, un’area lounge a disposizione di tutti e un simpatico angolo di bookcrossing, una specie di libera libreria di quartiere, sempre aperta, ospitata in alcune vecchie cabine del telefono (ve le ricordate ancora?!?!).2017-02-12-08-24-33

 

La nostra visita è continuata poi nel cuore di Borgo Vecchio Campidoglio, grazie alla guida del Prof. Edoardo Di Mauro, Presidente e Direttore Artistico del MAU. Il MAU (diventato nel 2011 ufficialmente una nuova struttura museale cittadina) è il primo museo di arte contemporanea all’aperto in un centro urbano in Italia. È un coinvolgente percorso a cielo aperto tra oltre 140 opere realizzate sui muri di case e piazze del Borgo, visitabile gratuitamente.

Ancora oggi, questo quartiere, che è un autentico gioiello, conserva intatta la sua struttura originaria che ne fa un vero e proprio paese nella città (vie strette, case basse con ampi cortili interni dotati di aree verdi, una forte presenza di attività artigianali, commerciali, artistiche, sociali e di intrattenimento).

Il lavoro di rivalutazione del Borgo è iniziato nel 1991 ma è solo qualche anno più tardi, nella primavera del 1995, che si è valutato di allargare la sfera di intervento all’arte, coinvolgendo i cittadini nelle scelte, partendo dalla disponibilità di alcuni proprietari di immobili a concedere le proprie pareti per la realizzazione di opere d’arte, condivise e permanenti.

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Oltre alle opere murali, il percorso include anche le Panchine d’Autore di Piazza Moncenisio, liberamente ispirate a protagonisti dell’arte del Novecento, e la Galleria Campidoglio, una raccolta di oltre trenta installazioni protette da teche di plexiglas, sorta per volontà del Centro Commerciale Artigianale Naturale Campidoglio e collocata permanentemente sulle pareti tra i negozi di via Nicola Fabrizi e corso Svizzera.

Se volete vedere tutte le bellissime foto scattate durante l’evento, potete andare su Instagram digitando come hashtag principale #instawalkcampidoglio.

2017-02-14 09.54.54.pngPer non perdervi prossimi #instawalk o altri eventi legati al territorio e sul tema della fotografia, mi permetto di suggerirvi di seguire la pagina Instagram di Igerstorino, una community reale e virtuale (che fa capo all’associazione Igersitalia) che ha lo scopo di far scoprire posti nuovi, o comunque poco conosciuti del nostro territorio, di mettere in comunicazione e di valorizzare le capacità dei numerosissimi torinesi appassionati di fotografia e social media.

Marta Pavia, local manager di @igerstorino, sul suo nuovissimo blog descrive molto bene quali sono i cinque ottimi motivi per partecipare a un #instawalk. Posso assicurarvi che è proprio una bella esperienza! 😉

Se siete interessati alla visita guidata del Borgo, vi segnalo che attraverso il sito del MAU è possibile prenotare visite, anche in bici e con artista, gratuite o ad offerta libera.

Inoltre, dallo scorso anno è possibile un percorso per i cittadini con problemi motori. Questa è, senza dubbio, un’ulteriore importantissima opportunità, grazie alla collaborazione con l’associazione di volontariato Volonwrite, che organizza itinerari studiati appositamente per le persone con queste difficoltà.

E’ stato un pomeriggio molto piacevole, sono certa che ritornerò presto a fare un giro a Borgo Vecchio Campidoglio, magari per farlo conoscere a parenti o amici o per provare una delle trattorie o dei localini che lo caratterizzano.

E’ una passeggiata che consiglio di fare anche con i più piccoli, che non potranno che rimanere meravigliati dai murales coloratissimi, dalle case che nascondono sorprese e dalle divertenti panchine (qui trovate la mappa del Borgo da stampare).

Complimenti ancora ai ragazzi di @IgersTorino! 🙂

A presto, Elisa

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Lo Spazio ZeroSei di Torino. “Ogni futuro nasce bambino”

Bentornati e soprattutto buon anno nuovo! Sono sempre piuttosto sospettosa ma, per una volta, voglio essere fiduciosa, sperando che questo 2017 sia un anno il più possibile sereno per tutti, soprattutto per chi sta attraversando un momento difficile.

Tornando al tema del mio post, questa volta vorrei parlarvi di uno spazio che con Teo frequentiamo da qualche tempo con una certa assiduità, in pieno centro storico a Torino: ZeroSei – La Scatola delle Buone idee, in Via Milano 20 (con entrata su Piazza della Repubblica).

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ZeroSei, nato nel 2014 su iniziativa della Compagnia di San Paolo allo scopo di arricchire le offerte della nostra città con un luogo dove i bambini di questa fascia d’età potessero trovare un ulteriore spazio per la socializzazione e la sperimentazione, è il fratellino minore di Xkè? – Il Laboratorio della curiosità che da anni organizza, nella sua sede di Via Gaudenzio Ferrari 1, laboratori per la didattica delle scienze per le scuole primarie e secondarie di I grado. Quello che tiene strettamente legati i due progetti è il medesimo approccio esperienziale, la differenza, invece, oltre al diverso target di età, consiste essenzialmente nel fatto che soltanto ZeroSei è aperto anche alle famiglie.

Lo Spazio ZeroSei si articola su due piani: al piano terra continua con grande successo il programma di attività e laboratori dedicati ai più piccoli (da zero a tre anni), mentre il piano superiore è interamente dedicato ai più grandi, dai tre ai sei anni, per i quali si svolgono attività con modalità differenti ma sempre attraverso la formula del gioco e della scoperta.

Il viaggio dentro lo Spazio ZeroSei (qui ovviamente vi parlo soltanto delle attività per i bimbi 0-3 anni, le uniche che abbiamo provato) è un viaggio esperienziale divertente che unisce narrazione, esplorazione e creatività.

Qualunque sia il tema del periodo, il percorso ha sempre inizio con la narrazione di una storia attraverso la tecnica kamishibai, un originale ed efficace strumento di origine giapponese, una sorta di valigetta-teatro, di solito realizzata in legno, nella quale vengono inserite delle tavole stampate, ognuna delle quali ha davanti un disegno e dietro il testo, in modo che i piccoli spettatori possano vedere l’immagine mentre il narratore legge la storia. Questa lettura animata ha lo scopo di catturare l’attenzione, incuriosire e condurre i piccoli verso il tema del laboratorio, parte centrale dell’esperienza.

 

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Il viaggio, seguendo il filo della narrazione, approda, quindi, nella stanza dove ha luogo l’attività creativa o di sperimentazione vera e propria e si conclude poi nella Stanza magica, un luogo speciale, che cambia nel tempo, in cui è dato grande spazio al gioco non strutturato.

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La cosa bella dello Spazio ZeroSei è che la programmazione delle attività cambia ogni quindici giorni per rinnovare la proposta alle famiglie, agli educatori e alle scuole (dal martedì al venerdì mattina le attività sono, infatti, aperte ai nidi e alle scuole dell’infanzia). E’ quindi possibile tornarci tante volte (come stiamo facendo noi) e ogni volta è un’avventura diversa!

Dal mese di settembre fino al 4 dicembre scorso il macro tema è stata la Terra con diversi laboratori hands on (ai quali abbiamo partecipato con tanto divertimento) per la manipolazione e l’utilizzo di molteplici materiali e strumenti quali cacao, farine, spezie, verdure, elementi del bosco, sale grosso colorato e profumato, mortai etc.

Al momento e fino al prossimo febbraio il tema sarà, invece, il Calore (guardate che meraviglia i nuovi allestimenti…danno proprio l’idea del tepore) seguiranno poi, nei mesi successivi, Aria ed Acqua. Potete trovare tutta la programmazione ben dettagliata qui (scorrendo la pagina fin quasi al fondo).

All’interno della struttura c’è una stanza con bagni, lavabi e fasciatoio dove poter lavare e cambiare i bambini. Le attività sono spesso sporchevoli, quindi, il mio consiglio è di andare belli comodi, con ciabattine o calzine antiscivolo (anche per noi genitori!) e portare qualcosa per il cambio.

Lo Spazio è sempre aperto, agosto escluso, 7 giorni su 7 dalle 9 alle 19  (sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00); le attività hanno un costo di 3 euro a bambino e una durata di circa un’ora. E’ necessaria la prenotazione al numero 011.5212432.

ZeroSei è ovviamente aperto a chiunque, anche ai piccoli turisti di passaggio nella nostra città; mi è capitato in più di una occasione di vedere, tra i partecipanti, bambini che erano a Torino con i genitori per un fine settimana. Una buona occasione (anche considerata la collocazione centralissima) per una pausa divertente prima di riprendere il giro turistico.

Per concludere che dire se non che se volete ritagliarvi del tempo con il vostro bambino in un contesto allegro e stimolante, lo Spazio ZeroSei è senza dubbio il luogo giusto. A noi sta piacendo molto!

A presto, Elisa 🙂

(Ah, dimenticavo: per i genitori sono anche organizzati degli incontri a cadenza bisettimanale, di solito il venerdì, con una pedagogista e psicoterapeuta; si tratta di uno spazio nello spazio dedicato all’ascolto e al confronto. Per ogni ulteriore informazione è possibile contattare il numero che ho riportato poco sopra 😉 )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto speciali, ricordi per sempre!

Fotografare la felicità è davvero difficile forse più complicato che fotografare la miseria o le tragedie. È qualcosa d’impalpabile, una bolla di sapone che scivola tra le mani, che si fa fatica ad acchiappare perché dentro ci siamo noi e un gesto maldestro potrebbe farla scoppiare.

(Claude Nori)

Ammettiamolo, in fin dei conti un pochino ci manca: sfogliare l’album fotografico di cartone (quel mattone che a volte custodiva anche scatti impietosi) era un rituale irresistibile delle Feste.

Appartengo ad una generazione di fortunati che può dire di avere ancora album di foto che vanno dalla nascita fino a ben oltre l’adolescenza. Album concreti, veri, stampati, che con tenerezza ogni tanto riapro ed è sempre emozionante…a dire il vero talvolta è piuttosto imbarazzante ma, si sa, il vecchio rullino non concedeva la grazia della preview e ci coglieva senza dubbio più spontanei, tanto il risultato l’avremmo visto solo tempo dopo e non sarebbe stato pubblicato sui social network. 😉

A parte gli scherzi, amo fotografare, la fotografia, secondo me, era e rimane una delle occasioni più importanti per condividere qualcosa con gli altri; l’essere umano non potrà mai rinunciare a questo piacere.

Da quando sono diventata mamma, il protagonista indiscusso delle mie foto è diventato senza dubbio Teo; non mi stanco mai di fotografarlo per cogliere attimi di questi anni così impegnativi e meravigliosi, perché la vita è fatta di infiniti, piccoli, momenti unici che spesso, oltre che nel nostro cuore, fissiamo anche in uno scatto.

Fino ad ora, ho fatto centinaia di foto, molte delle quali sono già state stampate per non correre il rischio di perderle e perché penso che il piacere di toccarle e averle tra le mani sia impareggiabile. Sono, ovviamente, tutte foto non professionali, che hanno, comunque, per noi un valore immenso.

Per questo Natale, però, Gianluca ed io abbiamo deciso di farci un dono diverso dal solito: alcune foto speciali, per noi e da regalare a chi vogliamo bene.

In realtà, questa era un’idea che mi frullava in testa da tempo, poi, verso la fine di novembre, in maniera del tutto casuale, ho conosciuto Klaudia di Lovely Kids Photography e la cosa mi è sembrata una coincidenza da cogliere al volo!!

Non vi dico l’entusiasmo quando, dopo aver visto le bellissime foto nella Gallery, ho anche scoperto che il suo studio era proprio vicino casa e che il prezzo era per noi fattibile (perché, diciamola tutta, a volte i servizi fotografici hanno davvero dei costi proibitivi!).

Lo stile delle foto, poi, era proprio quello che volevamo per questa occasione: buffo, tenero, poetico, un po’ fuori dal tempo.

E’ stata una nuova e bellissima esperienza (da ripetere!), Klaudia è dolcissima e il risultato finale ha fatto felici noi e i nostri cari. 🙂

E Teo??? Inizialmente curioso e titubante (Dove cavolo mi hanno portato questi?!) si è ben presto lasciato andare con peluche, palline colorate e camion dei pompieri.

Chissà cosa penserà fra qualche anno riguardandosi vestito da folletto dei boschi, magari ci manderà a quel paese…ma fino all’adolescenza abbiamo ancora un po’ di margine di tempo!  😉

Ciao, a presto (e buon anno!!!)

Elisa

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OPOSSUM, un sacco caldo per bimbi in bici. L’inverno non ci fa più paura!

Chi pensa che le macchine non sappiano amare si sbaglia di grosso:
la bicicletta ama l’uomo e in particolare i bambini.
(Mauro Parrini)

Adoro andare in bicicletta, da anni è il mio unico mezzo quotidiano di trasporto per muovermi in città (diciamo anche che sono fortunata e, attualmente, con una pedalata di 4/5 km arrivo in ufficio). Utilizzo la bici anche con la pioggia, tutta bella bardata, tranne ovviamente nei casi di eventi eccezionali come quelli di pochi giorni fa, che tanti danni hanno fatto.

La scorsa primavera abbiamo deciso di montare il seggiolino per portare Teo. Non vedevo l’ora! Dopo qualche tentennamento, Gianluca (il Papi) ed io abbiamo optato per quello posteriore. All’inizio, in realtà, avrei preferito il seggiolino anteriore per avere Teo vicino vicino, per vederlo e parlargli  (cuore di mamma) ma, facendoci consigliare e documentandoci on line, ci siamo resi conto che sarebbe stato più scomodo per me e meno sicuro per Teo e che scegliendo subito la soluzione “posteriore” avremmo, forse, evitato capricci successivi (a quanto pare lo spostamento sul retro della bici non è una cosa molto gradita dai nostri piccoli dittatori ;)).

Non vi dico l’emozione del nostro primo giro in bici!! Una passeggiata brevissima che, sono sicura, ricorderò per sempre. Un’emozione forse pari a quella dei suoi primi passi!

Pensandoci ora, credo che la ragione di quel sentimento, così forte e inaspettato, fosse perché stava iniziando, proprio in quel momento, una nuova fase della nostra vita, una fase di condivisione maggiore, di nuove esperienze da vivere insieme. Lui non era più un neonato, si apriva al mondo, e io ne sentivo ancora di più la responsabilità e la bellezza. Andavo pianissimo e, di tanto in tanto, allungavo una mano dietro per toccare la sua, lui, cercando il contatto, si intrufolava con le manine sotto la maglia facendomi il solletico.

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E così è trascorsa la primavera e poi l’estate.

Pensando all’arrivo della brutta stagione, però, due pensierini me li sono fatta per tempo: “Verrà il freddo, il vento gelido, che facciamo? abbandoniamo la bicicletta?”. L’idea di dover vestire il bambino con tute da sci, strati di maglie, coprendolo magari con copertine di fortuna mi sembrava un vero e proprio incubo!

Non viviamo di certo nei Paesi del Nord, dove è assolutamente normale andare in bici con bambini piccoli anche nella stagione fredda, soprattutto grazie a quelle stupende costruzioni tipo cargo che, nelle nostre città, non sono il massimo visto la scarsità di piste ciclabili, ma non volevo proprio rassegnarmi perché, come qualcuno ha detto, non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento!!!

Così, con largo anticipo, mi sono messa a cercare su internet e qualche tempo fa ho scovato ed acquistato qualcosa che si è dimostrato provvidenziale: OPOSSUM!

OPOSSUM è un guscio morbido e caldissimo, una copertura impermeabile e termica che permette ai bimbi confort e tepore anche durante le pedalate invernali. Una coccola mentre papà o mamma pedalano al freddo 😉

L’idea di progettare OPOSSUM è venuta a Ilaria, una geniale mamma di Torino (anche molto simpatica e disponibile!) che, quando ha avuto la sua prima figlia, si è resa conto che c’era un oggetto che le mancava per garantire il caldo alla piccola durante gli spostamenti casa-asilo in bicicletta. Ecco il caso di quando da un’esigenza pressante e personale nasce una soluzione per tutti!

Soltanto grazie alla sua tenacia, ad alcune agevolazioni finanziarie e all’aiuto di esperti che hanno saputo cogliere l’innovatività del progetto, contribuendo alla sua tecnologizzazione e industrializzazione, è nato OPOSSUM.

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OPOSSUM è adattabile soltanto ai seggiolini posteriori per bicicletta (categoria A22 delle marche in commercio più diffuse) ed è pensato per bambini di età compresa tra i 9 e i 36 mesi, che pesano in media dai 9 ai 22 kg. Grazie alle sue cinghie regolabili, OPOSSUM vanta, infatti, flessibilità di utilizzo e una grande adattabilità rispetto alle fasi di crescita del bambino.

Il suo vantaggio straordinario è che, oltre ad essere caldo e impermeabile, è pratico e non ingombrante. Basta davvero un secondo per infilare il bimbo dentro e per tirarlo fuori. E, soprattutto, non c’è bisogno di strati aggiuntivi al normale abbigliamento invernale. La tasca frontale, inoltre, permette la custodia di oggetti utili per il viaggio in bici.

Ultimo aspetto importante, da non sottovalutare, è che OPOSSUM è un oggetto che sa badare a se stesso: è studiato per rimanere ancorato al seggiolino con un semplice sistema di cinghie e un velcro, nonché legato alla bicicletta con un apposito anello antifurto, evitando fastidiosi “metti-e-togli”.

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Noi abbiamo acquistato il modello Rainy Days (esistono 3 modelli), con cappuccio e mantella estraibile non soltanto perché questa soluzione consente di riparare il bimbo in caso di vento e pioggia ma anche perché ci sembrava la scelta perfetta per proteggere il seggiolino dalle intemperie quando la bici è parcheggiata.

La mia bici è giorno e notte all’aperto, nel cortile del nostro condominio, posso dire, quindi, per esperienza diretta, che il cappuccio protegge benissimo la struttura; vi dico solo che, nonostante la pioggia torrenziale degli scorsi giorni, quando per una settimana non ho potuto prendere la bici, la impermeabilità di OPOSSUM è stata eccezionale e il seggiolino è rimasto sempre all’asciutto.

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In partenza per il nido
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Si scende…la gioia di andare al nido la mattina presto 😉
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Abbiamo anche trasportato un palloncino 😉

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Io sono stata molto fortunata e ho acquistato OPOSSUM in promozione e so che guardando il prezzo magari alcuni penseranno che è caruccio ma posso assicurarvi che è un acquisto che rifarei altre cento volte per diverse ragioni:

  1. dura tantissimo, almeno fino ai tre anni e forse anche di più (ovviamente in base al peso del bambino);
  2. una volta montato (tra l’altro in due secondi) lo si può tranquillamente dimenticare fino all’estate;
  3. è comodissimo e, da quando Gianluca non può più accompagnare lui Teo in auto, mi consente spostamenti veloci tutte le mattine e, soprattutto, il non dover tornare a casa a prendere la bici dopo aver portato il mio piccolo al nido con il passeggino;
  4. e, in ultimo, cosa di non poco conto…abbiamo rassicurato e rasserenato nonne e nonni sul fatto che Teo, grazie a questa trovata geniale, non diventerà un cubetto di ghiaccio con braccia e gambe!!
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Teo al calduccio 😉

Se siete curiosi o interessati potete visitare il sito. L’acquisto al momento è possibile solo on line. Qualora vogliate sapere qualcosa in più su caratteristiche e disponibilità dei prodotti o eventuali promozioni potete scrivere nella parte dedicata ai Contatti.

Questo non è un post promozionale, non percepisco nulla dalla pubblicazione di questi contenuti. La spinta a scrivere è stata, come sempre, la voglia di condividere esperienze belle e utili; non vi nascondo, peraltro, che da quando utilizziamo OPOSSUM sono già stata fermata diverse volte da persone interessate.

Mi fa tanto piacere, se si può, promuovere un prodotto che ritengo valido e contribuire, nel mio piccolo, a incentivare una mobilità più sostenibile.

Ciao,

Elisa 🙂

I miei posti del cuore per un Natale solidale

“Un uomo non è mai così alto come quando si china ad aiutare un bambino”.

Alcuni iniziano a preparare l’albero ad ottobre e altri vorrebbero passare direttamente al 7 gennaio: il Natale o lo si ama o lo si odia (e qui ovviamente non parlo di sentimento religioso).

Io personalmente lo amo!

Per un periodo, in verità, l’ho aspettato con minore partecipazione perché ho perso mia nonna, cui ero molto legata, in maniera improvvisa proprio durante le Feste e per riacquistare la gioia ci ho messo un po’, ma la nascita di mio figlio, devo ammettere, ha contribuito non poco a donarmi nuovo entusiasmo e a rendere ancora più speciale questo periodo dell’anno.

L’anno scorso Teo era piccolissimo, tra l’altro proprio a dicembre avevo appena ripreso a lavorare dopo la maternità, per cui ho avuto minor tempo, rispetto al passato, per dedicarmi ai preparativi e questo mi è dispiaciuto. Ci siamo comunque goduti al massimo il primo Natale con il nostro bambino…emozioni che non si possono dimenticare!

Il Natale per me è attesa e preparativi: pensare ai regali, arricchire i pacchetti, dedicarsi alle decorazioni, fare dolci e biscotti, organizzare incontri per scambiarsi gli auguri.

Il Natale, poi, significa soprattutto riunire la famiglia (anzi le famiglie!) e per una volta all’anno (sigh sigh…per noi è veramente così…) concederci ore insieme senza preoccuparci dell’orologio. Maggiore tempo insieme, senza pensieri e impegni, è proprio la cosa che desidererei di più al mondo!

La Città per le Feste si arricchisce sempre di tanti eventi e iniziative (qui potete trovare tutta la programmazione di A Torino un Natale coi Fiocchi per non perdervi nulla).

In questo post voglio parlarvi dei miei posti del cuore per un Natale solidale.

Da qualche anno, infatti, a dicembre, ci sono tre appuntamenti che mi riempiono di gioia e mi permettono di entrare al meglio nel clima natalizio. Sono ormai appuntamenti fissi che vivo con grande piacere e vorrei condividerli con voi!!

1. Il Mercatino di Natale del Circolo Didattico Coppino

L’edizione di quest’anno, sempre presso la Scuola elementare Coppino di via C. Colombo 36, si terrà nei giorni di sabato 17 e domenica 18 dicembre prossimi.

Non vi posso descrivere a parole l’euforia che si vive varcando la soglia della scuola nei giorni dell’evento e pensare che tutto era partito come un semplice esperimento basato sull’insegnamento dell’importanza del riciclo. In questi oltre 10 anni sono stati raccolti e devoluti più di 200.000 euro a favore dell’UGI (Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini), di unfondo di solidarietà per i bambini provenienti da famiglie con difficoltà economiche e di diverse associazioni che lavorano sul disagio.

Il Mercatino di Natale della Coppino è diventato per me un appuntamento imperdibile!

La cosa più bella, oltre al fatto che sei sicuro di acquistare doni per un’ottima causa, sono il coinvolgimento diffuso e l’entusiasmo che si respira: i bambini mettono a disposizione giochi, libri e dvd che non usano più e i lavoretti preparati in classe sotto la guida delle maestre; le mamme e le nonne donano le loro creazioni hand-made come ricami, presine, cuscini, ghirlande, torte e biscotti artigianali; i commercianti del quartiere regalano oggetti di ogni tipo apposta per l’iniziativa (capi d’abbigliamento e accessori, prodotti di erboristeria, articoli per la casa e di bellezza, bijoux, prodotti alimentari, etc.).

Anche prima della nascita di mio figlio, ho sempre acquistato alla Coppino piccoli peluches o bambole di pezza da usare come originali chiudi-pacco per arricchire i doni, nonché decorazioni per l’albero, ghirlande e biglietti di auguri, tutti rigorosamente fatti a mano.

L’anno scorso, poi, ho fatto incetta di giochi e soprattutto di libri, perché, sì, in questo mercatino è possibile scovare anche libri per bambini bellissimi e quasi nuovi per arricchire la libreria di casa.

Se potete fate un salto, i bambini della scuola vi aspettano per una buona causa! ♥

Sabato 17 dicembre 2016 dalle 12 alle 19 e domenica 18 dicembre dalle 11 alle 18 in Via Cristoforo Colombo 36 (quasi angolo Corso Duca degli Abruzzi).

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2. Il Christmas Shop di Paideia

Paideia, da oltre vent’anni, lavora quotidianamente con le famiglie e i bambini con disabilità o in difficoltà, promuovendo progetti innovativi affinché nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bimbo escluso.

Anche quest’anno è aperto il Paideia Christmas Shop in Piazza Solferino 9 con tantissime idee regalo; l’anno scorso, ad esempio, avevo acquistato queste deliziose scatole di biscotti di meliga che erano state molto apprezzate.

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Anche con un solo piccolo acquisto sarà possibile contribuire a un progetto grandissimo: il ricavato verrà interamente destinato alla costruzione della sala dedicata ai laboratori del nuovo Centro Paideia di via Moncalvo (che sarà inaugurato nel 2017). Sarà uno spazio per offrire a tutte le famiglie con bambini con disabilità o malati attività artistiche e culturali, occasioni di svago, socializzazione e intrattenimento, con particolare attenzione ai fratelli e alle sorelle, che potranno così partecipare alle attività mentre i familiari sono impegnati nelle terapie.

Il Christmas Shop di Paideia è molto noto e apprezzato in città, non ha certo bisogno del mio minuscolo blog, ve ne parlo, però, per testimoniare con le parole di una nostra cara amica il valore dell’iniziativa e cosa significhi l’associazione per tante famiglie:

“Per noi Paideia è stato conoscere un mondo che prima non ci apparteneva e vedere tante famiglie con problemi simili al nostro ci ha aiutati ad andare avanti nella vita di tutti giorni. E’ come una grande famiglia che accoglie tutte le famiglie con vari problemi di disabilità. Quando siamo con loro e con tutti quelli che fanno parte dell’associazione mi sembra che la mia bimba sia uguale a tutti gli altri bambini, mi sembra di entrare in un bellissimo film delle favole e a volte vorrei fermare  il tempo.”

Mi emoziono quando leggo queste parole e penso a quanto sono fortunata perché le mie difficoltà quotidiane sono proprio poca cosa.

Se capitate dalle parti di Piazza Solferino fate un salto al Paideia Christmas Shop!

E’ aperto tutti i giorni, weekend compresi, fino al 23 dicembre dalle 10,30 alle 19,30.

3. La Vetrina di Natale di InGenio

InGenio è una bottega gestita dal Comune di Torino in Via Montebello 28b, a pochi passi dalla Mole Antonelliana.

E’ nata anni fa, da un progetto del Servizio Disabili della Direzione Politiche Sociali della Città di Torino, come luogo per sostenere le attività artigianali e artistiche realizzate all’interno dei servizi operanti sul territorio cittadino (i laboratori dei centri diurni e residenziali gestiti dal Comune attraverso le Circoscrizioni, dalle Cooperative sociali, dalle Associazioni di Volontariato e dalle Fondazioni).

L’obiettivo di InGenio è rendere visibili le abilità delle persone con diverse fragilità, coinvolgendo giovani ma anche adulti, permettendo loro di esprimersi attraverso la manualità e la creatività.

Il ricavato della vendite è ripartito tra gli artisti-artigiani disabili e alcuni progetti di solidarietà nazionali e internazionali.

La scorsa domenica c’è stata la Festa per la 16° Vetrina di Natale (le foto nella galleria qui sotto le ho scattate proprio in questa occasione) ma, in realtà, la bottega di InGenio è aperta tutto l’anno.

Nel corso del tempo ho acquistato qui diverse cosine di legno, ceramica e cartapesta, molte delle quali arredano ancora la nostra casa.

InGenio è anche un luogo di aggregazione attraverso l’organizzazione di laboratori (qualche anno fa ho partecipato ad uno stage per la realizzazione di maschere di carnevale per bambini e ad uno per la creazione e decorazione di fischietti di terracotta).

Al momento è attivo il progetto Diritto e Rovescio (riprenderà  a gennaio dopo le Feste): ogni giovedì dalle 11 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30 è possibile incontrarsi (anche se non si è esperti e si vuole imparare) per trascorrere un momento di relax e condivisione lavorando insieme ai ferri o all’uncinetto, è sufficiente portare un gomitolo di lana e gli arnesi del mestiere. L’unico contributo richiesto è la donazione al progetto di un quadrato di maglia di 25×25 cm.

Si tratta di un’occasione unica per essere artisti per un giorno e contribuire a realizzare una lunghissima sciarpa che, a quanto pare, servirà nientepopodimeno che a riscaldare la Mole Antonelliana in occasione della prossima giornata contro la violenza sulle donne (per informazioni sul progetto potete chiamare il numero 011-883157).

Guardate qui il “prototipo“…bellissimo, no?!!

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Se nei prossimi giorni passate dalle parti della Mole fate un salto alla bottega di InGenio, sono sicura che troverete qualche piccolo dono originale (manufatti a tema natalizio, decorazioni, oggetti per la casa e per gli amici animali, bijoux, creazioni fatte con la lana, etc.) sapendo che non sarà un semplice oggetto, ma molto di più! ♥

Tutti i giorni (anche festivi e domeniche fino a Natale) fino alle 19,00/19,30 in Via Montebello 28b.

A prestissimo e che il clima natalizio si impossessi di noi!!! 😉

Elisa

L’inaugurazione de“Il Sogno del Natale” di Torino. La nostra esperienza!

Se ci diamo la mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno

Manca meno di un mese al Natale e il Babbo pancione ha già iniziato a leggere le prime letterine, tutto arzillo e impegnato ad organizzare la grande spedizione del 24 dicembre.

Portare i regali a tutti i cuccioli del mondo (senza sbagliare!) non è mica una cosa da poco!

Grazie al pensiero di due care amiche, ieri sera abbiamo avuto l’occasione di vivere questa atmosfera, frizzante e gioiosa, visitando in anteprima “Il Sogno del Natale, il tanto atteso Villaggio di Babbo Natale che Torino ospita per la prima volta quest’anno dal 1° dicembre all’8 gennaio prossimi in Piazza d’Armi, a pochi passi dal Pala Alpitour.

L’inizio, devo ammettere, non è stato dei migliori dal momento che, a quanto pare per controlli sull’agibilità da parte del Comune (proprio la sera dell’inaugurazione??!!!?!!), abbiamo atteso al freddo per quasi un’ora. Per fortuna i bimbi (Teo e il suo cuginetto) erano ben vestiti e al caldo nei passeggini e questa partenza, non proprio idilliaca, è stata presto dimenticata.

Non vi nascondo che, nonostante i 38 anni suonati, ero emozionata anche io come una bimba, vedere poi gli occhi curiosi di Teo mi ha riempita di tenerezza.

Essendo la sera dell’inaugurazione abbiamo potuto godere degli spazi e dei giochi per oltre due ore, ma con l’apertura al pubblico la visita durerà circa mezz’ora (indicativamente 25 minuti durante i festivi e i fine settimana e 35 durante i giorni feriali).

Il percorso all’interno del Villaggio che ospita il Quartiere generale di Babbo Natale e dei suoi amici Elfi è al chiuso, ha inizio con il Corridoio degli Antenati, una galleria con simpatici ritratti (e qualche incursione in dipinti famosi) e prosegue con un grandissimo Ufficio Postale, dove i bambini possono trovare tutto l’occorrente per scrivere e imbucare le letterine dei desideri.

Proseguendo si arriva al salone più suggestivo: la Fabbrica dei Giocattoli, uno spazio grandissimo (con ingranaggi che si muovono e rulli che scorrono) animato da buffi Elfi giocolieri e pieno zeppo di giochi per tutte le età.

Teo si è divertito come un pazzo a curiosare in giro e a giocare con tutto ciò che trovava (la cucina in legno, un piccolo pianoforte a coda, le piste di legno per i trenini, macchinine e animaletti cavalcabili…). Insomma, ho dovuto prenderlo di peso per proseguire la visita, dopotutto ci attendeva ancora Babbo Natale in persona!!🙂

Le ultime due sale sono quelle più intime del Quartiere generale: la stanza con il grande cannocchiale per osservare il cielo e il camino per riscaldarsi, ma, soprattutto, la Camera da notte con il grande letto a baldacchino (si può salire sopra per fare le foto tra cuscini e peluches).

Proprio qui abbiamo scovato Babbo Natale e diciamo che…l’incontro non è stato dei migliori! Teo ha iniziato subito a piangere impaurito, sebbene il gentile vecchietto abbia provato di tutto per consolarlo. 🙂

Finito il momento tragedia, siamo usciti fuori a curiosare. L’area all’esterno è occupata da una piccola pista di pattinaggio, da alcuni stand di streetfood e, soprattutto, dalle Scuderie delle Renne dove è possibile farsi immortalare sulla grande Slitta di Babbo natale carica di pacchi regalo.

Ma non è finita qui: sempre all’esterno una delle attrazioni principali sarà lo chapiteau, una sorta di tenda da circo sotto la quale artisti e giocolieri di fama internazionale metteranno in scena esibizioni circensi e musicali per grandi e bambini.

Dando un’occhiata alla programmazione credo che per Teo siano spettacoli ancora poco adatti (del resto si sa, la concentrazione di un terremoto di un anno e mezzo è “cosa breve”, pari soltanto alla mia davanti ad un problema di trigonometria!) ma penso che alcuni potrebbero diventare un’ottima idea regalo (che ne pensate di “Sconcerto d’amore. Le acrobazie musicali di una coppia in disaccordo”? Mi ispira parecchio!).

Lo scopo della manifestazione è quello di “tenere viva la magia del Natale nel cuore di ogni bambino”, portando in scena ambientazioni, personaggi e attività in grado di regalare un’esperienza unica e indimenticabile. Dal mio punto di vista, l’obiettivo è stato raggiunto!

Ci sarebbe ancora qualche dettaglio da migliorare nell’organizzazione, tuttavia l’impressione finale è positiva. La struttura, tutta in legno, è molto carina, accogliente e suggestiva, traspare subito, a differenza di altri allestimenti simili, una grande cura per le ambientazioni e per i dettagli (del resto si sono occupati del progetto Carmelo Giammello, già scenografo del Teatro Stabile di Torino, e l’artista Richi Ferrero).

Le informazioni sugli orari, i prezzi e i modi per arrivare sono reperibili sul sito http://www.ilsognodelnatale.it/, il mio post vuole solo condividere con voi la nostra esperienza e qualche altra informazione utile qualora pensiate di fare un salto a salutare Babbo Natale nei prossimi giorni. 🙂

Come vi dicevo, la visita del Quartiere Generale è al coperto, quindi pioggia o neve non saranno un problema, i passeggini possono circolare tranquillamente, del resto l’evento è pensato proprio per le famiglie, tuttavia con i neonati o i bimbi molto piccoli vi consiglio, se possibile, la fascia o il marsupio, soprattutto nei giorni di maggior affluenza, come quelli festivi e durante i week end, quando il passeggino sarebbe solo un fastidioso ingombro (noi li abbiamo parcheggiati in un angolino della Fabbrica dei giocattoli, vicino alla scala, e nessuno ci ha detto di spostarli).

I bagni sono soltanto all’esterno (non riscaldati!), alcuni vicini all’ingresso e altri di fronte alla pista di pattinaggio. Al momento sul percorso non è previsto un punto nursery per il cambio pannolino (mi è stato detto, però, che avrebbero provveduto al più presto).

Le casette-ristoro (tranne una piccola caffetteria) sono all’aperto, c’è anche un’area food con panche e tavoli ma anche questa è all’aperto.

Tutta l’area è accessibile ai visitatori con disabilità, che hanno diritto ad un biglietto omaggio per un accompagnatore.

Spero che il post vi sia piaciuto, a prestissimo!

Elisa